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Dighe, l’Enel ricorre contro la Regione

Dighe, l’Enel ricorre contro la Regione

La multinazionale dell’energia: illegittimo il passaggio della gestione all’Enas

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SASSARI. L’Enel contro la Regione. La multinazionale della energia ricorre contro la decisione della giunta Pigliaru di trasferire la gestione delle dighe all’Enas, l’ente delle acque della Sardegna. L’Enel ritiene le delibere adottate dalla Regione sulle concessioni di derivazione idroelettrica, di cui è titolare, «illegittime e contrarie alla normativa vigente. Tali concessioni, infatti, come confermato in più occasioni dal Tribunale superiore delle acque pubbliche, avranno la loro naturale scadenza nel 2029 e ogni provvedimento che intervenga per alterarne la durata è contrario alla legge statale che regola la materia (il cosiddetto Decreto Bersani). Come avvenuto nel 2014, Enel provvederà, dunque, a impugnare dette delibere per farne dichiarare l’annullamento».

Le delibere della giunta prevedono che dal 1 gennaio 2019 tornino in capo alla Regione le dighe del Coghinas, dell'Alto Flumendosa e del Taloro, che andranno sotto la gestione dell’Enas. «Un risultato importante perché consentirà alla Regione di ottimizzare l'utilizzo delle risorse idriche invasate nei bacini artificiali dell'isola, con notevoli vantaggi soprattutto nei periodi di siccità», sono state le parole di Pigliaru dopo l’approvazione delle delibere. Ennesima puntata di una battaglia cominciata all’inizio della legislatura, nel 2014. L’Enel ha da subito puntato i piedi: pretendeva la conferma delle concessioni fino al 2029, tanto da ricorrere al Tribunale superiore delle Acque pubbliche, con la Regione obbligata a riscrivere le delibere per evitare l’ennesimo conflitto. Delibere che però saranno oggetto di altri ricorsi.

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