Fondi ai gruppi, i giudici si astengono
Si allungano i tempi del giudizio per i 29 onorevoli regionali del centrosinistra
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CAGLIARI. Per i ventinove onorevoli ed ex onorevoli regionali finiti a giudizio con l’accusa di peculato per aver speso impropriamente i fondi del gruppo politico i tempi del processo si allungano: il presidente della seconda sezione del tribunale Giovanni Massidda, che ieri mattina avrebbe dovuto aprire formalmente il dibattimento, ha comunicato l’astensione perché in fase d’indagine, nelle vesti di gip, aveva autorizzato la Procura a intercettare alcuni indagati. Trasferito all’istante il fascicolo processuale alla prima sezione, dieci metri di distanza al piano terra del palazzo, la presidente Tiziana Marogna ha consultato la lista degli imputati e ha scoperto che uno di loro potrebbe avere rapporti di amicizia con un suo familiare. Nel dubbio sull’opportunità di andare avanti, il magistrato ha disposto la trasmissione degli atti al presidente del tribunale Mauro Grandesso perché sia il suo ufficio a valutare e a decidere il da farsi. Se il dirigente confermerà i dubbi sulla compatibilità, dovrà nominare un nuovo collegio destinato a celebrare il processo e si dovrà riaprire il giro delle notifiche: in questo caso il ritorno in aula non avverrà in meno di tre mesi. Altrimenti il faldone farà marcia indietro fino alle mani del giudice Marogna, che potrà andare avanti tranquillamente. Per il pm Marco Cocco è una brutta notizia, imputati e difensori l’hanno invece presa piuttosto bene: i fatti al centro del procedimento risalgono agli anni dal 2004 al 2009, durante la legislatura Soru. Il reato di peculato si prescrive in dodici anni, quindi il processo svanirebbe per tutti nel corso del 2021. Messi in conto i circa 400 testimoni proposti dai difensori per le ventinove posizioni all’esame del tribunale non è difficile prevedere almeno due anni per arrivare alla sentenza, come dire che le conclusioni dei giudici arriverebbero nel migliore dei casi al limite della prescrizione, che scatterebbe inevitabilmente con il secondo grado. A questo punto è chiaro che il processo potrebbe sfociare, se ci saranno, in condanne virtuali. Aperto e aggiornato invece al 7 marzo dell’anno prossimo i processo all’ex assessora alla sanità Simona De Francisci e all’ex consigliere Sisinnio Piras. In quell’udienza saranno sentiti gli investigatori della polizia giudiziaria e gli indagati e imputati di reato connesso. (m.l.)
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