Martin Scorsese racconta la Sardegna in un documentario
Missione della Regione insieme al Teatro lirico di Cagliari Paci: «L’obiettivo è attirare imprenditori e turisti stranieri»
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CAGLIARI. Martin Scorsese abita a pochi isolati di distanza dalla Cattedrale di St. Patrick, a New York, dove qualche giorno fa si sono esibiti l’orchestra e il coro del Teatro Lirico di Cagliari. Saputo del concerto, il regista americano ha deciso di girare un documentario: per tutta la serata le sue troupe hanno effettuato le riprese. Un incontro casuale quello tra la Sardegna e Martin Scorsese che porterà l’isola sulla ribalta mondiale.
È questo il risultato della missione di tre giorni a New York organizzata dalla Regione per far conoscere la Sardegna oltre oceano. Sono bastati tre giorni per conquistare la Grande Mela grazie alla messa in scena delle produzioni del Teatro Lirico di Cagliari. Il progetto, finanziato dalla Regione, è stato fortemente sostenuto dal sovrintendente del teatro lirico di Cagliari, Claudio Orazi. A rappresentare l’isola il vice presidente della Regione Raffaele Paci che ha anche incontrato il Circolo dei sardi e il console generale italiano a New York.
«Sono state giornate intense, che hanno visto la Sardegna protagonista in un importante contesto internazionale – è il commento di Raffaele Paci – Abbiamo iniziato con un convegno alla Columbia University, proseguito con l’allestimento di un'opera replicata dopo due giorni e con un concerto nell’antica Cattedrale di St. Patrick. Ci siamo presentati attraverso la musica ma abbiamo anche raccontato che cosa è la Sardegna, quanto può offrire, e perché consideriamo vantaggioso investire nella nostra isola. Il progetto che abbiamo finanziato ha infatti un doppio obiettivo: favorire la sinergia fra le realtà artistiche della Sardegna, intensificare le collaborazioni internazionali, utilizzando al meglio questo canale per far conoscere la nostra regione e dunque supportare una forte politica di attrazione turistica. Le collaborazioni internazionali sono fondamentali per far uscire dai confini regionali e nazionali le nostre produzioni e i nostri prodotti». La missione a New York è stata anche l'occasione per avviare una serie di contatti con possibili investitori nell’isola. «Dobbiamo far conoscere la nostra isola e attirare imprenditori e turisti. Solo così la Sardegna può crescere, anche per dare ai nostri ragazzi più occasioni di lavoro e una speranza per il futuro».
È questo il risultato della missione di tre giorni a New York organizzata dalla Regione per far conoscere la Sardegna oltre oceano. Sono bastati tre giorni per conquistare la Grande Mela grazie alla messa in scena delle produzioni del Teatro Lirico di Cagliari. Il progetto, finanziato dalla Regione, è stato fortemente sostenuto dal sovrintendente del teatro lirico di Cagliari, Claudio Orazi. A rappresentare l’isola il vice presidente della Regione Raffaele Paci che ha anche incontrato il Circolo dei sardi e il console generale italiano a New York.
«Sono state giornate intense, che hanno visto la Sardegna protagonista in un importante contesto internazionale – è il commento di Raffaele Paci – Abbiamo iniziato con un convegno alla Columbia University, proseguito con l’allestimento di un'opera replicata dopo due giorni e con un concerto nell’antica Cattedrale di St. Patrick. Ci siamo presentati attraverso la musica ma abbiamo anche raccontato che cosa è la Sardegna, quanto può offrire, e perché consideriamo vantaggioso investire nella nostra isola. Il progetto che abbiamo finanziato ha infatti un doppio obiettivo: favorire la sinergia fra le realtà artistiche della Sardegna, intensificare le collaborazioni internazionali, utilizzando al meglio questo canale per far conoscere la nostra regione e dunque supportare una forte politica di attrazione turistica. Le collaborazioni internazionali sono fondamentali per far uscire dai confini regionali e nazionali le nostre produzioni e i nostri prodotti». La missione a New York è stata anche l'occasione per avviare una serie di contatti con possibili investitori nell’isola. «Dobbiamo far conoscere la nostra isola e attirare imprenditori e turisti. Solo così la Sardegna può crescere, anche per dare ai nostri ragazzi più occasioni di lavoro e una speranza per il futuro».
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