Adolescenza a rischio progetto per mille giovani

Cagliari, otto interventi: dalla lettura al cinema, da una web radio ai trasporti Coinvolti anche 200 ragazzi detenuti nell’istituto penitenziario di Quartucciu

CAGLIARI. Lo hanno battezzato “Skillellè”, slang cagliaritano che sta per ragazzino vivace, monello. È proprio a loro che è rivolto questo progetto di inclusione sociale che coinvolgerà circa mille adolescenti tra i 14 e 17 anni di Cagliari e della Città metropolitana, appartenenti alla fascia “fragile” per condizione sociale, economica e a rischio esclusione. Obiettivo: promuovere percorsi a sostegno dei minori, dando loro strumenti per superare la fragilità degli ambienti in cui vivono. Beneficiari indiretti saranno le famiglie degli adolescenti, gli operatori della scuola e della giustizia minorile, gli abitanti nei quartieri “a rischio” di Is Mirrionis e San Michele.

Il cast di “Skillellè”, unico progetto in Sardegna promosso e finanziato con il Bando adolescenza dello Stato, è di tutto rilievo: la promotrice Associazione Malik che con Barbara Cadeddu, Laura Pisu e Stefano Asili lo ha messo a punto; i partner del Comune di Cagliari (assessorati cultura, pubblica istruzione, politiche sociali), il Centro di giustizia minorile, la Città metropolitana, il dipartimento di scienze mediche dell’Università, l’Ats Sardegna, il Ctm, la Fondazione Sardegna Film Commission, il Cus Cagliari, la Fondazione Zancan, i licei Eleonora d’Arborea ed Euclide. Ognuno avrà una parte attiva per la realizzazione di un modello di convivenza sociale denominato “Presidio civico” che abbia la funzione di aggregatore di servizi, di professionalità e di capitale umano.

Sono otto le azioni (skill) che saranno attivate in sinergia con i partner: si va da un centro culturale e bibliotecario alla web radio autogestita, dalla produzione cinematografica alla pratica sportiva, dai laboratori multidisciplinari all’ideazione di una rete di trasporti per tragitti studenteschi urbani e metropolitani.

Un'attenzione a parte merita lo “SkillBuilding” con la partecipazione al processo di auto-recupero di circa 200 ragazzi detenuti nell’istituto penitenziario minorile di Quartucciu: assieme agli operatori e a gruppi di coetanei dei due licei partner, saranno gestori del miglioramento delle loro condizioni di vita e del proprio benessere all’interno dell'istituto, anche attraverso la scelta di semplici cose come i colori delle loro camerette e degli spazi comuni. Entusiasta il direttore del centro di giustizia minorile per la Sardegna, Giampaolo Cassitta: «Dobbiamo insegnare ai nostri ragazzi a riconoscere le storture della vita, ad affrontarle e raddrizzarle».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes