Inps, premi ai medici che negano l’invalidità
Il presidente dell’Ordine di Oristano: «Proposta offensiva». E invita alla disobbedienza
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SASSARI. «La proposta del presidente dell’Inps Tito Boeri è offensiva sia per i medici che per i cittadini disabili, in quanto mette in dubbio la correttezza e l’onestà di entrambi. L’ordine dei medici di Oristano è contro qualsiasi incentivo economico, è bene che si sappia». È durissimo il giudizio del presidente dell’Ordine dei medici di Oristano, Antonio Sulis, sulla decisione dell’Inps di introdurre per la prima volta da quest’anno le prestazioni per malattie negate e invalidità revocate tra i criteri di valutazione utili alla retribuzione di risultato dei medici. In pratica, più prestazioni negate si traducono per il medico, a fine anno, in un incentivo economico.
La delibera è stata firmata da Tito Boeri a marzo scorso. Secondo l’attuale “Piano delle performance” dell’Inps – che si può consultare sul sito – , più il medico negherà prestazioni e più sarà pagato. Da questa attività, promettono le tabelle dell’Inps, si otterranno così minori prestazioni per altri 10 milioni di euro, portando il totale 2018 sopra quota 81 milioni.
«È un’aberrazione – protesta Sulis – questi strumenti economicistici confliggono con la professione medica. Vorrei ricordare a Boeri che prima vengono gli obiettivi di salute, poi quelli economici. Per questo, ancora una volta, l’Ordine vuole rassicurare l’opinione pubblica sul fatto che i medici hanno come punto di riferimento la salute dei cittadini e la tutela dei soggetti più deboli e che nessun incentivo economico potrà interferire sul corretto svolgimento della professione. Noi medici non possiamo avere come obiettivo quello del risparmio, ma quello del riconoscimento o meno di un giusto diritto. Anzi, direi che compito dello Stato è quello di garantire i diritti dei cittadini, quindi mi fa specie che anteponga una questione di carattere economico a un diritto del cittadino».
Forse il problema è che la Sardegna detiene il record per il numero di pensioni e di invalidità civili erogate. «Non bisogna dimenticare che la Sardegna ha un indice di vecchiaia molto alto – ricorda il presidente dell’Ordine dei medici di Oristano – E sono moltissimi i pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica, da Alzheimer, da diabete. È questo il motivo per cui le domande di invalidità aumentano di anno in anno». Quello che Antonio Sulis non manda giù è che per far quadrare i conti Boeri chieda ai medici di negare ai cittadini quelli che sono veri e propri diritti. «Per di più dietro un incentivo economico – sbotta Sulis – È assurdo. Lo ripeto ancora una volta, non si può barattare il diritto del cittadino con un incentivo del medico. Puoi chiedere al medico di essere più efficiente sugli aspetti gestionali e operativi del suo lavoro ma non di negare dei diritti. Se secondo loro le commissioni mediche non sono efficienti, allora trovino un modo per renderle tali – suggerisce il medico all’Inps – Ma non si possono trasformare i medici in controllori. I medici dell’Ordine di Oristano esprimono forte disappunto per la decisione del presidente Boeri. Noi tuteliamo la salute dei cittadini, non pensiamo ai conti». (g.z.)
La delibera è stata firmata da Tito Boeri a marzo scorso. Secondo l’attuale “Piano delle performance” dell’Inps – che si può consultare sul sito – , più il medico negherà prestazioni e più sarà pagato. Da questa attività, promettono le tabelle dell’Inps, si otterranno così minori prestazioni per altri 10 milioni di euro, portando il totale 2018 sopra quota 81 milioni.
«È un’aberrazione – protesta Sulis – questi strumenti economicistici confliggono con la professione medica. Vorrei ricordare a Boeri che prima vengono gli obiettivi di salute, poi quelli economici. Per questo, ancora una volta, l’Ordine vuole rassicurare l’opinione pubblica sul fatto che i medici hanno come punto di riferimento la salute dei cittadini e la tutela dei soggetti più deboli e che nessun incentivo economico potrà interferire sul corretto svolgimento della professione. Noi medici non possiamo avere come obiettivo quello del risparmio, ma quello del riconoscimento o meno di un giusto diritto. Anzi, direi che compito dello Stato è quello di garantire i diritti dei cittadini, quindi mi fa specie che anteponga una questione di carattere economico a un diritto del cittadino».
Forse il problema è che la Sardegna detiene il record per il numero di pensioni e di invalidità civili erogate. «Non bisogna dimenticare che la Sardegna ha un indice di vecchiaia molto alto – ricorda il presidente dell’Ordine dei medici di Oristano – E sono moltissimi i pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica, da Alzheimer, da diabete. È questo il motivo per cui le domande di invalidità aumentano di anno in anno». Quello che Antonio Sulis non manda giù è che per far quadrare i conti Boeri chieda ai medici di negare ai cittadini quelli che sono veri e propri diritti. «Per di più dietro un incentivo economico – sbotta Sulis – È assurdo. Lo ripeto ancora una volta, non si può barattare il diritto del cittadino con un incentivo del medico. Puoi chiedere al medico di essere più efficiente sugli aspetti gestionali e operativi del suo lavoro ma non di negare dei diritti. Se secondo loro le commissioni mediche non sono efficienti, allora trovino un modo per renderle tali – suggerisce il medico all’Inps – Ma non si possono trasformare i medici in controllori. I medici dell’Ordine di Oristano esprimono forte disappunto per la decisione del presidente Boeri. Noi tuteliamo la salute dei cittadini, non pensiamo ai conti». (g.z.)
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