Bonifiche, Astaldi in crisi Syndial rescinde il contratto

La società di Eni: saremo noi a coordinare i lavori e garantiremo la continuità A rischio il futuro dei 60 dipendenti del raggruppamento temporaneo di imprese

PORTO TORRES. Colpo di scena nel tortuoso percorso delle bonifiche ambientali nell’area industriale di Porto Torres. Syndial ha infatti comunicato l’altro ieri al Raggruppamento temporaneo di imprese Astaldi-Petroltecnica-Furia, la rescissione del contratto d’appalto. Una decisione che sicuramente sarà materia per avvocati e non è escluso che approdi anche in qualche aula di Tribunale. Forse un provvedimento inevitabile: nei giorni scorsi la Nuova Sardegna aveva anticipato la criticità della situazione, legata proprio alla difficile situazione societaria dell’Astaldi.

Syndial dal canto suo aveva annunciato una azione di monitoraggio. Ieri la nota ufficiale: «In considerazione del perdurante stato di crisi finanziaria di Astaldi Spa, capofila del Rti per l’esecuzione del progetto di bonifica “Nuraghe” nel sito di Porto Torres, come committente dell’esecuzione delle attività previste dal decreto del ministero dell’Ambiente, che impone responsabilità e tempi specifici di attuazione secondo normativa, abbiamo preso l’impegno a coordinare direttamente i lavori al fine di assicurare la continuità degli interventi di bonifica nel rispetto dei programmi di risanamento ambientale definiti con le istituzioni territoriali». Una decisione - aggiunge Syndial - «volta ad assicurare il prosieguo del rapporto con le imprese dell’indotto, anche al fine di evitare ricadute occupazionali. A oggi, in campo sono state avviate le attività di movimento terra e di preparazione all'installazione delle infrastrutture per i trattamenti di bonifica, mentre la fase di progettazione di dettaglio è stata completata». Per la Rti e per Astaldi, si tratta di un fulmine a ciel sereno che coinvolge circa 60 persone alle dipendenze del Raggruppamento da diversi anni. L’ormai ex gestore del contratto deve anche avviare nel più breve tempo possibile le procedure, comunque non oltre il prossimo 30 novembre, per il ripiegamento del cantiere e per definire termini e modalità per la contabilizzazione delle attività eseguite. Questa nuova situazione apre uno scenario preoccupante sull’avvio effettivo del progetto di bonifica “Nuraghe”, perché è prevedibile un contenzioso tra Syndial e Astaldi, con i possibili ritardi che dovrà ancora sopportare il territorio del nord ovest dell’Isola. Qualche settimana fa anche il segretario regionale della Feneal-Uil, Marco Foddai, lamentò il ritardo sugli interventi di bonifica nell’area industriale della Marinella dopo le dichiarazioni ottimistiche di fine luglio da parte della Regione. «A metà mese i lavori sono ancora bloccati – aveva detto – e non si riesce a capire il perché del perdurare di questa situazione visto che nelle varie fasi autorizzative tutti gli enti avevano già dato parere favorevole». Tutte le autorizzazioni allo stato attuale sono però in capo ad Astaldi (Valutazione impatto ambientale e Autorizzazione integrata ambientale) e la società di Eni dovrebbe quindi volturare le stesse a nome di Syndial per poter poi procedere col progetto. La macchina delle bonifiche era ormai in marcia dal 2010 e, vista la decisione del gruppo Eni, rischia una brusca frenata proprio alla vigilia degli interventi di risanamento ambientale. Il 5 novembre 2018, infatti, era segnata come data di partenza del progetto “Nuraghe”.

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