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Adesso si rischia lo scontro con Roma

È evidente: la replica della Regione al ministero della salute avvicina sempre più il rischio di un muro contro muro con Roma. Con decisione, nella lettera, l’assessore Luigi Arru non solo ha...

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È evidente: la replica della Regione al ministero della salute avvicina sempre più il rischio di un muro contro muro con Roma. Con decisione, nella lettera, l’assessore Luigi Arru non solo ha definito la riforma una buona riforma, ma spiegato perché non potrà essere stravolta visto che è «l’unica possibile in grado di garantire un diffuso standard di qualità e sicurezza in tutto il territorio regionale». Però c’è qualcosa che non torna: una settimana fa, a Cagliari, sindaci, cittadini e movimenti hanno chiesto con forza il blocco immediato della stessa Rete. In un manifestino che circolava, c’era scritto: «Siamo qui per protestare contro i tagli ai servizi sanitari pubblici, lo svuotamento, il declassamento e la chiusura degli ospedali dei territori disagiati». Con subito la replica di Arru: «Non c'è alcuna intenzione di depotenziare, c'è invece quella di porre rimedio a tutte le criticità e mettere a regime la riforma in tutti gli ospedali» Dunque, c’è in atto un cortocircuito ed è questo: se da una parte la Regione ha lanciato la sfida al ministero, sul fronte opposto diversi, troppi sardi continuano a essere contro la Regione, e non si capisce più chi abbia o meno ragione. Tempo fa Arru ha detto di essersi sentito spesso solo nella prima sfida e anche nel sostenere gli attacchi ricevuti in casa. Il rimedio c’è. Dopo aver difeso nel dettaglio e anche con foga politica la riforma davanti ai tecnici del ministero, ora la Regione deve trovare subito anche il tempo di raccontarla nel modo giusto, il più chiaro possibile, ai sardi, e se serve corregga qualcosa. È questa la sola possibilità per far sì che quando il ministero della salute ritornerà alla carica, l’assessore Arru non si trovi ancora una volta da solo. (ua)

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