Dimitrov: «Malpensa hub principale, Air Italy non lascia Olbia»
di Luca Rojch
◗
Rossen DimitrovParla il nuovo manager dopo la bufera che ha spazzato i vertici della compagnia: «Puntiamo a diventare il primo vettore in Italia sulle rotte interne ed estere»
4 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. La rivoluzione silenziosa dentro Air Italy è affidata a Rossen Dimitrov. Il Chief operating officer si trova a gestire una situazione complicata. La compagnia non deve perdere il suo passo rampante, ma nello stesso tempo deve ricostruire i rapporti con la Regione e col governo, dopo un primo approccio forse troppo irruento dei precedenti manager. Lo tsunami di inizio settimana con il cambio di tutto il managment è servito a tracciare una linea netta. Un cambio di passo nella compagnia. Ma ora Dimitrov si trova a gestire una fase delicatissima. Riallacciare i rapporti con la politica, regionale e nazionale, far volare la compagnia verso gli utili, e nello stesso tempo mantenere in equilibrio i rapporti tra Olbia e Malpensa.
Perché è stato cambiato tutto il management di Air Italy?
«È vero che alcuni dei dirigenti di Air Italy sono cambiati, ma è importante inquadrare questo fatto nel giusto contesto. Air Italy ha attualmente 6 direttori centrali, 11 direttori e 53 manager. Negli ultimi 10 mesi, solo 6 di questi sono cambiati, mentre nello stesso periodo sono state create una serie di nuove posizioni all'interno dell'azienda. Si tratta semplicemente di avvicendamenti normali in presenza sia di un business in crescita, sia di un cambio del disegno strategico, che necessita del reclutamento di figure professionali diverse».
Quando presenterete il piano industriale?
«Air Italy ha presentato il piano industriale nel febbraio 2018 e quel piano non è cambiato. Ci sono state alcune modifiche tattiche, ma fondamentalmente i nostri obiettivi rimangono gli stessi. Riguardano il rinnovo della nostra flotta, che è già quasi completa. La revisione del nostro prodotto di bordo, che è anch’esso ben avviato. Lo sviluppo di Malpensa come nostro hub principale. Il lancio di nuove rotte intercontinentali in connessione con sei aeroporti nazionali. E di diventare la compagnia aerea di riferimento per volare da e per l'Italia. Nel 2018 abbiamo già aperto nuovi collegamenti per New York, Miami e Bangkok, e il prossimo mese ci espanderemo con nuovi voli per l’India, con Delhi e Mumbai. Altre nuove rotte seguiranno nel 2019, e il nostro piano rimane quello di continuare con questo trend di crescita focalizzandoci sull'innovazione e su un eccellente servizio ai clienti».
Su cosa punterete per far crescere e Air Italy?
«Con la nostra nuova flotta, i nuovi prodotti e servizi e una maggiore attenzione al cliente, puntiamo a diventare la compagnia aerea di riferimento per i viaggi da, per e all'interno dell'Italia. Questo nuovo approccio ci porterà a stabilire nuovi standard in termini di customer experience. Vogliamo essere un modello di innovazione e offrire l'eccellenza a tutti i livelli. Anche l'orgoglio della nostra capacità di essere ospitali e le nostre origini è importante, perché il nostro obiettivo è precedere i concorrenti, non inseguirli. Ci concentriamo continuamente sull'innovazione tecnologica, di prodotto e di servizio e miriamo a fornire la migliore esperienza possibile ai clienti in ogni momento di contatto».
I voli a lungo raggio hanno dato un apprezzabile riscontro economico?
«Per poter ottenere un ritorno sull’investimento, si deve prevedere un investimento adeguato e strategico nella fase di crescita, mentre si sviluppa la propria base di clienti e si crea il proprio portafoglio di prodotti. Questo è ancora più indispensabile nel settore del trasporto aereo, che esprime margini ridotti ed è soggetto all’aumento del prezzo del carburante. Ma in base ai risultati raggiunti fino a oggi e alle nostre proiezioni, per ora siamo soddisfatti, in particolare rispetto alle linee con gli Stati Uniti, che sono state supportate molto positivamente dai nostri clienti».
Si è parlato molto in questi mesi del rapporto tra Olbia e Malpensa. Conferma la volontà di mantenere la sede e il cuore dell’azienda in Sardegna?
«Non è cambiato niente rispetto alle nostri posizioni su Olbia».
Parteciperete ai bandi di continuità territoriale?
«Valutiamo attentamente i documenti pubblici del bando sulla continuità territoriale perché dobbiamo assicurarci che siano coerenti in termini commerciali. Provvederemo a informare le autorità competenti a tempo debito».
Pensate di sviluppare il network dei voli anche in Sardegna, e su aeroporti diversi da quello di Olbia?
«Come già detto, il nostro obiettivo principale in questo momento è la redditività ottenuta attraverso il consolidamento del network dei voli, il lancio di nuove rotte intercontinentali e lo sviluppo di Malpensa come nostro hub principale. Oltre a questo, prenderemo in considerazione tutti i possibili nuovi collegamenti da operare, fatta salva la disponibilità degli aeromobili, la presenza di una connessione con il resto del network e la redditività prevista».
Pensa che si debbano costruire dei rapporti diversi con sindacati e istituzioni?
«Sia individualmente, sia come organizzazione, abbiamo un ruolo da svolgere e in questo senso il dialogo con diversi soggetti è stato già avviato in appositi incontri. Io lavoro con tutti con uno spirito di collaborazione. Abbiamo semplicemente bisogno di rispettarci l'un l'altro e di lavorare tutti insieme per garantire che l'azienda sia sostenibile e profittevole e che sia assicurato il futuro di tutti. Per fare questo, abbiamo tutti bisogno di avere un approccio durante le nostre discussioni il più possibile aperto e flessibile».
Ha parlato con la Regione?
«Ho ricevuto questo nuovo incarico da meno di un mese, quindi non c'è stata ancora un’occasione, ma questo naturalmente avverrà a tempo debito».
E anche col ministero dei Trasporti?
«Esattamente come per la Regione, ci stiamo assicurando che tutte le riunioni importanti vengano fissate».
Perché è stato cambiato tutto il management di Air Italy?
«È vero che alcuni dei dirigenti di Air Italy sono cambiati, ma è importante inquadrare questo fatto nel giusto contesto. Air Italy ha attualmente 6 direttori centrali, 11 direttori e 53 manager. Negli ultimi 10 mesi, solo 6 di questi sono cambiati, mentre nello stesso periodo sono state create una serie di nuove posizioni all'interno dell'azienda. Si tratta semplicemente di avvicendamenti normali in presenza sia di un business in crescita, sia di un cambio del disegno strategico, che necessita del reclutamento di figure professionali diverse».
Quando presenterete il piano industriale?
«Air Italy ha presentato il piano industriale nel febbraio 2018 e quel piano non è cambiato. Ci sono state alcune modifiche tattiche, ma fondamentalmente i nostri obiettivi rimangono gli stessi. Riguardano il rinnovo della nostra flotta, che è già quasi completa. La revisione del nostro prodotto di bordo, che è anch’esso ben avviato. Lo sviluppo di Malpensa come nostro hub principale. Il lancio di nuove rotte intercontinentali in connessione con sei aeroporti nazionali. E di diventare la compagnia aerea di riferimento per volare da e per l'Italia. Nel 2018 abbiamo già aperto nuovi collegamenti per New York, Miami e Bangkok, e il prossimo mese ci espanderemo con nuovi voli per l’India, con Delhi e Mumbai. Altre nuove rotte seguiranno nel 2019, e il nostro piano rimane quello di continuare con questo trend di crescita focalizzandoci sull'innovazione e su un eccellente servizio ai clienti».
Su cosa punterete per far crescere e Air Italy?
«Con la nostra nuova flotta, i nuovi prodotti e servizi e una maggiore attenzione al cliente, puntiamo a diventare la compagnia aerea di riferimento per i viaggi da, per e all'interno dell'Italia. Questo nuovo approccio ci porterà a stabilire nuovi standard in termini di customer experience. Vogliamo essere un modello di innovazione e offrire l'eccellenza a tutti i livelli. Anche l'orgoglio della nostra capacità di essere ospitali e le nostre origini è importante, perché il nostro obiettivo è precedere i concorrenti, non inseguirli. Ci concentriamo continuamente sull'innovazione tecnologica, di prodotto e di servizio e miriamo a fornire la migliore esperienza possibile ai clienti in ogni momento di contatto».
I voli a lungo raggio hanno dato un apprezzabile riscontro economico?
«Per poter ottenere un ritorno sull’investimento, si deve prevedere un investimento adeguato e strategico nella fase di crescita, mentre si sviluppa la propria base di clienti e si crea il proprio portafoglio di prodotti. Questo è ancora più indispensabile nel settore del trasporto aereo, che esprime margini ridotti ed è soggetto all’aumento del prezzo del carburante. Ma in base ai risultati raggiunti fino a oggi e alle nostre proiezioni, per ora siamo soddisfatti, in particolare rispetto alle linee con gli Stati Uniti, che sono state supportate molto positivamente dai nostri clienti».
Si è parlato molto in questi mesi del rapporto tra Olbia e Malpensa. Conferma la volontà di mantenere la sede e il cuore dell’azienda in Sardegna?
«Non è cambiato niente rispetto alle nostri posizioni su Olbia».
Parteciperete ai bandi di continuità territoriale?
«Valutiamo attentamente i documenti pubblici del bando sulla continuità territoriale perché dobbiamo assicurarci che siano coerenti in termini commerciali. Provvederemo a informare le autorità competenti a tempo debito».
Pensate di sviluppare il network dei voli anche in Sardegna, e su aeroporti diversi da quello di Olbia?
«Come già detto, il nostro obiettivo principale in questo momento è la redditività ottenuta attraverso il consolidamento del network dei voli, il lancio di nuove rotte intercontinentali e lo sviluppo di Malpensa come nostro hub principale. Oltre a questo, prenderemo in considerazione tutti i possibili nuovi collegamenti da operare, fatta salva la disponibilità degli aeromobili, la presenza di una connessione con il resto del network e la redditività prevista».
Pensa che si debbano costruire dei rapporti diversi con sindacati e istituzioni?
«Sia individualmente, sia come organizzazione, abbiamo un ruolo da svolgere e in questo senso il dialogo con diversi soggetti è stato già avviato in appositi incontri. Io lavoro con tutti con uno spirito di collaborazione. Abbiamo semplicemente bisogno di rispettarci l'un l'altro e di lavorare tutti insieme per garantire che l'azienda sia sostenibile e profittevole e che sia assicurato il futuro di tutti. Per fare questo, abbiamo tutti bisogno di avere un approccio durante le nostre discussioni il più possibile aperto e flessibile».
Ha parlato con la Regione?
«Ho ricevuto questo nuovo incarico da meno di un mese, quindi non c'è stata ancora un’occasione, ma questo naturalmente avverrà a tempo debito».
E anche col ministero dei Trasporti?
«Esattamente come per la Regione, ci stiamo assicurando che tutte le riunioni importanti vengano fissate».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
