La Nuova Sardegna

«Forza Italia resta leader E avremo un candidato»

di Luca Rojch
«Forza Italia resta leader E avremo un candidato»

Il coordinatore azzurro rivendica il primato del suo partito nel centrodestra: «La Lega vive la luna di miele con gli elettori, ma noi recupereremo i consensi»

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SASSARI. Il cielo è di nuovo azzurro. Almeno dentro Forza Italia. La tempesta sembra essere alle spalle, ma resta ancora una forte incertezza sul futuro del partito.

Ugo Cappellacci indossa di nuovo con autorevolezza gli abiti da coordinatore regionale del partito. Nessuno spazio per risse o provocazioni. E nessuno strascico, almeno apparente, del forte strappo delle scorse settimane. Nelle sue parole la convinzione di poter esprimere un candidato governatore. E anche la certezza che Forza Italia sarà ancora il partito leader nel centrodestra. Cappellacci parla anche del governo nazionale. E non nasconde la sua convinzione che il governo nazionale sia destinato in breve tempo a cadere. L’ex governatore mette in evidenza le grandi contraddizioni della maggioranza giallo-verde. E punta il dito anche contro il centrosinistra che si trova sospeso sull’ipotesi di una candidatura di Zedda. Critica anche i 5 Stelle sardi, accusati da Cappellacci di ipocrisia. Ma nella sua analisi parte per prima cosa dalla sua Forza Italia.

Onorevole, avete ritrovato l’unità all'interno del partito dopo i dissidi delle scorse settimane?

«In realtà, se parliamo dei grandi temi, Forza Italia non si è mai divisa. Penso alla zona franca, alla questione insulare, ai trasporti, alla vertenze aperte con lo Stato. Non siamo il Pd, che prima ha ceduto i soldi dei sardi al governo Renzi, ha rinnegato l'autonomia durante il referendum del 2017 e poi pretende di apparire combattivo a pochi mesi dalle elezioni. Il nostro partito ha dimostrato coerenza, coraggio e capacità di proposte. Ci sono state incomprensioni, ma queste non hanno preso e non possono prendere il sopravvento. Sulle battaglie che contano Forza Italia c’è ed è unita. Tutto il resto è superato o superabile».

Presenterete un vostro nome, uno di Forza Italia, come candidato governatore del centrodestra per le Regionali?

«Certo. Siamo consapevoli che il primo passo spetta alla Lega, ma in Sardegna il 4 marzo Forza Italia ha ottenuto più consensi e abbiamo una ricchezza di nomi che possono dare un contributo di idee, di valori e di coraggio per uscire da cinque anni in cui un centro-sinistra snob e incapace ha bloccato la Sardegna».

A proposito avete già individuato qualcuno. Si parla dell’europarlamentare Salvatore Cicu, è così? E lei che ne pensa?

«Sulla rosa di aspiranti di Forza Italia le dirò tutto il bene possibile. Convintamente. Poi è naturale che ci sia una pluralità di idee e posizioni all’interno del partito. Queste posizioni devono essere liberamente espresse nelle riunioni di partito nelle quali le aspirazioni, tutte legittime, devono essere discusse con la partecipazione della intera classe dirigente per poi essere ricondotte ad una sintesi».

Si dice di un possibile nuovo accordo nel centrodestra a livello nazionale perché la scelta del candidato governatore in Sardegna spetti a Forza Italia e non alla Lega è vero?

«Se così fosse, non ci faremmo cogliere certo impreparati. Credo però che i sardi non vogliano sentire una politica che parla di sé stessa, ma di famiglia, impresa, di risposte alla grande questione dello spopolamento. Sa chi sarebbe il mio presidente della Regione ideale? Uno che azzera l’Irap, si batte per la zona franca, sbatte i pugni a Roma e Bruxelles per la continuità territoriale».

Si parla anche di sondaggi fatti nell’isola nelle scorse settimane e di un boom della accoppiata Lega-Psd’Az anche in Sardegna a discapito di Forza Italia. Si aspetta davvero un rovesciamento dei valori in campo?

«La Lega oggi gode della “luna di miele” governativa, ma preferisco non guardare in casa d’altri. Sono convito che Forza Italia con idee, persone credibili e capaci di andare con umiltà via per via, piazza per piazza, casa per casa, possa recuperare molti consensi».

Le piace come ipotetico candidato del centrodestra il senatore Christian Solinas?

«Nessuna obiezione sulla persona, ma anche noi abbiamo i nostri nomi».

Secondo lei il governo giallo-verde andrà avanti e porterà a termine il mandato?

«Difficile credere che possa durare a lungo anche perché pesano come macigni le contraddizioni del Movimento cinque stelle, che ora non possono più rappresentare tutto e il contrario di tutto perché sono al Governo. Quale sarebbe la linea? Quella dell’esecutivo o quella del ‘boldrinesco’ Fico, ‘no Tap’ con Di Battista o ‘sì Tap’ con Di Maio e Lezzi. Questi dicono una cosa la mattina e fanno l’esatto contrario la notte: prima votano una manovra e poi minacciano di andare a denunciare fantomatiche manine».

Teme che le scelte del governo possano erodere il tesoretto di consensi che ora ha il centrodestra nell'isola?

«Il centro-destra è dinanzi a una sfida duplice e appassionante, presentare un progetto innovativo che consenta alla Sardegna di riconquistare il presente e restituire un futuro alle nuove generazioni. Il centro-sinistra tenterà di mascherare cinque anni di disastri nascondendo tutta la sua nomenclatura dietro i manifesti di Massimo Zedda e i cinque stelle stanno vivendo proprio in Sardegna, che considerano un loro feudo, l’esplosione di tutta la loro ipocrisia e delle loro contraddizioni. Se saremo uniti e se daremo dimostrazione di umiltà e concretezza, dalla Sardegna potrà partire un forte messaggio politico e ideale».

@LucaRojch. @RIPRODUZIONE RISERVATA

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