la proposta di legge
Forestas, l’aula dà l’ok alla discussione ma sul contratto restano le divisioni
CAGLIARI. La legge per trasferire in blocco i lavoratori dell’Agenzia Forestas nell’organico della Regione ha passato il primo scoglio. Con un solo voto contrario, quello di Daniela Forma del Pd, e a...
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CAGLIARI. La legge per trasferire in blocco i lavoratori dell’Agenzia Forestas nell’organico della Regione ha passato il primo scoglio. Con un solo voto contrario, quello di Daniela Forma del Pd, e a larghissima maggioranza, il Consiglio regionale ha deciso che comunque la bozza dovrà essere discussa in aula. Sarà così da mercoledì, ma dietro le quinte non tutto è stato chiarito su quale dovrà essere il «percorso del trasloco da un contratto all’altro» delle oltre 5mila buste paga in carico all’Agenzia. Perché una parte del Pd, oltre a Daniela Forma, anche Antonio Solinas, Luigi Ruggeri e altri tre o quattro che però non sono usciti allo scoperto, la strada tracciata dalla proposta di legge è confusa, lascerà a terra gli operai forestali con i contratti semestrali, sono oltre un migliaio, e poi costerà quasi 9 milioni in più alla Regione. Quindi, non è praticabile. Mentre il resto del Pd, tutti gli altri partiti di maggioranza e anche il centrodestra al completo sono invece convinti che «non ci sia altra strada, se non quella indicata nella legge, per mettere fine a un’ingiustizia che dura da troppi anni, perché i dipendenti di Forestas sono gli unici ad essere ancora esclusi dal sistema Regione». Se in Aula s’è consumato questo scontro dalla conclusione ancora lontana, anche i sindacati sono scesi in piazza divisi. Le manifestazioni in contemporanea sono state due. La prima, quella più affollata, organizzata dalle sigle autonome Confederdia, Sadris e Catefor, che sono favorevoli al passaggio in blocco. L’altra da Cgil, Cisl e Uil invece contrari al rischio che «agli operai forestali finisca per essere applicato il contratto dei dipendenti amministrativi della Regione, scatenando un’enorme confusione e bloccando di fatto l’Agenzia». In mezzo alla battaglia in atto, c’è la Giunta e soprattutto l’assessore al personale Filippo Spanu. In aula e anche in piazza, sta continuando a mediare fra i diversi fronti, nel tentativo di migliorare la legge, «non stravolgerà», dirà in Consiglio, e trovare una soluzione che eviti il caos, garantisca il massimo dei diritti ai lavoratori, compresi quelli precari, permetta alla Regione di risparmiare almeno sei milioni nel «trascolo» e a Forestas di essere «moderna ed efficiente». Non sarà facile. In aula il centrosinistra che è a favore della legge – dal relatore Giuseppe Meloni a Pietro Cocco del Pd, da Eugenio Lai, Mdp, a Roberto Deriu, anche lui del Pd fino a Francesco Agus di Cp– ha detto che «comunque ai 5mila lavoratori in attesa da anni una risposta va data e dovrà essere la migliore possibile». Lo stesso ha detto il centrodestra con Giorgio Oppi dell’Udc, Antonello Peru, Alessandra Zedda e Marco Tedde di Forza Italia, Luigi Crisponi dei Riformatori: «Noi siamo pronti a votare a favore della legge, ma solo di questa e sono da respingere correzioni affrettate dell’ultim’ora». Semmai – come ha detto Peru – «non dettate da un’esigenza reale ma dalle pressioni di qualche sindacato vicino al centrosinistra». Floris ha aggiunto: «Il centrosinistra non ha saputo governare quel pachiderma che è la Regione». Anche i contrari però non si sono certo risparmiati. Daniela Forma ha denunciato un «pericoloso salto nel buio non soltanto per gli operai forestali, destinati a finire in un calderone, ma soprattutto lo sarebbe per quelli con un contratto semestrale: finirebbero per essere tagliati fuori». Nel suo intervento, l’assessore Spanu ha rilanciato la mediazione: «Se dentro il sistema Regione, costituiamo un comparto dedicato in esclusiva agli operai forestali, oggi non c’è, il caso può essere risolto». Fino a mercoledì sarà lui a tentare l’impresa di mettere tutti d’accordo. (ua)
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