La Nuova Sardegna

Investimenti e credito per il turismo del futuro

di Giandomenico Mele
Investimenti e credito per il turismo del futuro

Serve una base monetaria che possa sostenere un settore fondamentale Cuccurese: «Il sistema bancario può aiutare lo sviluppo delle micro imprese» 

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OLBIA. Dalla finanza creativa al credito comprensivo. Il patto per favorire la crescita e lo sviluppo del turismo vede in prima linea Confidi Sardegna e il Banco di Sardegna, il braccio finanziario di Confindustria e uno dei più importanti istituti di credito dell’isola, insieme per dotare un settore fondamentale dell’economia sarda di una base monetaria decisiva per poter rilanciare gli investimenti. Temi sovrani che sono emersi nel corso del convegno organizzato da Confidi Sardegna, insieme al Banco di Sardegna, nella sala conferenze dell’Aviazione Generale dell’aeroporto Costa Smeralda di Olbia. Un passaggio determinante, davanti alle difficoltà del mercato, la concorrenza, una crisi che con il “credit crunch” (la stretta al credito) ha indebolito il tessuto vitale di un segmento che vale attualmente tra il 6 e il 10% del Pil (Prodotto interno lordo) della Sardegna. Con l’agricoltura, considerata sinergica, attraverso l’agroalimentare, si raggiunge al massimo il 10% del Pil. Troppo poco? Il turismo sconta l’atavico problema della stagionalità, una parcellizzazione dell’offerta, il cosiddetto “mercato ombra” costituito dalle strutture non accreditate, con una grande massa di offerte extralberghiere, per definizione micro imprese o singole partite Iva, ma con la maggioranza di presenze che vengono registrate in quelle alberghiere. Un sistema articolato e spesso disconnesso. «Non dimentichiamo che su 142mila imprese operanti in Sardegna, circa la metà, oltre 70mila, si occupano di turismo o agricoltura – ha spiegato Giuseppe Cuccurese, direttore generale del Banco di Sardegna –. La cosiddetta grande industria conta solo 11mila imprese. Poi va tenuta presente la sinergia tra settori legati al turismo, considerando che diventa fondamentale la condivisione del rischio di impresa tra tutti i soggetti coinvolti. Come sistema bancario ci concentriamo anche sulle micro imprese, che possono crescere”.

Strumenti finanziari. Diventa così strategico il lancio di strumenti finanziari nuovi. Resto al Sud, con un accesso al credito, parte a fondo perduto e parte a tasso zero, per gli under 35. Poi un fondo per la ricerca e l’innovazione, un bando di gara europea vinto dal Banco di Sardegna con una dotazione finanziaria di 62 milioni di euro, destinato allo sviluppo e a colmare il gap delle Regioni del Sud Italia. In più si cerca di dare una maggiore flessibilità, con strumenti finanziari modulati sulla stagionalità tipica delle attività turistiche. Questi prevedono un piano di ammortamento che conti la restituzione del capitale nei mesi di “spalla”, quelli con minori introiti, concentrando la restituzione della quota di interessi durante i periodi in cui si registrano i maggiori incassi. Una strada a due corsie, che però superi gli ostacoli per l’accesso al credito, considerato strumento decisivo per affrontare le sfide del mercato, sapendo che esistono dei deficit strutturali derivanti dall’insularità e dal problema dell’inefficienza dei trasporti interni. «Una delle vulnerabilità nell’offerta ricettiva risiede proprio nella viabilità e nel trasporto pubblico – ha sottolineato il presidente di Confidi Sardegna Achille Carlini –. Per superarla, è importante creare sinergie tra operatori del settore dei trasporti e istituzioni e favorire misure che compensino gli svantaggi oggettivi che l’insularità comporta. L’obiettivo è quello di concorrere al superamento della stagionalità dell’offerta turistica». Investire sul turismo implica l’utilizzo di strumenti finanziari di antico conio, ma rimodulati, come il leasing finanziario, oppure ricorrere alla cospicua dote derivante dai finanziamenti pubblici. La Regione tra poco disporrà di 100 milioni di euro dell’accordo con la Banca europea per gli investimenti sulle piccole e medie imprese. Anche quelle del turismo.

Diversificare. «La nostra isola ha una morfologia tale che permetterebbe di diversificare l’offerta turistica, puntare a tutte quelle altre possibilità che abbiamo oltre al turismo balneare, ad esempio quello sportivo, archeologico, rurale, enogastronomico, quello legato all’economia del mare – ha sottolineato Alessandro Tronci, direttore generale Confidi Sardegna –. L’offerta turistica deve qualificarsi con il miglioramento dei servizi, non basta far leva sulla bellezza. E per migliorare i servizi è necessario investire con strumenti adeguati e attraverso una corretta programmazione finanziaria».

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