Un “pacchetto famiglia” nella Finanziaria
L’assessore Paci studia alcuni interventi ad hoc. Oggi vertice a Roma con la ministra Stefani
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CAGLIARI. Non è stato ancora battezzato, ma di sicuro sarà simile a un “pacchetto famiglia”. Avrà un peso specifico intorno ai 40 milioni, all’interno della Finanziaria. È questa la proposta che la Giunta ha messo sul tavolo del confronto con la maggioranza di centrosinistra nella volata finale dell’ultima Manovra della quindicesima legislatura. Dopo il Reis per sostenere chi è nel pantano della povertà, la Sardegna finanzierà le politiche sociali con 382 milioni, e Lavoras a favore dei disoccupati, con 180 milioni destinati ai cantieri comunali, è il momento delle famiglie. L’assessore al bilancio Raffaele Paci ha detto: «Quaranta milioni non li abbiamo ancora vincolati, perché vogliamo condividere le scelte con il Consiglio regionale». Il confronto è in corso e cominciano a trapelare le prime indiscrezioni.
Quattro ipotesi. Irpef regionale meno pesante a seconda del numero di figli a carico, rette degli asili nido più leggere, trasporti gratis per gli studenti e bonus destinati alla ristrutturazione della prima casa: sono questi i 4 punti cui ha pensato la Giunta. Non c’è ancora un’assegnazione della quota all’interno della Manovra, ma all’incirca il pacchetto dovrebbe valere 40 milioni, provengono da maggiori entrate dall’Erario nel 2017. Però il Consiglio ha disposizione altri 22 milioni liberi e quindi il tetto potrebbe crescere.
Criteri ed effetti. Non si ancora quale dovrebbe essere il limite di reddito per accedere ai benefici, anche se circola un’ipotesi sulla platea di contribuenti ammessi alle detrazioni. Le famiglie che avrebbero lo sconto, attraverso i diversi interventi, potrebbero essere 30mila e quindi quelle comprese nel ceto medio. Perché – come è scritto in un recente comunicato dell’assessorato al bilancio – «va sostenuto chi, ogni giorno, lavora e produce per far crescere la Sardegna». I benefici dovrebbero scattare dall’anno fiscale 2019 e quindi la detrazione nella denuncia di redditi del 2020.
Accantonamenti e accise. Oggi, a Roma, ci sarà il primo confronto della Regione col Governo Lega-5 stelle. Pigliaru e Paci hanno un appuntamento con la ministra Erika Stefani. Sono stati convocati per discutere il caso accantonamenti, cioè i milioni che spetterebbero alla Sardegna, ma trattenuti dallo Stato per colmare il buco del debito pubblico nazionale. L’ultimo scontro è stato quando la Ragioneria generale ha deciso che il contributo dei sardi dovrebbe superare il mezzo miliardo. Ma almeno 285 milioni – stando alla Regione che si rifà a una sentenza della Consulta – non sono più dovuti. Intanto, a Cagliari i Riformatori rilanceranno la sfida per le accise sui carburanti: «I sardi vantano un credito di 4 miliardi ma lo Stato fa finta di nulla». (ua)
Quattro ipotesi. Irpef regionale meno pesante a seconda del numero di figli a carico, rette degli asili nido più leggere, trasporti gratis per gli studenti e bonus destinati alla ristrutturazione della prima casa: sono questi i 4 punti cui ha pensato la Giunta. Non c’è ancora un’assegnazione della quota all’interno della Manovra, ma all’incirca il pacchetto dovrebbe valere 40 milioni, provengono da maggiori entrate dall’Erario nel 2017. Però il Consiglio ha disposizione altri 22 milioni liberi e quindi il tetto potrebbe crescere.
Criteri ed effetti. Non si ancora quale dovrebbe essere il limite di reddito per accedere ai benefici, anche se circola un’ipotesi sulla platea di contribuenti ammessi alle detrazioni. Le famiglie che avrebbero lo sconto, attraverso i diversi interventi, potrebbero essere 30mila e quindi quelle comprese nel ceto medio. Perché – come è scritto in un recente comunicato dell’assessorato al bilancio – «va sostenuto chi, ogni giorno, lavora e produce per far crescere la Sardegna». I benefici dovrebbero scattare dall’anno fiscale 2019 e quindi la detrazione nella denuncia di redditi del 2020.
Accantonamenti e accise. Oggi, a Roma, ci sarà il primo confronto della Regione col Governo Lega-5 stelle. Pigliaru e Paci hanno un appuntamento con la ministra Erika Stefani. Sono stati convocati per discutere il caso accantonamenti, cioè i milioni che spetterebbero alla Sardegna, ma trattenuti dallo Stato per colmare il buco del debito pubblico nazionale. L’ultimo scontro è stato quando la Ragioneria generale ha deciso che il contributo dei sardi dovrebbe superare il mezzo miliardo. Ma almeno 285 milioni – stando alla Regione che si rifà a una sentenza della Consulta – non sono più dovuti. Intanto, a Cagliari i Riformatori rilanceranno la sfida per le accise sui carburanti: «I sardi vantano un credito di 4 miliardi ma lo Stato fa finta di nulla». (ua)
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