l’incontro
A Olbia chi pensa a un’altra Sardegna
Intellettuali, sindaci, sindacati per un’isola lontana dai populismi
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OLBIA. Non chiamateli gli antisalvini. Lo spirito che anima l’incontro che si terrà oggi a Olbia quasi in contemporanea alla visita del vice premier nasce su altri presupposti e per altri fini. Prende vita dall’esigenza di riflettere intorno allo strapotere dei populismi e di una deriva che sembra avere colpito l’Italia e anche la Sardegna. Il tema centrale dell’incontro è la soggettività dei sardi nelle scelte politiche, economiche, culturali e linguistiche. A partire da alcuni spunti dei libri di Bachisio Bandinu “Noi non sapevamo” e “Lettera a un giovane sardo sempre connesso” si affrontano le questioni della lingua e del bilinguismo, del turismo, dell’industria, delle basi militari, dell’ambiente, per constatare che i sardi non sono stati artefici, protagonisti attivi e responsabili del proprio sviluppo. E proprio dalla lettera manifesto di Bandinu, pubblicata accanto, partiranno le riflessioni di chi si interroga su quale sia il futuro della Sardegna. «La questione fondamentale è oggi la necessità di una coscienza identitaria politica, economica, ambientale. Identità che non possediamo e che bisogna costruire come base fondamentale della crescita a nostro vantaggio». Al Civico 33, a Olbia, in corso Umberto, si aprirà un dibattito proprio su questi temi. Un incontro che non ha riferimenti partitici. Hanno assicurato la loro presenza diversi sindaci della Gallura. Il sindaco di Santa Teresa, di Calangianus, di Loiri e di Luogosanto. C’è anche l’adesione da parte di esponenti del sindacato, mondo della scuola. Bachisio Bandinu, Nino Murineddu, Gian Piero Scanu e Franciscu Sedda.
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