la vertenza
L’Aias attacca Arru e l’Ats: dateci i nostri 38 milioni
SASSARI. Ha assicurato che nessuno, Nè i pazienti né i lavoratori, resterà a casa: tutti troveranno un tetto sicuro con l’Ats, con la sanità pubblica. L’assessore Arru immagina questo scenario a...
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SASSARI. Ha assicurato che nessuno, Nè i pazienti né i lavoratori, resterà a casa: tutti troveranno un tetto sicuro con l’Ats, con la sanità pubblica. L’assessore Arru immagina questo scenario a partire dal 1 gennaio 2019, quando sarà ufficialmente revocata la convenzione con l’Aias. Ma l’associazione assistenza spastici, che opera con 50 centri in tutta l’isola e assiste 3500 persone, non pare intenzionata a cedere. Al contrario: l’Aias chiama a raccolta soci, pazienti e collaboratori nell’assemblea generale in programma domenica 25 alla Fiera di Cagliari. Ospite d’onore sarà il ministro per la famiglia e le disabilità Lorenzo Fontana. All’ordine del giorno “le soluzioni a seguito della risoluzione dei contratti voluta dall’Ats e dall’Assessorato regionale della Sanità al 31 dicembre». La dirigenza dell’Aias sottolinea di vantare “ingentissimi crediti nei confronti del sistema socio sanitario regionale, che superano complessivamente i 38 milioni di euro di solo capitale oltre agli interessi, che non vengono pagati neppure dopo che i decreti ingiuntivi vengono resi esecutivi dai giudici».
Sulla vicenda, dopo le dichiarazioni dell’assessore Arru sulla ipotesi di gestione pubblica, interviene il coordinatore regionale e deputato di Forza Italia Ugo Cappellacci: «La revoca sembra una rappresaglia della Giunta in quella che sembra sempre di più una guerra verso l’associazione. Sfugge come si intenda azzerare unilateralmente l’intera vicenda e pensare in un solo mese di offrire cure adeguate ai pazienti, di garantire l’occupazione e di rispettare i diritti dell’ente, messi nero su bianco dai giudici nelle sentenze che sono arrivate fino ad oggi. Simili annunci confermano un atteggiamento prevenuto di una Giunta che ignora il diritto e passa alle vie di fatto, accendendo un conflitto dannoso per i pazienti, per i lavoratori, per l’associazione e che rischia di esporre la stessa Regione ad ulteriori conseguenze. Poiché la materia è delicata – conclude Cappellacci – consigliamo di fermare questa guerra, di prendere un bel respiro e di pensare alle soluzioni, non a distruggere tutto».
Sulla vicenda, dopo le dichiarazioni dell’assessore Arru sulla ipotesi di gestione pubblica, interviene il coordinatore regionale e deputato di Forza Italia Ugo Cappellacci: «La revoca sembra una rappresaglia della Giunta in quella che sembra sempre di più una guerra verso l’associazione. Sfugge come si intenda azzerare unilateralmente l’intera vicenda e pensare in un solo mese di offrire cure adeguate ai pazienti, di garantire l’occupazione e di rispettare i diritti dell’ente, messi nero su bianco dai giudici nelle sentenze che sono arrivate fino ad oggi. Simili annunci confermano un atteggiamento prevenuto di una Giunta che ignora il diritto e passa alle vie di fatto, accendendo un conflitto dannoso per i pazienti, per i lavoratori, per l’associazione e che rischia di esporre la stessa Regione ad ulteriori conseguenze. Poiché la materia è delicata – conclude Cappellacci – consigliamo di fermare questa guerra, di prendere un bel respiro e di pensare alle soluzioni, non a distruggere tutto».
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