Nasce la carta di impegni per la parità
Promossa dal Coordinamento 3, chiede più diritti e tutele per le donne
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CAGLIARI. Un anno dopo il via libera alla doppia preferenza di genere, nel 2019 i sardi voteranno per la prima volta così, le donne dell’associazione «Coordinamento 3» hanno rilanciato la sfida. Perché «non bastano le regole per far cominciare una nuova stagione di sviluppo economico e sociale», ha detto Carmina Conte, una delle portavoce del movimento. Ed ecco la «Carta d’impegni per la parità» su cui – è questa l’offerta politica – «ci aspettiamo un pronunciamento formale dalle candidate e dai candidati alle elezioni regionali». Secondo l’associazione, è «indispensabile che, nella prossima Giunta, ci sia anche un assessorato alle pari opportunità, per affrontare in maniera multidisciplinare la questione della condizione femminile e proporre un ventaglio di interventi adeguati». In un altro passaggio della Carta c’è scritto: «La Sardegna deve avere il coraggio di credere nel valore delle donne come forza di cambiamento». Quindi, «occorre un piano straordinario per l’occupazione femminile destinato ad azzerare le discriminazioni di genere che ancora esistono». Poi «il Piano dovrà integrarsi con un incremento significativo dei servizi socio-assistenziali a sostegno della maternità, per produrre alla fine un importante dividendo sociale. Cioè: più donne occupate nel tessuto produttivo regolare, più partecipazione delle donne nei luoghi, pubblici e privati, in cui sono prese le decisioni. Ancora: più democrazia, più sviluppo, aumento del tasso di natalità all’interno di famiglie, a quel punto più solide economicamente e maggiormente garantite da una forte e capillare rete sociale». Nella Carta, ci sono altri due punti fondamentali: l’avvio delle breast unit per ridurre al massimo i tempi di presa in carico della paziente dopo la diagnosi di tumore al seno, ma soprattutto va allargata la platea della prevenzione, con l’abbassamento dell’età degli screening. Infine, è «necessario garantire finanziamenti sicuri ai centri antiviolenza e alle case rifugio, e istituire l’Osservatorio regionale per contrastare la violenza di genere». Il Coordinamento 3 ha presentato anche una ricerca sulla presenza delle donne nei Comuni oltre i 5mila abitanti. Realizzata da Luisa Marilotti e Maria Francesca Mandis, conferma che la presenza femminile è aumentata fino a toccare il 43 per cento dei consiglieri comunali, anche se le sindache continuano a essere poche. (ua)
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