Più occupati e più mutui ma la crescita è lontana
di Stefania Vatieri
Timida ripresa per costruzioni e turismo, deludente l’agroalimentare In aumento i prestiti per le famiglie e i finanziamenti per l’acquisto della casa
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NUORO. La ripresa c'è ma non basta a trainare la crescita. La Sardegna pare risollevarsi dalla pesante crisi, una crescita costante ma lenta, frenata dall’incertezza e dalla paura che i momenti bui forse non appartengano ancora del tutto al passato. Dal turismo alle costruzioni, dal settore manifatturiero a quello alimentare e industriale, i numeri sono quelli rilevati dal consueto rapporto di Bankitalia sulle "Economie regionali" presentato nella sala conferenze di Confindustria Sardegna centrale. A curare il documento è la sede cagliaritana della Banca d’Italia all’interno della serie Economie regionali che contiene le analisi sulle principali regioni italiane.
I temi. Il rapporto, riguardante i primi sei mesi del 2018, è stato redatto sui due grandi temi di Economia reale (industria, scambi con l’estero, costruzioni e mercato immobiliare, servizi e mercato del lavoro) e Intermediazione finanziaria. Alla presentazione hanno partecipato Roberto Bornioli, presidente Confindustria Sardegna centrale, Giancarlo Fasano direttore della sede di Cagliari della Banca d’Italia, Giovanni Soggia e Andrea Sechi dell’Ufficio analisi e ricerca territoriale della sede di Cagliari della Banca d’Italia, Stefano Cucca manager di "Rumundu" e Francesco Sedilesu titolare della cantina Sedilesu di Mamoiada e presidente dell'associazione Mamojà.
Le imprese. La dinamica dell'attività nel settore è rimasta nel complesso positiva e si è registrata una maggiore spesa per l'accumulazione di capitale da parte degli operatori. Le indicazioni delle imprese raccolte attraverso le indagini congiunturali di Bankitalia, segnalano un aumento dei livelli produttivi, seppur meno diffuso rispetto al 2017. Mentre relativamente al fatturato estero si sono registrati risultati più deboli. Come nell'anno precedente si è confermata la dinamica deludente nel comparto alimentare e l'espansione per le imprese della chimica e della metalmeccanica. Nel comparto delle costruzioni è proseguita la fase moderatamente espansiva, che ha continuato a beneficiare dell'attività di rinnovo del patrimonio edilizio sia pubblico che privato. Un'ulteriore espansione si è registrata nei trasporti e nel turismo, in questo comparto la crescita si sarebbe tuttavia indebolita durante i mesi principali della stagione estiva.
Mercato del lavoro. L'occupazione regionale è tornata ad aumentare, dopo che è rimasta stazionaria nell'anno precedente e in calo nel 2016. Nei primi sei mesi del 2018 il numero degli occupati in regione è cresciuto del 3,4 per cento. Tra i settori si conferma l'espansione occupazionale dell'industria e dei servizi sopratutto quelli del commercio e delle attività di ristorazione e ricettive. Il saldo tra le assunzioni e le cessazioni dei lavoratori dipendenti nel settore privato si è mantenuto sui livelli positivi osservati l'anno precedente. Contestualmente è sceso il tasso di disoccupazione, rimanendo comunque su un livello superiore a quello medio nazionale.
Finanziamenti. In aumento anche i prestiti erogati da banche e società finanziare alle famiglie sarde. Un incremento che segna il +3 per cento su base annua, in leggera accelerazione quindi rispetto al dato di dicembre. I finanziamenti per l'acquisto di abitazioni, che rappresentano oltre il 50 per cento dei debiti delle famiglie sarde, sono cresciuti dell'1,6 per cento e le erogazioni di mutui sono aumentate del 26, 8 per cento rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente. Numeri che disegnano una regione in lieve crescita ma ancora in preda a una crisi economica di cui si fatica a vedere la fine. Così, anche se le buone notizie ci sono, non danno il senso netto di una vera ripresa, ancora troppo lontana.
Il Nuorese indietro. «Occasioni come queste sono importanti perché ci portano a ragionare sui numeri e ci offrono spunti di riflessione – ha commentato il presidente di Confindustria Sardegna centrale Roberto Bornioli – . Dal nostro punto di vista, la percezione è che nel Nuorese e in Ogliastra il ciclo economico stenti ancora a riprendersi – sottolinea –. Il tessuto produttivo è ancora in fortissima sofferenza e i divari infrastrutturali rispetto al resto dell'isola sono ancora ampi. Occorre quindi porre l'attenzione sulla ripresa che è stata però a macchia di leopardo, e che ha interessato soprattutto alcune aree dell'isola e molto meno purtroppo la Sardegna centrale».
I temi. Il rapporto, riguardante i primi sei mesi del 2018, è stato redatto sui due grandi temi di Economia reale (industria, scambi con l’estero, costruzioni e mercato immobiliare, servizi e mercato del lavoro) e Intermediazione finanziaria. Alla presentazione hanno partecipato Roberto Bornioli, presidente Confindustria Sardegna centrale, Giancarlo Fasano direttore della sede di Cagliari della Banca d’Italia, Giovanni Soggia e Andrea Sechi dell’Ufficio analisi e ricerca territoriale della sede di Cagliari della Banca d’Italia, Stefano Cucca manager di "Rumundu" e Francesco Sedilesu titolare della cantina Sedilesu di Mamoiada e presidente dell'associazione Mamojà.
Le imprese. La dinamica dell'attività nel settore è rimasta nel complesso positiva e si è registrata una maggiore spesa per l'accumulazione di capitale da parte degli operatori. Le indicazioni delle imprese raccolte attraverso le indagini congiunturali di Bankitalia, segnalano un aumento dei livelli produttivi, seppur meno diffuso rispetto al 2017. Mentre relativamente al fatturato estero si sono registrati risultati più deboli. Come nell'anno precedente si è confermata la dinamica deludente nel comparto alimentare e l'espansione per le imprese della chimica e della metalmeccanica. Nel comparto delle costruzioni è proseguita la fase moderatamente espansiva, che ha continuato a beneficiare dell'attività di rinnovo del patrimonio edilizio sia pubblico che privato. Un'ulteriore espansione si è registrata nei trasporti e nel turismo, in questo comparto la crescita si sarebbe tuttavia indebolita durante i mesi principali della stagione estiva.
Mercato del lavoro. L'occupazione regionale è tornata ad aumentare, dopo che è rimasta stazionaria nell'anno precedente e in calo nel 2016. Nei primi sei mesi del 2018 il numero degli occupati in regione è cresciuto del 3,4 per cento. Tra i settori si conferma l'espansione occupazionale dell'industria e dei servizi sopratutto quelli del commercio e delle attività di ristorazione e ricettive. Il saldo tra le assunzioni e le cessazioni dei lavoratori dipendenti nel settore privato si è mantenuto sui livelli positivi osservati l'anno precedente. Contestualmente è sceso il tasso di disoccupazione, rimanendo comunque su un livello superiore a quello medio nazionale.
Finanziamenti. In aumento anche i prestiti erogati da banche e società finanziare alle famiglie sarde. Un incremento che segna il +3 per cento su base annua, in leggera accelerazione quindi rispetto al dato di dicembre. I finanziamenti per l'acquisto di abitazioni, che rappresentano oltre il 50 per cento dei debiti delle famiglie sarde, sono cresciuti dell'1,6 per cento e le erogazioni di mutui sono aumentate del 26, 8 per cento rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente. Numeri che disegnano una regione in lieve crescita ma ancora in preda a una crisi economica di cui si fatica a vedere la fine. Così, anche se le buone notizie ci sono, non danno il senso netto di una vera ripresa, ancora troppo lontana.
Il Nuorese indietro. «Occasioni come queste sono importanti perché ci portano a ragionare sui numeri e ci offrono spunti di riflessione – ha commentato il presidente di Confindustria Sardegna centrale Roberto Bornioli – . Dal nostro punto di vista, la percezione è che nel Nuorese e in Ogliastra il ciclo economico stenti ancora a riprendersi – sottolinea –. Il tessuto produttivo è ancora in fortissima sofferenza e i divari infrastrutturali rispetto al resto dell'isola sono ancora ampi. Occorre quindi porre l'attenzione sulla ripresa che è stata però a macchia di leopardo, e che ha interessato soprattutto alcune aree dell'isola e molto meno purtroppo la Sardegna centrale».
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