La Nuova Sardegna

Solidarietà e sacrificio, 600 volontari sardi dal Papa

Stefano Ambu
Solidarietà e sacrificio, 600 volontari sardi dal Papa

In aula Nervi il 30 novembre per celebrare i 20 anni di Sardegna Solidale. Al pontefice sarà donata la riproduzione di un bronzetto nuragico

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CAGLIARI. Da Sassari a Cagliari, da Nuoro a Oristano. Ma è una rete che passa anche per i più piccoli paesi. A volte finiscono sul giornale quando c'è prestare soccorso nel mezzo di un'alluvione o a spalare fango dopo che la pioggia se ne è andata. Ma il più delle volte il loro sacrificio rimane nascosto. Eppure è indispensabile: si occupano di anziani, di malati, di ragazzi difficili, di disabili. La loro ricompensa: può essere una carezza del Papa. Forse più simbolica che reale visto che il 30 novembre in Vaticano saranno in 600. Sì, 600 volontari sardi in udienza speciale da Papa Francesco. Una delegazione visto che vanno a Roma in rappresentanza delle 1725 associazioni attive in Sardegna. E di migliaia di altre persone come loro che si occupano degli altri. Per il Santo Padre hanno già scelto un regalo: la riproduzione di un bronzetto sardo. Che raffigura, in onore al capo della Chiesa, proprio un capotribù. L'appuntamento non è casuale: si celebrerà insieme al pontefice il ventesimo anniversario della nascita del Centro di servizio per il volontariato Sardegna Solidale.«Sarà per noi un evento storico», ha affermato ieri in occasione della conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa Giampiero Farru, presidente di Sardegna Solidale.

«Il volontariato ha dei grandi meriti - ha spiegato l'arcivescovo di Cagliari e presidente della Conferenza Episcopale Sarda, Arrigo Miglio - e l'incontro con Papa Francesco consentirà di riportare l'attenzione su un'idea di società più aperta, nella quale il volontariato gioca un ruolo importante». I volontari sardi partiranno in nave da Olbia. Quello che fanno e che hanno fatto sarà riassunto nell'Aula Nervi dal Cardinal Angelo Becciu, a Roma insieme agli arcivescovi di Cagliari e Oristano, Arrigo Miglio e Ignazio Sanna, e al vescovo di Alghero Mauro Morfino. Ma ci potrebbero essere altre partecipazioni. «Al Papa presenteremo i nostri vent'anni di storia - ha detto il presidente del comitato promotore di Sardegna Solidale, don Angelo Pittau- Una storia anche travagliata, che ci ha lasciato molte ruggini addosso. Ecco, l'incontro sarà il momento giusto per dimenticare le amarezze e segnare un nuovo inizio, continuando a credere nel volontariato come gratuità e attenzione verso gli ultimi».

Di Papa Francesco come "alleato delle associazioni" ha parlato invece Padre Salvatore Morittu, presidente dell'associazione Mondo X Sardegna. «Sarà un incontro che ci aiuterà a colmare una delle nostre criticità: non sempre il nostro fare infatti è supportato da una giusta idealità. Ma la sofferenza di questo Papa, il suo desiderio di cambiare le cose, ci interpella e ci invita all'azione». Già, azione. Quella di tutti i giorni. Che a volte non si vede. Ma che si sente. «La solidarietà è fatta di fatti e di parole - ha spiegato il preside della Pontifica Facoltà Teologica della Sardegna - L'amore esige operatività e riflessione, e questo è ciò che ci unisce al volontariato».

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