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«Due volte alle urne in 30 giorni» e scoppia il caso sulla nomina di Giagoni

«Due volte alle urne in 30 giorni» e scoppia il caso sulla nomina di Giagoni

SASSARI. Il doppio schiaffo gialloverde. Il governo ha fissato la data delle suppletive per la Camera nel collegio di Cagliari per il 20 gennaio. Senza neanche sentire la giunta regionale. Una...

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SASSARI. Il doppio schiaffo gialloverde. Il governo ha fissato la data delle suppletive per la Camera nel collegio di Cagliari per il 20 gennaio. Senza neanche sentire la giunta regionale. Una decisione presa in solitudine, che ha un effetto negativo in particolare per le tasche dei sardi. Perché le Regionali sono state fissate appena un mese dopo. In 34 giorni gli elettori cagliaritani saranno chiamati due volte alle urne. Una scelta che costa oltre 2 milioni di euro per le tasche dei contribuenti.

E in totale silenzio il governo ha anche nominato un nuovo membro nella commissione paritetica Stato-Regione. Il vicesegretario della Lega in Sardegna Dario Giagoni. In passato sono sempre stati scelti giuristi, magistrati, costituzionalisti. La conferenza si occupa delle controversie tra lo Stato e la Regione su temi come il fisco, lo Statuto, i trasporti. Temi tecnici. La polemica sollevata dal centrosinistra è sulla inesperienza di Giagoni.

Il voto a gennaio. A mettere in evidenza lo scivolone di Stato è l’ex parlamentare Pd, Silvio Lai. «Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda ha reso noto un fatto sfuggito ai più, uno sgarbo istituzionale senza precedenti che il Governo nella figura del ministro dell’Interno ha fatto alla Sardegna – spiega Lai –. Il Governo ha fissato le elezioni suppletive del collegio della Camera di Cagliari per il 20 gennaio senza alcuna interlocuzione con il presidente della Regione. In maniera ancora più colpevole considerando il fatto che era in scadenza il mandato e che la data delle Regionali non è stata ancora fissata. Una normale interlocuzione istituzionale avrebbe consentito di valutare una data intermedia tra quella scelta dal governo per il 20 gennaio e quella del 24 febbraio, ultima possibile ipotizzata per le regionali. La scelta unilaterale del governo costa alla Regione oltre 2 milioni di euro in più salvo che non decida di anticipare le regionali al 20 gennaio». Pigliaru dovrà sentire le forze politiche e valutare l’anticipazione.

Caso Giagoni. E Lai mette in evidenza un’altra scelta del governo. «Un secondo sgarbo», lo definisce, che nei corridoi della politica ha da qualche giorno ha monopolizzato l’attenzione. Il governo grillo-leghista ha nominato come membro della commissione paritetica Stato-Regione il vicepresidente della Lega nord Sardegna Dario Giagoni, non proprio un esperto di questioni giuridiche, costituzionali e finanziarie. Lai spiega che è sempre stata prassi scegliere giuristi di alto profilo a rappresentare l’isola in questa commissione che si occupa di argomenti delicatissimi come l’attuazione dello Statuto sardo, le competenze sulle entrate finanziarie, la soluzione dei conflitti giuridici Stato-Regione, la continuità marittima. «Lo sgarbo istituzionale è confermato da un secondo recente episodio dato dal rinnovo della commissione paritetica Stato Regione che predispone le norme di attuazione dello Statuto, per esempio l’esercizio di nuove funzioni e deleghe, la definizione e l’interpretazione delle diverse componenti delle entrate finanziarie o la soluzione di conflitti giuridici tra regione e governo – aggiunge Lai –. Come ha ricordato il presidente Gianfranco Ganau, in 70 anni di autonomia abbiamo sviluppato solo un terzo delle norme di attuazione del Trentino e la metà del Friuli, ma negli ultimi anni il lavoro della commissione ha prodotto diverse soluzioni. Nella storia dell’autonomia, in anni recenti, sono stati sempre esperti giuridici, anche quando rappresentanti istituzionali, e in generale docenti universitari, magistrati, alti dirigenti della Regione a confrontarsi sulle norme costituzionali e sulla loro interpretazione, per consentire l’ampliamento delle funzioni dello Statuto dell’autonomia. Ora il Governo ha scelto come componente di questa delicata commissione un diplomato in materie tecniche privo di competenze giuridiche, con l’unica possibile motivazione che è vicecommissario della Lega in Sardegna. Se questo è a tutela degli interessi dell’isola bene. Ma a prima vista mi pare si sia confuso un luogo dove serve una decisiva competenza giuridica con un posto qualunque da occupare. Quale sarà il contributo che quel rappresentante darà quando dovrà interpretare le norme dello Statuto o l’applicazione di leggi nazionali lo vedremo nel tempo». (l.roj)



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