Metanizzazione, via ai lavori per il primo deposito sardo Gnl
di Roberto Petretto
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La posa della prima pietra della struttura (foto pinna)Inaugurato a Santa Giusta il cantiere della Higas che sull’opera ha investito 100 milioni. La struttura sarà operativa entro l’estate 2020
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INVIATO A SANTA GIUSTA. La Higas arriva prima, ma più che un traguardo è una partenza. La si potrebbe definire una pole position, rubando il termine all’automobilismo sportivo. Higas prima nell’avvio dei cantieri previsti per la realizzazione di depositi costieri di gas naturale liquefatto. Gnl e metano sono gli altri alias di cui si fa uso per identificare questa risorsa energetica fossile sulla qualche la Regione crede molto, al punto da dichiararla strategica nel proprio Piano energetico e al punto da sostenere le diverse iniziative che stanno prendendo corpo per dare luogo a una vera metanizzazione della Sardegna. Ieri mattina il primo passo di un percorso che vede l’Isola partire con ritardo pluridecennale.
Ora si cerca di ridurre il gap e, per una volta, Oristano arriva prima. A ridosso di una banchina del porto industriale è stata simbolicamente posata la prima pietra del cantiere inc ui sorgerà l’impianto della Higas. «Un brutto anatroccolo che si trasforma in un cigno», ha detto il sindaco di Santa Giusta, Antonello Figus. Prima di vedere le fattezze del cigno bisognerà però attendere: il deposito della Higas dovrebbe entrare in funzione nel’estate 2020. Si caranno sei serbatoi criogenici da 1.500 metri cubi ciascuno, per complessivi 9.000 metri cubi. La Higas è proprietaria di un’area che ne potrebbe ospitare il doppio e, se le cose andranno come previsto, questo obiettivo è nei piani della società.
«Il nostro è un progetto integrato - racconta l’amministratore della Higas, Mauro Evangelisti -. Non è tanto importante l’essere arrivati per primi, quanto il fatto che avremo anche le navi per trasportare il gas. Ne abbiamo commissionato sei, con un grosso investimento. Arriviamo primi e in forze».
A Santa Giusta è arrivato anche Andrew Pickering, presidente di Avenir (società creata dalla norvegese Stolt-Nielsen e da altre aziende nel campo del Gnl): «Stiamo costruendo sei navi metaniere che porteranno il Gnl in Sardegna e in molte altre destinazioni su cui stiamo lavorando in Europa, nei Caraibi, in Africa e in Asia».
Le navi gasiere ormeggeranno nella banchina a ridosso del deposito e caricheranno le cisterne. «Si prevedono dai 3 ai sette approdi al mese», dice Massimiliano Daga, presidente del Consorzio Industriale. Dai sei depositi il gas verrà trasferito sui camion cisterna che distribuiranno il metano ai clienti. Un rapporto già avviato c’è con la TreA di Arborea, che sul metano ha già investito da qualche anno, con Ottana energia e con altre realtà imprenditoriali. Per Higas un impegno da oltre 100milioni di euro, in piccola parte sostenuto da contirbuti europei. Il porto di Santa Giusta (ma anche di Oristano: presente il sindaco Andrea Luztu nel segno di quella coesione che è stata declamata da tutti) punta a diventare un polo del Gnl. A prescindere dalla realizzazione della rete di distribuzione nord-sud: «Non chiamatela dorsale sarda - dice l’assessora all’Industra, Maria Grazia Piras -. Il nostro obiettivo è far sì che la Sardegna diventi un punto di riferimento nel Mediterraneo per l'approvvigionamento a Gnl delle navi, comprese quelle da crociera».
Il deposito costiero è un progetto indipendente dalla dorsale (o rete): «La nostra idea è nata prima - dice ancora Mauro Evangelisti - e non ne teneva conto. Può però essere un’opportunità importante. nel caso sarà possibile adeguare l’impianto».
Il sogno di costi energetici più competitivi potrebbe prendere forma. Ma la Regione punta anche a evidenziare i vantaggi per l’ambiente, grazie all’abbattimento delle emissioni: «Del 30 per cento», ha sottolineato l’assessora.
Ora si cerca di ridurre il gap e, per una volta, Oristano arriva prima. A ridosso di una banchina del porto industriale è stata simbolicamente posata la prima pietra del cantiere inc ui sorgerà l’impianto della Higas. «Un brutto anatroccolo che si trasforma in un cigno», ha detto il sindaco di Santa Giusta, Antonello Figus. Prima di vedere le fattezze del cigno bisognerà però attendere: il deposito della Higas dovrebbe entrare in funzione nel’estate 2020. Si caranno sei serbatoi criogenici da 1.500 metri cubi ciascuno, per complessivi 9.000 metri cubi. La Higas è proprietaria di un’area che ne potrebbe ospitare il doppio e, se le cose andranno come previsto, questo obiettivo è nei piani della società.
«Il nostro è un progetto integrato - racconta l’amministratore della Higas, Mauro Evangelisti -. Non è tanto importante l’essere arrivati per primi, quanto il fatto che avremo anche le navi per trasportare il gas. Ne abbiamo commissionato sei, con un grosso investimento. Arriviamo primi e in forze».
A Santa Giusta è arrivato anche Andrew Pickering, presidente di Avenir (società creata dalla norvegese Stolt-Nielsen e da altre aziende nel campo del Gnl): «Stiamo costruendo sei navi metaniere che porteranno il Gnl in Sardegna e in molte altre destinazioni su cui stiamo lavorando in Europa, nei Caraibi, in Africa e in Asia».
Le navi gasiere ormeggeranno nella banchina a ridosso del deposito e caricheranno le cisterne. «Si prevedono dai 3 ai sette approdi al mese», dice Massimiliano Daga, presidente del Consorzio Industriale. Dai sei depositi il gas verrà trasferito sui camion cisterna che distribuiranno il metano ai clienti. Un rapporto già avviato c’è con la TreA di Arborea, che sul metano ha già investito da qualche anno, con Ottana energia e con altre realtà imprenditoriali. Per Higas un impegno da oltre 100milioni di euro, in piccola parte sostenuto da contirbuti europei. Il porto di Santa Giusta (ma anche di Oristano: presente il sindaco Andrea Luztu nel segno di quella coesione che è stata declamata da tutti) punta a diventare un polo del Gnl. A prescindere dalla realizzazione della rete di distribuzione nord-sud: «Non chiamatela dorsale sarda - dice l’assessora all’Industra, Maria Grazia Piras -. Il nostro obiettivo è far sì che la Sardegna diventi un punto di riferimento nel Mediterraneo per l'approvvigionamento a Gnl delle navi, comprese quelle da crociera».
Il deposito costiero è un progetto indipendente dalla dorsale (o rete): «La nostra idea è nata prima - dice ancora Mauro Evangelisti - e non ne teneva conto. Può però essere un’opportunità importante. nel caso sarà possibile adeguare l’impianto».
Il sogno di costi energetici più competitivi potrebbe prendere forma. Ma la Regione punta anche a evidenziare i vantaggi per l’ambiente, grazie all’abbattimento delle emissioni: «Del 30 per cento», ha sottolineato l’assessora.
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