Gli allevamenti ovini si affidano alla tecnologia
Ad Alghero la tre giorni del progetto Sheepnet a cui hanno preso parte esperti di tutta Europa
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ALGHERO. Il programma europeo Sheepnet al centro di una tre giorni dedicata al settore ovino. Una full immersion sui migliori ritrovati innovativi e tecnologici, sulle competenze ed esperienze sulla produttività degli ovini che si è conclusa ieri a Bonassai con il dibattito “Uno sguardo al settore ovino in Europa: azioni per migliorare competitività e sostenibilità del comparto”. Ai lavori, prima ad Alghero poi a Bonassai, hanno partecipato un centinaio di persone provenienti da Francia, Irlanda, Regno Unito, Spagna, Romania e Turchia e ovviamente Italia. Le delegazioni sono state accompagnate dall’assessore all’Agricoltura Pier Luigi Caria, che ha sottolineato l’importanza del trasferimento dell’innovazione tecnologica alle aziende e delle connessioni tra ricerca, assistenza tecnica e allevatori per permettere il salto di qualità del settore.
«L’obiettivo di questi incontri – spiega Caria – è di condividere esperienze che conducano verso l’efficientamento della produzione, della riproduzione animale e della gestione aziendale. L’apporto che le innovazioni tecnologiche possono dare nel concreto è enorme, in quanto permettono di aumentare la conoscenza degli animali, di migliorare la loro salute e produttività. Questo lavoro, fatto sul campo con la preziosa assistenza tecnica del personale dell’Ara e delle Apa, mira al trasferimento di innovazione alle imprese attraverso una condivisione in rete, uno scambio di conoscenza tra tutte le diverse componenti del settore in maniera orizzontale, con ricadute potenziali in tutti i comparti dell’agricoltura».
Dopo la visita, nel primo giorno, ad alcune aziende di ovini nel sassarese, con un focus sul miglioramento genetico e sulle tecnologie digitali utili alla gestione dell’allevamento, ci si è soffermati sul contributo che modernità e tradizione possono dare alle produzioni Dop di qualità.
Di zootecnia di precisione in Europa si è parlato a partire da applicazioni collegate all’identificazione elettronica degli animali mentre con una dimostrazione pratica, all’Università di Sassari, si è visto come manipolare gli agnelli neonati per aumentarne la sopravvivenza.
«L’obiettivo di questi incontri – spiega Caria – è di condividere esperienze che conducano verso l’efficientamento della produzione, della riproduzione animale e della gestione aziendale. L’apporto che le innovazioni tecnologiche possono dare nel concreto è enorme, in quanto permettono di aumentare la conoscenza degli animali, di migliorare la loro salute e produttività. Questo lavoro, fatto sul campo con la preziosa assistenza tecnica del personale dell’Ara e delle Apa, mira al trasferimento di innovazione alle imprese attraverso una condivisione in rete, uno scambio di conoscenza tra tutte le diverse componenti del settore in maniera orizzontale, con ricadute potenziali in tutti i comparti dell’agricoltura».
Dopo la visita, nel primo giorno, ad alcune aziende di ovini nel sassarese, con un focus sul miglioramento genetico e sulle tecnologie digitali utili alla gestione dell’allevamento, ci si è soffermati sul contributo che modernità e tradizione possono dare alle produzioni Dop di qualità.
Di zootecnia di precisione in Europa si è parlato a partire da applicazioni collegate all’identificazione elettronica degli animali mentre con una dimostrazione pratica, all’Università di Sassari, si è visto come manipolare gli agnelli neonati per aumentarne la sopravvivenza.
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