Invitalia entra in Sider Alloys
Novità importanti nel piano di ristrutturazione dello stabilimento della Sider Alloys (ex Alcoa) di Portovesme, nel Sulcis. I delegati sindacali le hanno esposte durante l'assemblea dei lavoratori...
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Novità importanti nel piano di ristrutturazione dello stabilimento della Sider Alloys (ex Alcoa) di Portovesme, nel Sulcis. I delegati sindacali le hanno esposte durante l'assemblea dei lavoratori che si è tenuta soprattutto per discutere degli ammortizzatori sociali in scadenza il 31 dicembre per 700 operai, tra diretti e indotto. Nell'ambito del rilancio della fabbrica il 13 dicembre ci sarà la firma tra l'azienda e Invitalia, per la partecipazione azionaria di quest'ultima. Nel frattempo l'azienda ha fatto anche sapere che entro un mese sceglierà il soggetto che dovrà eseguire il cosiddetto revamping (vale a dire la ristrutturazione generale) dello stabilimento che produce alluminio primario: in corsa ci sarebbero due aziende cinesi.
Ma il fatto nuovo riguarda, in particolare, il rinnovo della sala elettrolisi. Il progetto iniziale prevedeva una ristrutturazione delle celle, che invece, secondo quanto è emerso dall’incontro – saranno completamente sostituite. Arriveranno dalla Cina e saranno assemblate in Sardegna. Contestualmente verrà potenziato l'impianto energetico, che passerà da 150mila a 180 mila kw, adattando i trasformatori. «Rispetto a queste importanti novità – ha detto Roberto Forresu della Fiom – c'è la necessità di dar gambe ai progetti per il riavvio della produzione, perché non è più possibile rinviare. Circa 700 lavoratori attendono che vengano prorogati gli ammortizzatori sociali e siamo preoccupati per i tempi stretti. E su questo aspetto attendiamo segnali concreti».
Secondo il piano industriale presentato a maggio dai vertici del gruppo svizzero al Ministero dello sviluppo economico, la produzione di alluminio ricomincerà nella primavera dell’anno prossimo, quando al lavoro in fabbrica ci saranno circa 260 operai. Entro la primavera del 2020 la produzione di alluminio sarà a regime con un totale di 376 operai più una cinquantina di contrattisti fissi.
È stata stimata una produzione di circa 147mila tonnellate l’anno di alluminio primario, l’80% destinato al mercato italiano. L’investimento complessivo ammonta a 135 milioni di euro.
Ma il fatto nuovo riguarda, in particolare, il rinnovo della sala elettrolisi. Il progetto iniziale prevedeva una ristrutturazione delle celle, che invece, secondo quanto è emerso dall’incontro – saranno completamente sostituite. Arriveranno dalla Cina e saranno assemblate in Sardegna. Contestualmente verrà potenziato l'impianto energetico, che passerà da 150mila a 180 mila kw, adattando i trasformatori. «Rispetto a queste importanti novità – ha detto Roberto Forresu della Fiom – c'è la necessità di dar gambe ai progetti per il riavvio della produzione, perché non è più possibile rinviare. Circa 700 lavoratori attendono che vengano prorogati gli ammortizzatori sociali e siamo preoccupati per i tempi stretti. E su questo aspetto attendiamo segnali concreti».
Secondo il piano industriale presentato a maggio dai vertici del gruppo svizzero al Ministero dello sviluppo economico, la produzione di alluminio ricomincerà nella primavera dell’anno prossimo, quando al lavoro in fabbrica ci saranno circa 260 operai. Entro la primavera del 2020 la produzione di alluminio sarà a regime con un totale di 376 operai più una cinquantina di contrattisti fissi.
È stata stimata una produzione di circa 147mila tonnellate l’anno di alluminio primario, l’80% destinato al mercato italiano. L’investimento complessivo ammonta a 135 milioni di euro.
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