La Nuova Sardegna

Surigheddu e Mamuntanas «Un polo per le eccellenze»

di Gian Mario Sias
Surigheddu e Mamuntanas «Un polo per le eccellenze»

La proposta di un gruppo di imprese locali: ci sarebbero 400 posti di lavoro «Siamo pronti a discuterne a tutti i livelli, è un’opportunità da non perdere»

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ALGHERO. Un’isola biologica di mille ettari, dedicata a produzioni tipiche d’eccellenza, con una divisione per aree tematiche, così da favorire l’insediamento di aziende già pronte a investirci sopra e con una solida rete commerciale alle spalle, per un progetto che prevedrebbe la costruzione di percorsi didattici per le scuole, spazi per la sperimentazione e la ricerca universitaria, con la presenza in loco di Agris e Laore con tutto ciò che questo può significare in termini di supporto, informazione e controllo. Il tutto con un investimento privato da 10milioni di euro, con la formula del rent to buy e con un istituto di credito già pronto a farsi carico dell’acquisizione e con un’unica rata da dividere tra tutti gli attori in campo, per una opportunità che sul piano occupazionale potrebbe produrre quattrocento nuovi posti di lavoro tra diretti e indotto, senza dimenticare gli accordi già in ipotesi con grosse reti nazionali e internazionali per la commercializzazione dei prodotti sotto un unico marchio che identifichi tanto le aziende protagoniste quanto l’isola biologica. Antonello Fois, il più giovane tra i responsabili di Accademia Olearia, il futuro di Surigheddu e Mamuntanas lo vede così. E insieme a lui la pensano in questo modo il padre Giuseppe e il fratello Alessandro, con cui gestisce l’azienda di famiglia. Ma non sono degli incoscienti o dei visionari, perché anche se non lo dicono hanno già in qualche cassetto i nomi dei partner pronti a lanciare una sfida tanto affascinante quanto realistica. Imprese del territorio, naturalmente, che finora hanno viaggiato a fari spenti ma che adesso hanno dato mandato ad Accademia Olearia per venire allo scoperto e sondare se la Regione è pronta ad ascoltarli e a sederli tutti intorno a un tavolo. «L’idea è venuta dalla elementare constatazione che il Nord Ovest Sardegna è in grave affanno economico e occupazionale, anche e soprattutto per via delle difficoltà dell’indotto turistico, e che c’è un malcontento abbastanza diffuso», spiega Fois. Il rovescio della medaglia, che fortunatamente c’è è rappresentato dalla presenza di «attività agricole che hanno necessità di sviluppo e sotto certi punti di vista hanno bisogno di nuovi sbocchi per dare seguito agli investimenti fatti a livello commerciale». Da una chiacchierata tra imprenditori locali, l’ipotesi si è trasformata subito in un gruppo di una decina di aziende pronte a scommettere e a mettere in connessione tra loro le rispettive strutture commerciali. «Ognuna acquisirebbe lotti da circa cento ettari, con uno spazio per l’ortofrutta, uno per il lattiero-caseario, uno per l’allevamento, uno per l’olivicoltura e uno per il vitivinicolo – racconta il portavoce – a stime fatte un investimento del genere porterebbe maggiore redditività alla Regione Sardegna, un’immagine positiva del territorio e delle sue capacità produttive e posti di lavoro». Ma per svelare chi sono i partner e per raccontare ulteriori dettagli del progetto Antonello Fois aspetta di essere contattato. «Siamo pronti a discuterne a tutti i livelli – conclude – crediamo che sia opportuno non perdere questa opportunità».

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