La Nuova Sardegna

IL CASO 

Cpr di Macomer, la Prefettura cancella il bando per la gestione

Cpr di Macomer, la Prefettura cancella il bando per la gestione

Protesta la Regione con l’assessore Spanu: «Spazzati via gli accordi». Il sindaco Succu accusa: «Scelta unilaterale»

3 MINUTI DI LETTURA





MACOMER. La Prefettura di Nuoro ha revocato il bando di gara europeo per la gestione triennale del Centro di permanenza per i rimpatri di Macomer. Negli accordi tra il ministero dell’Interno, la Regione e il Comune, il Cpr di Macomer doveva servire a dissuadere le partenze dei clandestini sulla rotta Algeria-Sardegna. Ed essere quindi destinato alla cosiddetta detenzione amministrativa di 90 giorni prima del rimpatrio dei migranti arrivati dall’Algeria in Sardegna a bordo dei barchini.

Il no della Regione. La decisione della Prefettura, avvalorata di sicuro dal ministero dell’Interno, però è criticata con durezza dall’assessore regionale agli affari generali, Filippo Spanu, e dal sindaco Antonio Succu. «Il ministero – è il commento della Regione – senza alcun accordo ha stravolto le regole e rinviato il bando». Secondo l’assessore Spanu, tra le motivazioni della revoca ci sarebbe anche «la riduzione dei costi di gestione, e quindi è presumibile che la qualità media dei servizi nel Centro sarà diminuita o che, peggio, lo stesso ministro sta valutando di aumentare non solo il periodo di detenzione, cosa assolutamente non condivisa, ma aumentare anche il numero delle presenze».

Il silenzio di Salvini. L’affondo sempre da parte della Regione è diretto: «Dopo aver inutilmente, per mesi, chiesto un confronto con il ministro Salvini – spiega l'assessore – non abbiamo avuto alcun riscontro e nel frattempo sono state cambiate in corsa le regole previste dagli accordi sottoscritti a suo tempo». È evidente – ribadisce la Regione – che «il Cpr rischia all’improvviso di cambiare radicalmente le caratteristiche che avano previsto nel precedente accordo», e che «questa scelta mai potrà essere condivisa dalla Sardegna, unica Regione finora ad aver accettato l’apertura del Centro ma a determinate condizioni». E quindi se il ministero ha cambiato in corsa le regole dovrà esserci un nuovo incontro con il ministero. «Quell’incontro – sottolinea ancora la Regione – più volte richiesto e rimasto ancora senza una risposta».

Il no del Comune. Anche il sindaco Antonio Succu sostiene di «aver saputo casualmente della revoca del bando» e aggiunge: «Vorrei capire se il cambio di Governo modificherà i patti che il nostro Comune e la Regione hanno stipulato, a suo tempo, con il ministero», e quindi se la strategia del nuovo ministro Matteo Salvini confermi o modifichi obiettivi e accordi sottoscritti. Se così fosse vorremmo esserne informati: non siamo la colonia di nessuno». Per poi ricordare che «già nel decreto sicurezza, appena approvato dal Parlamento. è aumentato il periodo di detenzione da 90 a 180 giorni», e questo particolare non da poco – sottolinea Succu – «è un elemento che vorremmo approfondire col ministero in tempi rapidi, perché potrebbe andare a discapito proprio della sicurezza dei nostri cittadini e del rispetto della dignità umana per i migranti».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative