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Rilevatori satellitari per voli più sicuri Al via la ricerca

Rilevatori satellitari per voli più sicuri Al via la ricerca

Il sistema nasce per funzionare anche senza il Gps Il progetto vale 8 milioni e sarà realizzato in Sardegna  

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CAGLIARI. Rilevatori satellitari per rendere più sicuri i voli degli aerei. È questo l’obiettivo di una ricerca finanziata con 8 milioni e 200mila euro dal ministero dello Sviluppo economico, che sarà realizzata in Sardegna. In particolare i ricercatori dovranno mettere a punto un sistema di rilevazione satellitare in grado di funzionare anche senza il segnale Gps, con sensori montati sugli aerei per stimare la loro posizione e velocità.

L’isola si candida così a diventare centro di eccellenza internazionale con la sperimentazione, attraverso i propri aeroporti, di nuove tecniche che rendano più sicura e precisa l’attività di volo. Il progetto “BAT: Sistema innovativo di navigazione aerea basato su sistema inerziale” sarà cofinanziato dalla Regione con 984mila euro, pari al 12% del costo complessivo. Ma questa è solo la prima fase di quella che può diventare una partita molto più grande e importante per la Sardegna: se la ricerca andrà a buon fine, e i rilevatori di nuova generazione verranno messi sul mercato, sarà proprio la Sardegna a ospitare l’azienda produttrice, con tutto quello che comporterà in termini di ricadute economiche e nuovi posti di lavoro.

Soddisfatto l’assessore della Programmazione, Raffaele Paci. «È un accordo importante, che punta su un progetto di ricerca, sviluppo e innovazione di rilevanza strategica per la competitività del nostro sistema produttivo, che dà un ruolo di primo piano ai nostri centri e alle strutture di ricerca. Abbiamo dimostrato di avere risorse umane e competenze adeguate per affrontare la sfida e la decisione del Ministero di finanziare questo progetto proprio in Sardegna lo conferma».

L’Accordo di programma che dà il via al progetto di investimento delle società Lion Consulting, Airbus, Gem Elettronica e Wes Trade si colloca all’interno della collaborazione tra Regione e Mise, per consentire il cofinanziamento regionale dei progetti di rilevante e significativo impatto sulla competitività del sistema produttivo sardo che partecipano a procedure nazionali. A marzo del 2018 il progetto è stato valutato positivamente dal Cnr, il Centro Nazionale di Ricerca. Il futuro sistema di rilevazione satellitare senza Gps consentirà di riconoscere la posizione di un oggetto in qualunque punto e in ogni momento sfruttando l’asse di rotazione della Terra, al contrario del notissimo Gps, che opera solo se è garantita la copertura da parte del satellite. Il sistema ha anche un'altra caratteristica: indica la posizione dell'oggetto cercato con precisione millimetrica. Ed è utilissimo nei casi di mancanza temporanea del segnale radio proveniente dai satelliti o a causa di barriere naturali, montagne, palazzi alti. Tutti ostacoli che saranno superati se la ricerca che si farà in Sardegna andrà a buon fine. «Il progetto prevede l’impiego di risorse altamente qualificate del settore aerospaziale sardo, e questo significa un elevato sviluppo di quelle aziende che sono alla ricerca di nicchie di mercato su questo tema – ha spiegato Paci – L’intero indotto avrà il beneficio di una crescita infrastrutturale, occupazionale e tecnologica, e l’intera infrastruttura rimarrà in eredità alla Regione che potrà utilizzarla con successive attività di test e sperimentazione. Il progetto ha inoltre un elevato impatto occupazionale sia in fase di elaborazione che di esecuzione, ma soprattutto in previsione dell’industrializzazione del prodotto, che ha prospettive di grande rilievo a livello regionale e nazionale». (g.z.)



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