Rilevatori satellitari per voli più sicuri Al via la ricerca
Il sistema nasce per funzionare anche senza il Gps Il progetto vale 8 milioni e sarà realizzato in Sardegna
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Rilevatori satellitari per rendere più sicuri i voli degli aerei. È questo l’obiettivo di una ricerca finanziata con 8 milioni e 200mila euro dal ministero dello Sviluppo economico, che sarà realizzata in Sardegna. In particolare i ricercatori dovranno mettere a punto un sistema di rilevazione satellitare in grado di funzionare anche senza il segnale Gps, con sensori montati sugli aerei per stimare la loro posizione e velocità.
L’isola si candida così a diventare centro di eccellenza internazionale con la sperimentazione, attraverso i propri aeroporti, di nuove tecniche che rendano più sicura e precisa l’attività di volo. Il progetto “BAT: Sistema innovativo di navigazione aerea basato su sistema inerziale” sarà cofinanziato dalla Regione con 984mila euro, pari al 12% del costo complessivo. Ma questa è solo la prima fase di quella che può diventare una partita molto più grande e importante per la Sardegna: se la ricerca andrà a buon fine, e i rilevatori di nuova generazione verranno messi sul mercato, sarà proprio la Sardegna a ospitare l’azienda produttrice, con tutto quello che comporterà in termini di ricadute economiche e nuovi posti di lavoro.
Soddisfatto l’assessore della Programmazione, Raffaele Paci. «È un accordo importante, che punta su un progetto di ricerca, sviluppo e innovazione di rilevanza strategica per la competitività del nostro sistema produttivo, che dà un ruolo di primo piano ai nostri centri e alle strutture di ricerca. Abbiamo dimostrato di avere risorse umane e competenze adeguate per affrontare la sfida e la decisione del Ministero di finanziare questo progetto proprio in Sardegna lo conferma».
L’Accordo di programma che dà il via al progetto di investimento delle società Lion Consulting, Airbus, Gem Elettronica e Wes Trade si colloca all’interno della collaborazione tra Regione e Mise, per consentire il cofinanziamento regionale dei progetti di rilevante e significativo impatto sulla competitività del sistema produttivo sardo che partecipano a procedure nazionali. A marzo del 2018 il progetto è stato valutato positivamente dal Cnr, il Centro Nazionale di Ricerca. Il futuro sistema di rilevazione satellitare senza Gps consentirà di riconoscere la posizione di un oggetto in qualunque punto e in ogni momento sfruttando l’asse di rotazione della Terra, al contrario del notissimo Gps, che opera solo se è garantita la copertura da parte del satellite. Il sistema ha anche un'altra caratteristica: indica la posizione dell'oggetto cercato con precisione millimetrica. Ed è utilissimo nei casi di mancanza temporanea del segnale radio proveniente dai satelliti o a causa di barriere naturali, montagne, palazzi alti. Tutti ostacoli che saranno superati se la ricerca che si farà in Sardegna andrà a buon fine. «Il progetto prevede l’impiego di risorse altamente qualificate del settore aerospaziale sardo, e questo significa un elevato sviluppo di quelle aziende che sono alla ricerca di nicchie di mercato su questo tema – ha spiegato Paci – L’intero indotto avrà il beneficio di una crescita infrastrutturale, occupazionale e tecnologica, e l’intera infrastruttura rimarrà in eredità alla Regione che potrà utilizzarla con successive attività di test e sperimentazione. Il progetto ha inoltre un elevato impatto occupazionale sia in fase di elaborazione che di esecuzione, ma soprattutto in previsione dell’industrializzazione del prodotto, che ha prospettive di grande rilievo a livello regionale e nazionale». (g.z.)
L’isola si candida così a diventare centro di eccellenza internazionale con la sperimentazione, attraverso i propri aeroporti, di nuove tecniche che rendano più sicura e precisa l’attività di volo. Il progetto “BAT: Sistema innovativo di navigazione aerea basato su sistema inerziale” sarà cofinanziato dalla Regione con 984mila euro, pari al 12% del costo complessivo. Ma questa è solo la prima fase di quella che può diventare una partita molto più grande e importante per la Sardegna: se la ricerca andrà a buon fine, e i rilevatori di nuova generazione verranno messi sul mercato, sarà proprio la Sardegna a ospitare l’azienda produttrice, con tutto quello che comporterà in termini di ricadute economiche e nuovi posti di lavoro.
Soddisfatto l’assessore della Programmazione, Raffaele Paci. «È un accordo importante, che punta su un progetto di ricerca, sviluppo e innovazione di rilevanza strategica per la competitività del nostro sistema produttivo, che dà un ruolo di primo piano ai nostri centri e alle strutture di ricerca. Abbiamo dimostrato di avere risorse umane e competenze adeguate per affrontare la sfida e la decisione del Ministero di finanziare questo progetto proprio in Sardegna lo conferma».
L’Accordo di programma che dà il via al progetto di investimento delle società Lion Consulting, Airbus, Gem Elettronica e Wes Trade si colloca all’interno della collaborazione tra Regione e Mise, per consentire il cofinanziamento regionale dei progetti di rilevante e significativo impatto sulla competitività del sistema produttivo sardo che partecipano a procedure nazionali. A marzo del 2018 il progetto è stato valutato positivamente dal Cnr, il Centro Nazionale di Ricerca. Il futuro sistema di rilevazione satellitare senza Gps consentirà di riconoscere la posizione di un oggetto in qualunque punto e in ogni momento sfruttando l’asse di rotazione della Terra, al contrario del notissimo Gps, che opera solo se è garantita la copertura da parte del satellite. Il sistema ha anche un'altra caratteristica: indica la posizione dell'oggetto cercato con precisione millimetrica. Ed è utilissimo nei casi di mancanza temporanea del segnale radio proveniente dai satelliti o a causa di barriere naturali, montagne, palazzi alti. Tutti ostacoli che saranno superati se la ricerca che si farà in Sardegna andrà a buon fine. «Il progetto prevede l’impiego di risorse altamente qualificate del settore aerospaziale sardo, e questo significa un elevato sviluppo di quelle aziende che sono alla ricerca di nicchie di mercato su questo tema – ha spiegato Paci – L’intero indotto avrà il beneficio di una crescita infrastrutturale, occupazionale e tecnologica, e l’intera infrastruttura rimarrà in eredità alla Regione che potrà utilizzarla con successive attività di test e sperimentazione. Il progetto ha inoltre un elevato impatto occupazionale sia in fase di elaborazione che di esecuzione, ma soprattutto in previsione dell’industrializzazione del prodotto, che ha prospettive di grande rilievo a livello regionale e nazionale». (g.z.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
