Global compact appello al governo
Cagliari. La Sardegna, insieme a Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana e Umbria, piccoli e grandi Comuni, Università, organizzazioni non governative e Autorità pubbliche per la tutela dei...
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Cagliari. La Sardegna, insieme a Campania, Emilia-Romagna, Piemonte, Toscana e Umbria, piccoli e grandi Comuni, Università, organizzazioni non governative e Autorità pubbliche per la tutela dei diritti dei minori, ha promosso un appello al Governo italiano per la sottoscrizione del Global Compact for migration. «Il Global Compact for migration - si legge nel documento - conviene all'Italia perché può rafforzare le sue ragioni nelle relazioni e nelle negoziazioni con gli altri Paesi europei e facilitare le trattative per gli accordi con i Paesi di provenienza e di transito dei flussi migratori. Non è pensabile governare un processo globale come la migrazione senza strumenti effettivi per il dialogo e la concertazione di politiche globali. C'è un'altra Italia che vuole vedere il nostro Paese impegnato nel rafforzamento degli strumenti multilaterali, aperto al dialogo con altri Paesi in Europa, in Africa e in altri continenti, desideroso di fare crescere l'integrazione tra comunità ospitanti e migranti nell'interesse di tutti, proiettato verso il futuro». «Le Regioni, gli enti locali e le associazioni che hanno sottoscritto l'appello - prosegue l'appello - dissentono dalla scelta del governo che rende il nostro Paese più isolato e indebolisce la possibilità di concertare con altri Paesi la gestione condivisa delle migrazioni. Due mesi fa, all'Onu, l'Italia aveva dichiarato di voler sottoscrivere il patto, invece il nostro Paese non sarà presente al vertice di Marrakech del 10 e 11 dicembre prossimi, nel quale il documento sarà ufficialmente adottato». «Non sottoscrivere un documento come il Global Compact sarebbe molto grave - dice l'assessore degli Affari Generali della Regione Filippo Spanu -. È un documento promosso dall'Onu per un governo mondiale dei fenomeni migratori, che è proprio la priorità già dichiarata dal Governo italiano. Ci vuole una presa di coscienza collettiva della società civile e delle Istituzioni ad ogni livello».
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