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L’idea: al porto un bronzetto di 20 metri

L’idea: al porto un bronzetto di 20 metri

La proposta-choc di un gruppo di consiglieri comunali del centrodestra

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CAGLIARI. Cagliari deve assumere «il ruolo strategico di porta d’accesso e di punto di partenza dei percorsi turistici guidati dal filo conduttore della storia nuragica». Perché questo progetto si realizzi «è necessario individuare un modello veicolabile, che richiami il legame col passato e il legame con l’intera isola». Per quattordici consiglieri comunali del centrodestra il «modello veicolabile» è «un’opera monumentale identitaria». Non il discusso maxicorno che il sindaco De Magistris voleva elevare sul frontemare di Napoli per tener lontana la sfiga, ma niente di meno che un gigantesco bronzetto nuragico «di altezza non inferiore a venti metri, visibile dal mare, anche a distanza e a 360 gradi». Una sorta di colosso d’altri tempi, forse anche dall’espressione minacciosa, che a giudizio del primo firmatario della proposta-mozione, il riformatore Raffaele Onnis, andrebbe collocato «nell’area portuale, in mezzo alla pineta di viale Colombo-Su Siccu o nel piazzale di fronte al Lazzaretto di Sant’Elia». Con grande slancio democratico i consiglieri - fra di loro anche l’ex parlamentare di Forza Italia, Piergiorgio Massidda - affiderebbero a un sondaggio online non l’idea ma solo il soggetto della colossale statua, da scegliere fra il «dio guerriero a quattro braccia e quattro occhi, il capo villaggio, l’arciere, il pugilatore di Mont’e Prama e “altre”». Nella nota stampa diffusa ieri, Onnis fornisce alcuni rendering dove il megabronzetto appare in tutta la sua maestosità anche sulla skyline di via Roma, alle sue spalle i palazzi ottocenteschi e il municipio. Un impatto problematico ma giustificato, a leggere la mozione, dal fatto che «nel Cagliaritano rimangono poche tracce della civiltà nuragica» e «nessun manufatto che richiami il glorioso passato della terra sarda». Ecco perché appare necessario che «questo patrimonio di inestimabile valore culturale venga recuperato, valorizzato e messo a sistema oltre che in chiave storica, turistica ed economica» nella città che a giudizio dei consiglieri del centrodestra deve rappresentare «la porta principale della Sardegna». Nessun timore di massacrare il paesaggio urbano, anche quello storico, di Cagliari e della sua costa, perché a giudizio dei consiglieri «la città attualmente non svolge un ruolo strategico per l’intera isola» e - sembra implicito - deve recuperarlo elevando un bronzetto di dimensioni ciclopiche. (m.l)

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