Sanità sarda, aumento di stipendio per 3mila dipendenti dell'Ats
Il manager Moirano: momento storico. Delibere nel mirino di Pds, Rossomori e Autodeterminatzione
CAGLIARI. Sulla sanità continua la doccia scozzese. Le notizie buone e cattive si sovrappongono ogni giorno. Ecco l’ultimo bollettino.
Contratto. L’Asl unica ha annunciato la pubblicazione degli avvisi per riconoscere ai dipendenti, sono oltre tremila, un aumento degli stipendi grazie al «riconoscimento di fasce retributive uniforme e basate sui principi della meritocrazia, della valorizzazione del personale e della trasparenza», è scritto in un comunicato. «È un momento storico – ha commentato il direttore generale Fulvio Moirano, ricordando che è stato raggiunto dopo l’accordo firmato con tutti i sindacati – A partire da quest’anno la parte variabile degli stipendi sarà gestita con equità, fino ad eliminare le ingiustificate differenze retributive che esistevano nelle diverse ex Asl». I dipendenti avranno tempo fino al 17 dicembre per inoltrare la domanda all’Ats e farsi riconoscere le fasce retributive. Domande che andranno e inviate via e-mail.
Registro tumori. La convenzione firmata dall’Asl unica con il Dipartimento di epidemiologia del Lazio per avviare il Registro anche nel Sud Sardegna dev’essere annullata. Lo chiedono con un'interpellanza, 11 consiglieri di maggioranza e opposizione. «In Sardegna sono operativi due Registri, a Nuoro e a Sassari – scrive il primo firmatario Emilio Usula dei Rossomori – ed entrambi sono accreditati a livello nazionale e internazionale. Per questo, non si capisce perché l'Ats abbia stipulato una convenzione con una struttura extraregionale. Invece di firmare onerosi contratti, sarebbe stato più opportuno mettere i due Registri sardi nelle condizioni di lavorare per costituire anche quello della Sardegna meridionale – incalza Usula – L'obiettivo deve essere un modello federato interno, o si rischia di mettere in conflitto due strutture parallele».
Primari. C’è un’altra delibera dell’Ats ad aver scatenato diverse levate di scudi. È quella con cui la direzione regionale ha indetto una selezione interna per la nomina di 54 primari. A sollecitare l’assessore alla sanità, Luigi Arru, ad annullarla è stato il Partito dei sardi. Lo ha fatto con Augusto Cherchi: «La suddivisione dei posti e la scelta degli incarichi decise dall’Ats non tengono conto della riorganizzazione degli ospedali approvata l’anno scorso dal Consiglio regionale, ma di una imposta dalla stessa Ats e quindi inaccettabile». Per il Pds «è in atto un valzer di cariche a pochi mesi dalle elezioni i fino ad apparire come un controllo politico della sanità».
Diabetici. La Regione è stata condannata dal Tar a inserire nel Piano terapeutico un farmaco innovativo destinato a ridurre gli effetti dell’ipoglicemia per i diabetici. A segnalare la sentenza è Autodeterminatzione: «Ai sardi – si legge – è stato riconosciuto il diritto alla stessa assistenza garantita nelle altre regioni, mentre finora quel farmaco era stato escluso dall’assessorato alla sanità dai medicinali a carico del sistema sanitario. Quindi, è stata la magistratura ad aver messo fine a una palese ingiustizia». (ua)
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