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Insularità, lettera ai parlamentari sardi

Insularità, lettera ai parlamentari sardi

Il comitato chiede di approvare la legge: solo così ridurremo i nostri svantaggi

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SASSARI. L’insularità come principio costituzionale è una proposta di legge che per diventare legge ha ovviamente bisogno del sì - doppio - di Camera e Senato. Ed è proprio ai parlamentari sardi che il comitato per l’insularità ha deciso di rivolgersi. Una lettera a doppia firma - quella del presidente Roberto Frongia e quella della coordinatrice del comitato scientifico Maria Antonietta Mongiu - per sensibilizzare sul tema il Parlamento. Una lettera appello che inizia con una citazione di Sigismondo Arquer, il giurista cagliaritano arso vivo per eresia nel 1571. «Fu tra i primi intellettuali sardi che ebbe coscienza delle potenzialità della propria terra ma anche dei suoi oggettivi e strutturali limiti – scrivono –. Ci auguriamo che i parlamentari sardi di oggi sapranno essere più incisivi, propositivi, e risolutivi nella dialettica col governo centrale perché alla Sardegna siano conferite pari opportunità».

Frongia e Mongiu ricordano il percorso compiuto dal Comitato per l’inserimento del principio nella Costituzione, sostenuto da migliaia di cittadini, affinché sia inserita nella Carta la dicitura «Lo Stato riconosce il grave e permanente svantaggio naturale derivante dall’insularità e dispone le misure necessarie a garantire una effettiva parità e un reale godimento dei diritti individuabili e inalienabili». «Lo chiedono oltre 110mila sardi e italiani che reclamano la necessità di rendere sempre più forte la coesione nazionale ed europea, specie in un momento così problematico – scrivono –. Il diritto dei cittadini delle isole ad avere pari opportunità, analoghi punti di partenza rispetto ai connazionali e a qualunque cittadino europeo, è la vera interfaccia di quell’interdipendenza tra i vari stati e all’interno di questi tra terraferma e isole che i padri fondatori dell’Ue sognarono. Nonostante i trattati internazionali i sardi, i siciliani e tutti i cittadini delle isole minori continuano ad avere uno svantaggio infrastrutturale e strutturale. Per questo si chiede che il principio di insularità diventi di rango costituzionale, l’unico modo per colmare gli abbozzati svantaggi». (al.pi.)

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