Lezzi: la Regione si muova Pigliaru: lo Stato in ritardo
La ministra: «Noi pronti. La Sardegna non spende i fondi e non fa la sua parte» Il governatore: «È Conte che deve firmare i documenti e non lo ha ancora fatto»
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SASSARI. Sull’ex Arsenale è guerra da artiglieria pesante tra la Regione e il governo. Pigliaru ha aperto le ostilità. Ha denunciato che le risorse per intervenire sulle bonifiche, oltre 50 milioni di euro, sono ferme da otto mesi. Ma tutto è pronto, manca solo il “soggetto attuatore”, in altre parole chi deve decidere come spendere i soldi, fare i lavori, e dirigere le operazioni. A decidere chi sarà il soggetto attuatore deve essere il governo. Ma come ha messo in evidenza Pigliaru: «Li abbiamo sollecitati da settembre con una lettera. Non hanno risposto, ora non possiamo più aspettare».
Ai colpi di mortaio del governatore ha risposto il ministro per il Sud Barbara Lezzi. «Il governo è pronto a fare la sua parte e auspica che la Regione Sardegna faccia altrettanto – dice il ministro –. Relativamente al Patto per la Sardegna, materia di mia competenza, e ai fondi che possono essere utilizzati per la bonifica e rigenerazione di quell'area, attendo che la Regione compia i passaggi necessari per sbloccarlo». In poche parole la ministra fa capire che a essere in ritardo sarebbe la Regione. «Che dovrebbe inoltrarmi la richiesta per attivare il soggetto attuatore dell'intervento. I fondi europei sono una risorsa fondamentale per la crescita e lo sviluppo dell'isola e vanno utilizzati di più e meglio. Non è solo una questione di quantità, ma anche di qualità degli interventi. Per questo già a fine ottobre ho scritto al presidente Pigliaru, così come a tutti gli altri governatori del Sud, chiedendo di inviarmi entro la fine dell'anno uno 'screening' dettagliato sull'utilizzo dei fondi europei nei territori di loro competenza, allo scopo di velocizzarne l'utilizzo e individuare interventi prioritari. È questo, ad esempio, il caso della Maddalena: in situazioni chiare e dove le procedure possono essere sbloccate facilmente, basta anche solo una telefonata».
La controreplica. Ma lo spirito guerriero anima il governatore che risponde preciso su ogni aspetto. «Mio malgrado sono costretto a replicare sulla situazione degli interventi della Maddalena a quanto dichiarato dalla Ministra Lezzi, con la quale ho finora avuto rapporti estremamente corretti e positivi – dice Pigliaru –. Al di là della buona volontà della ministra, con la quale ho parlato della vicenda della Maddalena già a luglio, una telefonata rivolta a lei non risolverebbe il problema che sta rinviando la ripresa dei lavori alla Maddalena. L’individuazione del “soggetto attuatore”, sulla base della Legge Bagnoli che si applica anche al caso della Maddalena, spetta unicamente al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e non al Ministro per il Sud. E non basta neanche una telefonata. È necessario un semplice atto, un Decreto che può essere scritto in pochissimo tempo» Poi l’affondo di Pigliaru. «Ma il Presidente Conte, sollecitato sul tema del “soggetto attuatore” con nota formale inviata da me lo scorso settembre, fino a ora non ha dato alcun riscontro. Infine voglio precisare che i fondi per il Patto della Sardegna, sottoscritto nel 2016 con il precedente Governo, sono pienamente operativi e, come sa anche la ministra, e oggetto di continuo monitoraggio tra le strutture statali e regionali, tanto che l’ultimo incontro risale al 6 dicembre. La Regione, sempre con spirito di leale collaborazione– conclude Pilgiaru – attende con fiducia un segnale di attenzione da parte dell’attuale governo, un segnale indispensabile per permetterci di riaprire un cantiere così importante per la Sardegna». (l.roj)
Ai colpi di mortaio del governatore ha risposto il ministro per il Sud Barbara Lezzi. «Il governo è pronto a fare la sua parte e auspica che la Regione Sardegna faccia altrettanto – dice il ministro –. Relativamente al Patto per la Sardegna, materia di mia competenza, e ai fondi che possono essere utilizzati per la bonifica e rigenerazione di quell'area, attendo che la Regione compia i passaggi necessari per sbloccarlo». In poche parole la ministra fa capire che a essere in ritardo sarebbe la Regione. «Che dovrebbe inoltrarmi la richiesta per attivare il soggetto attuatore dell'intervento. I fondi europei sono una risorsa fondamentale per la crescita e lo sviluppo dell'isola e vanno utilizzati di più e meglio. Non è solo una questione di quantità, ma anche di qualità degli interventi. Per questo già a fine ottobre ho scritto al presidente Pigliaru, così come a tutti gli altri governatori del Sud, chiedendo di inviarmi entro la fine dell'anno uno 'screening' dettagliato sull'utilizzo dei fondi europei nei territori di loro competenza, allo scopo di velocizzarne l'utilizzo e individuare interventi prioritari. È questo, ad esempio, il caso della Maddalena: in situazioni chiare e dove le procedure possono essere sbloccate facilmente, basta anche solo una telefonata».
La controreplica. Ma lo spirito guerriero anima il governatore che risponde preciso su ogni aspetto. «Mio malgrado sono costretto a replicare sulla situazione degli interventi della Maddalena a quanto dichiarato dalla Ministra Lezzi, con la quale ho finora avuto rapporti estremamente corretti e positivi – dice Pigliaru –. Al di là della buona volontà della ministra, con la quale ho parlato della vicenda della Maddalena già a luglio, una telefonata rivolta a lei non risolverebbe il problema che sta rinviando la ripresa dei lavori alla Maddalena. L’individuazione del “soggetto attuatore”, sulla base della Legge Bagnoli che si applica anche al caso della Maddalena, spetta unicamente al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e non al Ministro per il Sud. E non basta neanche una telefonata. È necessario un semplice atto, un Decreto che può essere scritto in pochissimo tempo» Poi l’affondo di Pigliaru. «Ma il Presidente Conte, sollecitato sul tema del “soggetto attuatore” con nota formale inviata da me lo scorso settembre, fino a ora non ha dato alcun riscontro. Infine voglio precisare che i fondi per il Patto della Sardegna, sottoscritto nel 2016 con il precedente Governo, sono pienamente operativi e, come sa anche la ministra, e oggetto di continuo monitoraggio tra le strutture statali e regionali, tanto che l’ultimo incontro risale al 6 dicembre. La Regione, sempre con spirito di leale collaborazione– conclude Pilgiaru – attende con fiducia un segnale di attenzione da parte dell’attuale governo, un segnale indispensabile per permetterci di riaprire un cantiere così importante per la Sardegna». (l.roj)
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