Biglietti sì, ma niente voli sanzionato broker sardo
di Mauro Lissia
L’Agcm ha imposto a PeopleFly di pagare 50mila euro per pratiche scorrette. La difesa: colpa dei gestori aeroportuali che hanno negato l’assistenza a terra
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CAGLIARI. I biglietti c’erano, i voli no e nemmeno gli aerei. Ma non è una truffa, perché manca la volontà di raggirare qualcuno. Solo una «pratica commerciale scorretta» per la quale l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha punito il broker di charter cagliaritano PeopleFly, dell’imprenditore Andrea Caldart, con una sanzione amministrativa di 50 mila euro, che non sono spiccioli ma è nulla in confronto alle sanzioni previste nei casi più gravi. Non solo: a leggere la delibera dell’Authority la società sanzionata dovrà far sparire dal web il sito commerciale per la promozione e vendita online dei ticket di viaggio, che a fine novembre risultava ancora attivo, altrimenti incorrerà in altre sanzioni.
A segnalare il caso PeopleFly erano stati la scorsa estate l’Enac, l’associazione Altroconsumo e l’Assoutenti Sicilia, quando centinaia di passeggeri che avevano acquistato i biglietti per diverse destinazioni, con partenza da Trapani s’erano visti annullare il volo con la proposta via email di ottenere il rimborso. L’origine del disservizio, secondo quanto accertato dall’Agcm, sarebbe stato il rapporto dalle prospettive poco chiare tra PeopleFly e il vettore greco Lumiwings, nato con un contratto di leasing datato 23 aprile 2018 in base al quale il broker sardo avrebbe potuto contare sulla disponibilità di alcuni aeromobili Boeing 737-300 necessari per coprire rotte nazionali a prezzi concorrenziali. Sembrava tutto a posto e i siti specializzati già davano per fatto un matrimonio commerciale promettente e innovativo tra una compagnia giovane e un’operatore determinato a procurarsi la propria fetta di mercato. Firmato il contratto, mancavano però gli accordi finanziari con le società che gestiscono gli scali di Bologna e Trapani, accordi che - così si è difeso Caldart - si erano bloccati per l’inspiegabile chiusura da parte dei gestori, decisi a trattare con Lumiwings ma non con PeopleFly. L’Agcm ha però accertato che il broker sardo aveva venduto centinaia di biglietti ancora prima che l’accordo con Lumiwings venisse stipulato e prima che venissero raggiunti gli accordi economici sui costi dell’handling e dell’assistenza aeroportuale. In altre parole, PeopleFly avrebbe peccato di ottimismo, dando per scontato ciò che scontato non era. Così, saltati i voli per mancanza di aeromobili, a PeopleFly non era rimasto che informare immediatamente via email i viaggiatori che avevano acquistato i biglietti offrendo di rimborsarli, ma - secondo Caldart per problemi tecnici sulla rete Telecom - alla fine soltanto 1800 clienti su 2700 hanno ricevuto quanto dovuto. Per gli altri le istruzioni necessarie per chiedere il rimborso ma per alcuni, rimasti tagliati fuori, una brutta beffa che li ha costretti a rivolgersi all’Enac e alle associazioni dei consumatori. Da qui, dalle segnalazioni piovute sul tavolo dell’Authority, l’apertura del procedimento che si è concluso nei giorni scorsi ed è stato pubblicato sul bollettino dell’Agcm. Ora PeopleFly potrà ricorrere al Tar Lazio contro la delibera che impone la sanzione amministrativa e saranno i giudici a stabilire se deve pagarla o no.
A segnalare il caso PeopleFly erano stati la scorsa estate l’Enac, l’associazione Altroconsumo e l’Assoutenti Sicilia, quando centinaia di passeggeri che avevano acquistato i biglietti per diverse destinazioni, con partenza da Trapani s’erano visti annullare il volo con la proposta via email di ottenere il rimborso. L’origine del disservizio, secondo quanto accertato dall’Agcm, sarebbe stato il rapporto dalle prospettive poco chiare tra PeopleFly e il vettore greco Lumiwings, nato con un contratto di leasing datato 23 aprile 2018 in base al quale il broker sardo avrebbe potuto contare sulla disponibilità di alcuni aeromobili Boeing 737-300 necessari per coprire rotte nazionali a prezzi concorrenziali. Sembrava tutto a posto e i siti specializzati già davano per fatto un matrimonio commerciale promettente e innovativo tra una compagnia giovane e un’operatore determinato a procurarsi la propria fetta di mercato. Firmato il contratto, mancavano però gli accordi finanziari con le società che gestiscono gli scali di Bologna e Trapani, accordi che - così si è difeso Caldart - si erano bloccati per l’inspiegabile chiusura da parte dei gestori, decisi a trattare con Lumiwings ma non con PeopleFly. L’Agcm ha però accertato che il broker sardo aveva venduto centinaia di biglietti ancora prima che l’accordo con Lumiwings venisse stipulato e prima che venissero raggiunti gli accordi economici sui costi dell’handling e dell’assistenza aeroportuale. In altre parole, PeopleFly avrebbe peccato di ottimismo, dando per scontato ciò che scontato non era. Così, saltati i voli per mancanza di aeromobili, a PeopleFly non era rimasto che informare immediatamente via email i viaggiatori che avevano acquistato i biglietti offrendo di rimborsarli, ma - secondo Caldart per problemi tecnici sulla rete Telecom - alla fine soltanto 1800 clienti su 2700 hanno ricevuto quanto dovuto. Per gli altri le istruzioni necessarie per chiedere il rimborso ma per alcuni, rimasti tagliati fuori, una brutta beffa che li ha costretti a rivolgersi all’Enac e alle associazioni dei consumatori. Da qui, dalle segnalazioni piovute sul tavolo dell’Authority, l’apertura del procedimento che si è concluso nei giorni scorsi ed è stato pubblicato sul bollettino dell’Agcm. Ora PeopleFly potrà ricorrere al Tar Lazio contro la delibera che impone la sanzione amministrativa e saranno i giudici a stabilire se deve pagarla o no.
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