La Nuova Sardegna

Sassari, l’arcivescovo Saba agli studenti: lottate contro l’indifferenza

di Giovanni Dessole
Sassari, l’arcivescovo Saba agli studenti: lottate contro l’indifferenza

Il capo della diocesi turritana ha risposto a tutte le domande Il consiglio: «Formatevi per contribuire a costruire la civiltà»

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SASSARI. «Formatevi, ragazzi, per essere artigiani e costruttori del domani. Sassari per un certo tempo è stata un importantissimo laboratorio sociale, culturale e umano. Deve tornare ad esserlo. Occorre creare una città inclusiva, e questo richiede un grande lavoro di civiltà». Gli studenti delle scuole superiori di Sassari non restano indifferenti – tutt'altro – alle parole dell'arcivescovo di Sassari, Gian Franco Saba, il cui recente messaggio alla città portava il titolo “Oltre l'indifferenza”. Il progetto La Nuova@Scuola stabilisce così una nuova importante connessione, né scontata né forzata, anzi interessante e funzionale: quella fra la Chiesa e gli studenti. Circa 150 ragazzi, in rappresentanza di tutti gli istituti di istruzione superiore cittadini, affollano la sala conferenze della sede della Nuova Sardegna. Hanno chiesto di esserci. Con loro ci sono il direttore del quotidiano Antonio Di Rosa, Daniela Scano, responsabile del progetto e capo servizio della cronaca di Sassari, e lo psicologo Manolo Cattari. Ma, soprattutto, c'è monsignor Gian Franco Saba, che si mette a piena disposizione dei ragazzi e delle loro domande.

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I danni dell’indifferenza. «Questa era una sala deserta, abbandonata. Oggi è piena di gente e soprattutto di contenuti. L'indifferenza è il male dell'epoca, perché distogliere lo sguardo uccide – dice il direttore Di Rosa – Servono occasioni di confronto in un mondo avvolto da un diffuso malessere, politico e sociale. In tal senso i giovani sono una risorsa. Voi non siete superficiali. E non siete indifferenti come spesso sono invece coloro che decidono». «I ragazzi hanno tante cose da dire e meritano di essere ascoltati – sottolinea Daniela Scano – L'indifferenza è tema attuale e difficile che i giovani sono capaci di affrontare, con parole semplici ma forti».

Spazi per il dialogo. La parola passa poi a monsignor Gian Paolo Saba: «Sono contento di essere qua con voi, non abbiamo mai occasioni di incontro ed è bello potervi stringere la mano – dice all'attenta platea – Arrivato in città mi sono reso conto che mancavano i luoghi di incontro con i giovani: quegli spazi a Sassari devono riaprire e aprirsi ai momenti di dialogo. Servono dialogo e confronto, vivere insieme: superare l'indifferenza è anche imparare a vivere assieme – prosegue – Studiare vuol dire contribuire a costruire la civiltà. Incontriamoci. Cerchiamo occasioni per costruire la civiltà».

Domande senza filtro. Come veri cronisti, i ragazzi affidano ad alcuni bigliettini le loro domande all'arcivescovo. Domande dure e dirette, mature. L'indifferenza come arma di difesa può essere giustificata? «Mai, l'indifferenza non si giustifica» dice monsignor Saba. Camilla pone il tema della pedofilia nella Chiesa: «È male sociale. Tocca anche gli uomini di Chiesa, la tolleranza è zero. Ma occorre onestà intellettuale nell'affrontare l'argomento, perché non tutti gli ecclesiastici sono dei pedofili». Marco si chiede perché i giovani sono indifferenti alla Chiesa: «Perché non ci si conosce. Se non ci si incontra, manca interesse, c'è timore. Suggeritemi voi come fare a farvi sentire a casa».

Chiesa e sessualità. Ancora, come può la Chiesa essere indifferente all'amore omosessuale? si domanda Carlo: «La Chiesa non condanna chi vive l'esperienza dell'omosessualità ma la cultura del gender. La cosa più importante è non ridurre a banalità la sfera dell'affettività. Ogni persona va amata e accolta per quello che è. Una persona è un dono». Si parla poi della politica contro il multiculturalismo («Non ci sono figli di serie A e serie B»), della paura del pensiero degli altri, dell'indifferenza che si trasforma in arrivismo e di una Sassari abbandonata e da salvare: «Potreste essere voi ragazzi la musica che risveglia la città. La sensibilità, è potenziale forte di voi giovani: come l'acqua in un terreno, lo fa verdeggiare».
 

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