La Nuova Sardegna

Surigheddu, chiusa la vertenza

di Nadia Cossu ; w; La delibera approvata ieri in Regione chiude definitivamente una partita aperta da quarant’anni. Si parla dei terreni di Surigheddu e Mamuntanas (Alghero) e di un contenzioso civile tra allevatori “occupanti” e Regione che negli anni si è sviluppato tra sequestri, dissequestri, ricorsi e opposizioni. Il tutto mentre negli uffici sassaresi del Demanio regionale andava avanti la trattativa stragiudiziale tra Regione e allevatori: accordo sulle cifre, accordo sulle dimensioni e accordo anche sulla localizzazione degli allevamenti. Aree periferiche che permettono alla Regione di mantenere per sé, in vista della vendita, un terreno omogeneo di un migliaio di ettari. E proprio alla vigilia dell’udienza civile (prevista per oggi) ieri in tarda sera è arrivata la delibera. In sintesi, quindi, la Regione dà mandato perché si chiuda la causa civile e dall’altra parte gli allevatori (assistiti in questa lunga vertenza dagli avvocati Danilo Mattana e Alberto Sechi) rinunciano alle azioni di usucapione contro la stessa Regione. L’accordo sta nella concessione in affitto ventennale (a un prezzo ultraribassato) di trenta ettari – che sono già stati frazionati – a ciascuno dei dodici pastori. Oggi davanti al giudice ci sarà quindi la rinuncia formale di “uscita” dai terreni occupati per entrare in quelli con un contratto di locazione agraria. Due anni fa la giunta regionale aveva deciso di fare cassa vendendo beni immobili e terreni. Fra questi anche le aziende agricole di Surigheddu e Mamuntanas scatenando la protesta di agricoltori e allevatori che in quelle zone ci lavoravano da decenni. Poi lo scorso marzo la giunta ha autorizzato l’assessorato agli Enti locali a procedere alla stesura di un contratto di affitto per 20 anni con gli agricoltori e gli allevatori che operano all’interno delle due aziende. Una decisione che, con la delibera di ieri sera, mette ufficialmente fine a un contenzioso avviato a marzo del 2016 – subito dopo l’annuncio della Regione (con tanto di denunce per pascolo abusivo) – da parte dei “residenti” che non volevano abbandonare le aziende agricole che avevano creato o ripristinato (senza autorizzazione regionale) in molti anni di lavoro. Il compendio di Surigheddu e Mamuntanas ha un’estensione complessiva di circa 1.200 ettari. Le aziende vennero acquisite nel 1986 dall’Ersat e inserite nei beni del patrimonio indisponibile della Regione. Poi furono trasferite al patrimonio disponibile e consegnate all’assessorato degli Enti locali nel 2001. Le due aziende rappresentano una storica testimonianza del tessuto agropastorale della Nurra.
Surigheddu, chiusa la vertenza

La Regione con una delibera dà mandato per terminare la causa con gli allevatori

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ALGHERO. La delibera approvata ieri in Regione chiude definitivamente una partita aperta da quarant’anni. Si parla dei terreni di Surigheddu e Mamuntanas (Alghero) e di un contenzioso civile tra allevatori “occupanti” e Regione che negli anni si è sviluppato tra sequestri, dissequestri, ricorsi e opposizioni. Il tutto mentre negli uffici sassaresi del Demanio regionale andava avanti la trattativa stragiudiziale tra Regione e allevatori: accordo sulle cifre, accordo sulle dimensioni e accordo anche sulla localizzazione degli allevamenti. Aree periferiche che permettono alla Regione di mantenere per sé, in vista della vendita, un terreno omogeneo di un migliaio di ettari.

E proprio alla vigilia dell’udienza civile (prevista per oggi) ieri in tarda sera è arrivata la delibera. In sintesi, quindi, la Regione dà mandato perché si chiuda la causa civile e dall’altra parte gli allevatori (assistiti in questa lunga vertenza dagli avvocati Danilo Mattana e Alberto Sechi) rinunciano alle azioni di usucapione contro la stessa Regione. L’accordo sta nella concessione in affitto ventennale (a un prezzo ultraribassato) di trenta ettari – che sono già stati frazionati – a ciascuno dei dodici pastori.

Oggi davanti al giudice ci sarà quindi la rinuncia formale di “uscita” dai terreni occupati per entrare in quelli con un contratto di locazione agraria.

Due anni fa la giunta regionale aveva deciso di fare cassa vendendo beni immobili e terreni. Fra questi anche le aziende agricole di Surigheddu e Mamuntanas scatenando la protesta di agricoltori e allevatori che in quelle zone ci lavoravano da decenni. Poi lo scorso marzo la giunta ha autorizzato l’assessorato agli Enti locali a procedere alla stesura di un contratto di affitto per 20 anni con gli agricoltori e gli allevatori che operano all’interno delle due aziende. Una decisione che, con la delibera di ieri sera, mette ufficialmente fine a un contenzioso avviato a marzo del 2016 – subito dopo l’annuncio della Regione (con tanto di denunce per pascolo abusivo) – da parte dei “residenti” che non volevano abbandonare le aziende agricole che avevano creato o ripristinato (senza autorizzazione regionale) in molti anni di lavoro.

Il compendio di Surigheddu e Mamuntanas ha un’estensione complessiva di circa 1.200 ettari. Le aziende vennero acquisite nel 1986 dall’Ersat e inserite nei beni del patrimonio indisponibile della Regione. Poi furono trasferite al patrimonio disponibile e consegnate all’assessorato degli Enti locali nel 2001. Le due aziende rappresentano una storica testimonianza del tessuto agropastorale della Nurra.



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