La Nuova Sardegna

Via alla raccolta fondi per le dune di Su Giudeu

Via alla raccolta fondi per le dune di Su Giudeu

Deliperi: «Siamo su tutti i media, ma a difenderci dalla speculazione doveva essere la Conservatoria»

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Si fa sul serio, la raccolta dei fondi per perfezionare l’acquisto dei venti ettari di dune a Su Giudeu, sulla costa di Chia, è ufficialmente aperta. Stefano Deliperi e il suo Grig, promotori di un’iniziativa-crack che ha trovato eco in quasi tutti i media nazionali e presto internazionali, è convinto di chiudere l’operazione nel giro di una quarantina di giorni, forse meno: «Abbiamo firmato il preliminare e versato una caparra di trentamila euro - fa i conti Deliperi - e le offerte stanno già arrivando. Nel giro di pochi giorni apriremo anche su Facebook, ormai siamo partiti». C’è un bellissimo video firmato da Roberto Malizia, è uscito sulla pagina facebook dell’artista e nelle prossime ore sul sito del Grig: «Racconta in meno di due minuti la Sardegna che vogliamo difendere dalla speculazione - avverte Deliperi - il messaggio è lanciato». Ma non è solo un messaggio: l’acquisto dell’area ereditata da privati da parte dell’associazione ecologista contiene anche la denuncia di un pericolo reale: «Sappiamo che fondi di investimento arabi hanno incontrato proprietari locali, nella zona di Chia, e hanno offerto cifre consistenti per acquistare terre pregiatissime». Su Giudeu, come l’intera area di Chia, è classificata H1, quindi zona di salvaguardia. A proteggere spiagge e dune dal cemento a cinque stelle ci sono il Piano paesaggistico e la legge Galasso, ma il timore degli ecologisti è rivolto al futuro e anche al presente: «Quanto accadrà più avanti, fra qualche anno, considerati i recenti tentativi falliti della giunta Pigliaru, è tutto da vedere - osserva Deliperi - intanto c’è chi recinta le spiagge per feste private, per farne location di spot pubblicitari e turistici, per poi magari recuperare le volumetrie all’interno. Il rischio c’è ed è reale». A difendere le spiagge acquistandole doveva essere la Conservatoria delle coste, che sull’esempio francese era nata sotto la legislatura Soru: «E’ stata un ottima idea rimasta tale - sospira il leader del Grig - ed è un vero peccato, era la soluzione giusta per prevenire e arginare qualsiasi speculazione». L’associazione di Deliperi non ha certo le risorse della Regione, sul piano fondamentale della comunicazione però il colpo messo a segno in queste ore rappresenta un successo straordinario, che i media hanno colto in pieno: «Sì, siamo usciti dappertutto – sorride Deliperi - ma il nostro vero interesse è custodire la ricchezza della Sardegna, l’ambiente e il paesaggio, perché possano goderne i nostri figli, nipoti e discendenti. E’ una lotta dura, perché la speculazione ha sempre più mezzi e non disdegna di usarli. Su quella costa abbiamo visto cosa è accaduto a Tuerredda e che cosa sarebbe accaduto se la Sitas non fosse stata fermata. A Su Giudeu siamo riusciti ad arrivare prima, l’area è intatta. Grazie a questa iniziativa adesso è all’attenzione di tutta Italia e tutti sanno che ci sono sardi decisi a difendere il proprio patrimonio naturale». (m.l)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative