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Moby, bond nel mirino dei fondi speculativi

Moby, bond nel mirino dei fondi speculativi

Gli hedge fund puntano l’obbligazione quotata in Lussemburgo della società della famiglia Onorato

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SASSARI. I fondi speculativi avrebbero messo gli occhi sui bond emessi dal gruppo Moby della famiglia Onorato. Secondo il Sole 24 Ore, l’obbligazione della società quotata in Lussemburgo– che vale 300 milioni – è finita nel mirino di hedge fund (i fondi speculativi) e dei fondi alternativi. Secondo il quotidiano finanziario gli speculatori non avrebbero puntato solo il bond da 300 milioni, che scade nel 2023, ma anche gli oltre 200 milioni di debiti maturati verso lo Stato dopo l’acquisizione di Tirrenia, dove figura anche un’esposizione bancaria in cui il principale creditore sarebbe Unicredit. Per ridisegnare l’architettura societaria, dunque, sarebbe al lavoro la banca d’affari Goldman Sachs. Ad aggiungere incertezza sul futuro del gruppo ci sarebbe anche l’osservazione interessata delle agenzie di rating: Standard & Poor’s ha tagliato il rating da B a CCC+ basandosi sulla possibilità che la struttura del capitale sia insostenibile. L’agenzia di rating sostiene che Moby “corra il rischio” di non rispettare i parametri finanziari sul debito prima delle scadenze di fine 2018 e di giugno 2019 se non decidesse di adottare contromisure “tempestive”, e l’unica via d’uscita sarebbe la vendita di qualche nave. Ma c’è anche un altro scoglio da superare perché S&P punta il dito su un possibile deficit di liquidità che si verificherebbe se l’Ue decidesse di imporre una multa per aiuti di Stato illegali alla controllate Tirrenia- Cin e Tolemar, che ogni hanno ricevono 87 milioni di sussidi per il mantenimento delle rotte in perdita. Le perplessità di Standard & Poor’s sarebbero condivise da un’altra agenzia di rating, Moody’s, che ha espresso incertezza. I dubbi delle agenzie non preoccupano, ovviamente, i fondi speculativi che invece sembrano aver fiutato un affare promettente. Gli hedge fund avrebbero inquadrato al centro del radar il bond emesso da Moby, che vale 48 centesimi, circa la metà di quando è stato emesso e, spiega il Sole 24 Ore, lo avrebbero acquistato sul mercato secondario. Secondo la Borsa del Lussemburgo, che ha pubblicato un prospetto sul suo sito, “il rimborso dell’obbligazione ha la precedenza su tutti gli altri debiti, anche quelli statali”. E a garanzia del bond c’è invece il valore della flotta che è stato quantificato in circa un miliardo di euro. Insomma, lo scenario disegnato dal quotidiano finanziario non è molto rassicurante per la famiglia Onorato che deve anche gestire la concorrenza del gruppo Girmaldi, sia sul fronte del trasporto passeggeri sia su quello del trasporto merci, ma anche, e forse soprattutto, quello del rincaro dei carburanti che se nei primi nove mesi del 2017 costava 136 milioni, nel 2018 è salito fino a raggiungere quota 164 milioni. Un’impennata che ha provocato una perdita di 12,7 milioni nei primi nove mesi dell’anno quando, nello stesso periodo del 2017, era stato registrato un utile di 39,6 milioni.

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