Gli ispettori dell’Antitrust nella sede di Abbanoa
di Mauro Lissia
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Il dg di Abbanoa Sandro MurtasNuova ipotesi di pratiche scorrette contro gli utenti dopo la sanzione di 650mila euro inflitta nel 2017
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CAGLIARI. Gli ispettori dell’Antitrust sono tornati alla sede regionale di Abbanoa per acquisire documenti e informazioni dopo che alcuni utenti e rappresentanti degli utenti hanno segnalato ancora una volta presunte pratiche commerciali scorrette da parte della società in house della Regione, concessionaria del servizio idrico sardo. Nell’arco di una giornata di lavoro i funzionari hanno acquisito 1400 documenti - come ha confermato alla Nuova Sardegna il direttore generale di Abbanoa Sandro Murtas, appena rinominato per altri quattro anni - che riguardano pratiche di allacci idrici, perdite occulte e pagamenti in prescrizione. A guidare gli ispettori dell’Autorithy era Maria Laura Altavista, la stessa dirigente che il 22 ottobre 2014 aveva aperto il primo procedimento per pratiche commerciali scorrette seguito dalla sanzione di un milione e 100 mila euro a carico della società regionale, poi ridotto a 680 mila euro dopo il ricorso al Consiglio di Stato. Stavolta le presunte irregolarità segnalate dagli utenti riguardano - secondo quanto ha spiegato Murtas - le richieste di allaccio individuali presentate da utenti che vivono in condominii, il trattamento delle perdite occulte denunciate da cittadini che ricevono bollette inspiegabili per consumi a volte impossibili e il saldo di fatture ormai prescritte, un tema quest’ultimo da sempre al centro del contenzioso fra Abbanoa e i suoi clienti. Secondo le segnalazioni la società diretta da Murtas sarebbe andata fuori dalle regole commerciali e l’intervento dell’Antitrust sembrerebbe confermare come qualcosa non quadri. Il procedimento avviato con l’ispezione di ieri andrà avanti per alcuni mesi in cui Abbanoa dovrà difendere la propria posizione. Il direttore generale ha annunciato che i tecnici della sede di viale Diaz elaboreranno nei prossimi giorni una copia completa del database in uso agli uffici e la consegneranno all’Antitrust per ragioni di trasparenza.
Anche quattro anni fa gli interrogativi di partenza erano stati tre, basati sulle segnalazioni formali ricevute dall’Antitrust. Ma conclusa la prima fase del procedimento la funzionaria ne propose di sua iniziativa altri diciotto, tutti riferiti a criticità nelle pratiche commerciali gestite dalla società pubblica. L’elenco delle richieste di informazioni fu lunghissimo: l’ispettrice mise l’accento e chiese chiarimenti fra l’altro sulle modalità con cui gli utenti vennero informati delle condizioni contrattuali al momento in cui Abbanoa subentrò ai precedenti gestori, sollecitando una «documentazione scritta da cui si evincano i criteri, le modalità e la tempistica seguiti nella fatturazione e come gli stessi vengono resi comprensibili agli utenti nei documenti di fatturazione». Stavolta i rilievi sembrano riferiti a situazioni molto più recenti, sulle quali Abbanoa dovrà fornire spiegazioni.
Anche quattro anni fa gli interrogativi di partenza erano stati tre, basati sulle segnalazioni formali ricevute dall’Antitrust. Ma conclusa la prima fase del procedimento la funzionaria ne propose di sua iniziativa altri diciotto, tutti riferiti a criticità nelle pratiche commerciali gestite dalla società pubblica. L’elenco delle richieste di informazioni fu lunghissimo: l’ispettrice mise l’accento e chiese chiarimenti fra l’altro sulle modalità con cui gli utenti vennero informati delle condizioni contrattuali al momento in cui Abbanoa subentrò ai precedenti gestori, sollecitando una «documentazione scritta da cui si evincano i criteri, le modalità e la tempistica seguiti nella fatturazione e come gli stessi vengono resi comprensibili agli utenti nei documenti di fatturazione». Stavolta i rilievi sembrano riferiti a situazioni molto più recenti, sulle quali Abbanoa dovrà fornire spiegazioni.
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