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Moby Prince, verso una nuova inchiesta

Moby Prince, verso una nuova inchiesta

La procura di Livorno ha riaperto le indagini sulla strage del 1991. Soddisfatti i familiari delle vittime

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SASSARI. L’inchiesta sulla tragedia della Moby Prince verso la riapertura. La Procura di Livorno ha acquisito la relazione finale della Commissione parlamentare d’inchiesta e sembra intenzionata a riaccendere i fari sulla strage del 10 aprile 1991 in cui persero la vita 140 persone dirette a Olbia. A darne notizia Luchino Chessa e Loris Rispoli, presidente delle due associazioni dei familiari delle vittime, che proprio nei giorni scorsi hanno avuto un incontro con il procuratore capo Ettore Squillace Greco e la sostituta Sabrina Carmazzi. Un faccia a faccia che ha soddisfatto Chessa e Rispoli, che da oltre 27 anni portano avanti la battaglia per fare piena luce su quanto accaduto la notte del 10 aprile 1991 al porto di Livorno.

Una campagna per la verità che ha portato nella passata legislatura all’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare presieduta dal Pd Silvio Lai. «È passato quasi un anno dalla fine dei lavori – dicono Chessa, figlio del comandante della Moby Prince, Ugo Chessa, e Rispoli, la cui sorella Liana lavorava nella boutique del traghetto –. La Commissione ha lavorato senza interruzione per due anni e le conclusioni hanno ribaltato le verità scaturite dalle inchieste giudiziarie e dai processi, mettendo in evidenza circostanze mai emerse prima quali l’assenza di nebbia, un ancoraggio della petroliera diverso da quello riportato nelle carte processuali, una rotta della Moby Prince che ha subito una turbativa, una sopravvivenza a bordo del traghetto ben oltre i 30 minuti in totale assenza di soccorsi. Dubbi sulla rotta della petroliera prima del suo arrivo a Livorno e sul materiale da esso trasportato, gli strani accordi tra le compagnie assicurative dopo due mesi dalla tragedia sono aspetti emersi nelle indagini della Commissione, ma rimangono alcuni punti che non sono stati analizzati, come cosa ha portato il traghetto in collisione. In questo ultimo anno come familiari delle vittime ci siamo chiesti più volte se gli atti della Commissione di inchiesta fossero stati trasmessi alle Procure di Livorno e Roma e se le Procure stesse avessero aperto fascicoli in tale senso».

Proprio per avere risposte i presidenti delle associazioni hanno chiesto un incontro con il procuratore di Livorno, alla presenza degli avvocati Stefano Taddia e Carlo Melis-Costa. «Da questo incontro del 17 dicembre è emerso che la procura di Livorno ha richiesto la relazione conclusiva ancora prima della pubblicazione. Inoltre, dal colloquio, dai toni giustamente riservati – sottolineano – è emerso che le indagini, con tutta probabilità, verranno o sono già state riaperte, anche al fine di verificare ipotesi di reato ancora perseguibili. Come familiari delle vittime non possiamo che plaudire per la posizione del procuratore Squillace Greco che consideriamo un evidente e concreto passo in avanti, nella speranza per fare piena luce su quello che è accaduto la notte del 10 aprile, in attesa di avere giustizia per la sofferenza e la morte orrenda che hanno avuto i nostri cari».

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