Nessun corpo nel furgone «Esperanza è stata rapita»
di Luciano Onnis ; w
I rilievi della polizia hanno escluso la presenza della bimba durante l’incendio Il padre cambia versione e accusa un gruppo di romeni di averla sequestrata
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CAGLIARI . Il giallo non ha ancora una soluzione: della bambina rom di un anno e mezzo scomparsa nell’incendio (o prima) del furgone-camper in cui viveva con genitori e quattro fratellini, non c’è traccia. La polizia attende l’esito delle analisi della Scientifica sui resti del Ducato completamente bruciato per dare alle indagini un indirizzo preciso. Secondo i riscontri degli specialisti non c’è traccia di resti umani, neppure carbonizzati. Però dai campioni di cenere prelevati all’interno si attende una risposta: c’è la presenza di elementi biologici umani che possano ricondurre a un eventuale Dna? Se così non sarà – servono diversi giorni per un responso tecnico –, allora le piste si ridurrebbero a due. La prima è che i genitori non abbiano raccontato la verità e che possa essere successa precedentemente qualcosa che li ha portati a mentire, oppure che la bimba sia vittima di un rapimento. I genitori, Slavko e Dragana, entrambi 28enni, che inizialmente avevano sostenuto che la loro Esperanza dormiva dentro il furgone quando è scoppiato l’incendio, adesso hanno virato sul rapimento. Un’ipotesi che tiene in vita la bimba scomparsa e potrebbe essere resa plausibile da problemi che il giovane genitore rom avrebbe avuto con un gruppo di nomadi rumeni per via di uno sgarbo nei confronti di qualcuno di loro da parte di Slavko, che sarebbe stato pesantemente minacciato. «Si sentono vittime del rapimento della loro figlioletta», ha dichiarato a l’avvocato Daniele Condemi che sta seguendo il caso su incarico del grande capo famiglia Dragan, congiunto dei genitori della bimba. La pista calda sarebbe quindi il rapimento. Dalla questura trapela solamente che nel furgone bruciato non è stata trovata traccia di resti umani. Quindi la bimba, quando è scoppiato l’incendio (domenica 23 dicembre alle 19,30) non dormiva all’interno, contrariamente a quanto urlato dal padre ai vigili del fuoco accorsi per spegnere il rogo. I genitori e gli altri quattro figli (il più grande 6 anni, il più piccolo due mesi) erano invece usciti per fare una passeggiata nel villaggio dei pescatori, a Giorgino, dove erano accampati con il furgone dopo lo sgombero del campo rom sulla statale 554. Improvviso l’incendio del mezzo causato dal surriscaldamento di un cavo usato per collegare la batteria a un televisore e a una lampada, che ha causato l’esplosione di una bombola di gas. “Lei è lì dentro”, aveva urlato il padre. Per fortuna, così non sembra essere.
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