Incidente diplomatico tra premier e governatore
Stallo tra le delegazioni. Per ora non è previsto un faccia a faccia Solinas-Conte Appello dei sindacati per avere un colloquio con il presidente del Consiglio
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CAGLIARI. A ventiquattr’ore dall’arrivo a Cagliari del premier Giuseppe Conte sarebbe scoppiato un incidente diplomatico fra Palazzo Chigi e Villa Devoto, la sede ufficiale del governatore Christian Solinas. Il motivo dello scontro, neanche troppo sotto traccia, sarebbe questo: per ora nell’agenda della presidente del Consiglio dei ministri, invitato domani al convegno dell’associazione «Mediatori del Mediterraneo», non ci sarebbe lo spazio per un incontro istituzionale con la Regione. O comunque non ci sarebbero stati finora contatti fra i due staff per capire se un vertice possa essere organizzato. Tra l’altro la situazione addirittura si sarebbe ingarbugliata ancor di più in queste ultime ore. Indiscrezioni accennano a una sorta di contrapposizione fra l’entourage dei due presidenti su chi debba fare il primo passo per uscire dallo stallo. C’è poi un secondo aspetto: anche i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno sollecitato un incontro per discutere della Vertenza Sardegna e sono in attesa di una risposta.
Il programma. Palazzo Chigi l’ha diffuso la settimana scorsa e per ora gli appuntamenti sono soltanto due. Salvo ripensamenti, visto che circola un’indiscrezione su un suo possibile arrivo oggi in tardissima serata, domani alle 11.30 Conte atterrà all’aeroporto di Cagliari. In pista dovrebbe essere accolto dal prefetto e da altre autorità, ma non dal governatore Solinas. Perché? Perché finora a Villa Devoto non sarebbero arrivate comunicazioni ufficiali dell’ormai sicura visita, anche se da Roma avrebbero ribattuto: «Non è una missione di Stato, ma un impegno personale del presidente Conte». E infatti, a mezzogiorno, nella sala consiliare del Palazzo Viceregio, il premier parteciperà al convegno «Percorsi mediterranei di mediazione della pace». È organizzato dalla facoltà di giurisprudenza e lì è atteso un suo intervento. Non tanto come premier, bensì come docente universitario di diritto civile a Firenze, con il programma ufficiale che fa sapere: svolgerà una relazione sulla «Responsabilità sociale dell’impresa all’interno delle crisi». È un tema – sottolinea l’Università di Cagliari – su cui «il professor Conte ha pubblicato un recente lavoro scientifico» e quindi è un esperto. Al termine della relazione, Conte sarà insignito anche del titolo di «Mediatore mediterraneo 2019». Gli sarà consegnato da Carlo Pilia, docente di diritto privato a Cagliari e responsabile scientifico del convegno, con questa motivazione: «Per aver svolto magistralmente il ruolo di mediatore tra e per gli italiani».
Pausa pranzo. Il buffet, alle 13.30, è stato organizzato dalla Prefettura sempre nelle sale del Viceregio, ma la lista degli invitati (o degli ammessi) non è stata comunicata. Poi, alle 14, sarà sempre il premier a coordinare la riunione del «Tavolo per il contratto di sviluppo della area cagliaritana». È lo stesso che Conte annunciò l’11 febbraio, giorno della sua prima e finora unica missione in Sardegna, per il rilancio dell’economia «grazie ai progetti presentati dalle imprese e al contributo di Invitalia, l’agenzia per lo sviluppo del Governo».E sarebbe stato proprio questo secondo appuntamento, non più personale ma istituzionale, ad aver indispettito la Regione. Alla fine del Tavolo, alle 16.30, il corteo presidenziale è atteso all’aeroporto per il rientro a Roma.
Rapporti tesi. Dopo il cambio di casacca – dal governo gialloverde con la Lega a quello giallorosso col Pd – il dialogo fra Palazzo Chigi e Villa Devoto non sarebbe più come quello di alcuni mesi fa. Senza più la presenza del Carroccio al Governo, qualcosa sarebbe cambiato nelle relazioni con la Giunta a trazione leghista. Almeno così pare e infatti la Regione – sostengono ambienti vicini al governatore – non sarebbe stata messa al corrente del viaggio a Cagliari e neanche le sarebbe stata data la possibilità di organizzare un faccia faccia fra i presidenti per discutere, in separata sede, della Vertenza Sardegna, dagli accantonamenti all’insularità. Per questo, sempre dalle parti della Regione, in queste ore non sarebbero mancati gli accenni a un «evidente sgarbo istituzionale». Anche se le rispettive diplomazie sarebbero al lavoro per ricucire lo strappo, ma non è detto ci riescano.
I sindacati in attesa. Finora a essere esclusi dall’agenda del premier sono stati anche i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil. Però l’altra mattina Michele Carrus, Gavino Carta e Francesca Ticca, attraverso la prefettura, hanno inviato una richiesta a Palazzo Chigi. «Vorremmo illustrare al presidente – si legge – i timori per lo sviluppo futuro e la coesione sociale e territoriale della nostra terra. Sono gli stessi che preoccupano lavoratori, disoccupati, pensionati, giovani e donne. Vorremmo consegnare al premier un dossier sulla Sardegna: chiediamo di essere convocati». Ma per ora anche loro sono in lista d’attesa. (ua)
Il programma. Palazzo Chigi l’ha diffuso la settimana scorsa e per ora gli appuntamenti sono soltanto due. Salvo ripensamenti, visto che circola un’indiscrezione su un suo possibile arrivo oggi in tardissima serata, domani alle 11.30 Conte atterrà all’aeroporto di Cagliari. In pista dovrebbe essere accolto dal prefetto e da altre autorità, ma non dal governatore Solinas. Perché? Perché finora a Villa Devoto non sarebbero arrivate comunicazioni ufficiali dell’ormai sicura visita, anche se da Roma avrebbero ribattuto: «Non è una missione di Stato, ma un impegno personale del presidente Conte». E infatti, a mezzogiorno, nella sala consiliare del Palazzo Viceregio, il premier parteciperà al convegno «Percorsi mediterranei di mediazione della pace». È organizzato dalla facoltà di giurisprudenza e lì è atteso un suo intervento. Non tanto come premier, bensì come docente universitario di diritto civile a Firenze, con il programma ufficiale che fa sapere: svolgerà una relazione sulla «Responsabilità sociale dell’impresa all’interno delle crisi». È un tema – sottolinea l’Università di Cagliari – su cui «il professor Conte ha pubblicato un recente lavoro scientifico» e quindi è un esperto. Al termine della relazione, Conte sarà insignito anche del titolo di «Mediatore mediterraneo 2019». Gli sarà consegnato da Carlo Pilia, docente di diritto privato a Cagliari e responsabile scientifico del convegno, con questa motivazione: «Per aver svolto magistralmente il ruolo di mediatore tra e per gli italiani».
Pausa pranzo. Il buffet, alle 13.30, è stato organizzato dalla Prefettura sempre nelle sale del Viceregio, ma la lista degli invitati (o degli ammessi) non è stata comunicata. Poi, alle 14, sarà sempre il premier a coordinare la riunione del «Tavolo per il contratto di sviluppo della area cagliaritana». È lo stesso che Conte annunciò l’11 febbraio, giorno della sua prima e finora unica missione in Sardegna, per il rilancio dell’economia «grazie ai progetti presentati dalle imprese e al contributo di Invitalia, l’agenzia per lo sviluppo del Governo».E sarebbe stato proprio questo secondo appuntamento, non più personale ma istituzionale, ad aver indispettito la Regione. Alla fine del Tavolo, alle 16.30, il corteo presidenziale è atteso all’aeroporto per il rientro a Roma.
Rapporti tesi. Dopo il cambio di casacca – dal governo gialloverde con la Lega a quello giallorosso col Pd – il dialogo fra Palazzo Chigi e Villa Devoto non sarebbe più come quello di alcuni mesi fa. Senza più la presenza del Carroccio al Governo, qualcosa sarebbe cambiato nelle relazioni con la Giunta a trazione leghista. Almeno così pare e infatti la Regione – sostengono ambienti vicini al governatore – non sarebbe stata messa al corrente del viaggio a Cagliari e neanche le sarebbe stata data la possibilità di organizzare un faccia faccia fra i presidenti per discutere, in separata sede, della Vertenza Sardegna, dagli accantonamenti all’insularità. Per questo, sempre dalle parti della Regione, in queste ore non sarebbero mancati gli accenni a un «evidente sgarbo istituzionale». Anche se le rispettive diplomazie sarebbero al lavoro per ricucire lo strappo, ma non è detto ci riescano.
I sindacati in attesa. Finora a essere esclusi dall’agenda del premier sono stati anche i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil. Però l’altra mattina Michele Carrus, Gavino Carta e Francesca Ticca, attraverso la prefettura, hanno inviato una richiesta a Palazzo Chigi. «Vorremmo illustrare al presidente – si legge – i timori per lo sviluppo futuro e la coesione sociale e territoriale della nostra terra. Sono gli stessi che preoccupano lavoratori, disoccupati, pensionati, giovani e donne. Vorremmo consegnare al premier un dossier sulla Sardegna: chiediamo di essere convocati». Ma per ora anche loro sono in lista d’attesa. (ua)
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