La seconda vita delle cozze dai gusci gioielli e concimi
di Giandomenico Mele
Olbia, il progetto PrismaMed prevede il riuso anche delle arselle e delle ostriche Finanziato dall’Ue, sarà in mostra alla Fiera dell’economia circolare di Bruxelles
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OLBIA. Collane, orecchini e piastrelle. Ma anche una polvere da usare in agricoltura come correttore del Ph del terreno per la coltivazione degli ortaggi. Anche l’oro nero di Olbia scopre l’economia circolare. Le cozze diventano parte del processo di riuso, con i loro gusci e quelli di altri molluschi che possono essere triturati e da rifiuto diventano elemento di un nuovo ciclo produttivo. Il progetto Interreg marittimo Italia-Francia, P.ri.s.ma.Med - Piano rifiuti e scarti in mare di pesca, acquacoltura e diporto nel Mediterraneo - si occuperà, dunque, di promuovere un’azione sperimentale per il riutilizzo delle polveri da macinatura dei gusci di cozze, arselle ed ostriche. Una operazione tipica della nuova sensibilità ambientale contro l’abbandono dei rifiuti, in questo caso in mare, che vede coinvolti il Flag e la Coldiretti Nord Sardegna, l’istituto Amsicora, nella sua duplice veste agraria e professionale, sulla base di un’idea lanciata tre anni fa da alcuni suoi studenti e che punta alla valorizzazione di questo speciale rifiuto.
Collane e ph. Il procedimento consiste nel triturare i gusci delle cozze e degli altri molluschi direttamente nello stabulario di un’azienda di mitilicoltura olbiese. I gusci diventano rifiuti nel momento in cui arrivano a terra, in quanto scarti di lavorazione. Lavorati direttamente nello stabulario, invece, con il permesso dell’azienda sanitaria di Olbia, possono essere considerati sottoprodotti di origine animale. Questo è il primo e decisivo passaggio burocratico per procedere alla triturazione. I resti vengono così introdotti in contenitori e portati all’istituto Amsicora, dove attraverso l’uso di una stampante tridimensionale e un calco in silicone, i gusci triturati, mischiati a una speciale miscela di resina, diventano la base per creare piastrelle, collane, orecchini ed altra oggettistica. Un uso sperimentale che rappresenta solo una delle possibili varianti, visto che nella Penisola i gusci dei molluschi sono diventati la base, per esempio, per creare speciali barriere contro l’erosione delle spiagge. L’Ipia di Olbia procederà dunque alla creazione di questi manufatti senza paura che i residui organici rilascino sugli oggetti un odore poco gradevole. I gusci delle cozze, infatti, vengono trattati prima della lavorazione, spruzzando sopra un prodotto antibatterico che annulla eventuali residui di materia organica. Le polveri ottenute dalla stessa triturazione, poi, vengono usate nei terreni per ridurne il tasso di acidità, sia attraverso l’uso scolastico degli studenti dell’Ipaa di via Loiri ad Olbia, sia per le eccedenze attraverso un accordo con la Coldiretti Nord Sardegna.
Prismamed a Bruxelles. Il progetto, finanziato dall’Unione europea, sarà protagonista della Fiera dell’Economia circolare, che si svolgerà a Bruxelles dal 2 al 4 dicembre prossimi. Il Flag Nord Sardegna e tutti i partner presenteranno l’iniziativa di fronte a una platea estremamente qualificata. Un aspetto decisivo del progetto sta poi nel coinvolgimento diretto delle scuole. L’istituto professionale Amsicora di Olbia è, infatti, ideatore, partner ed utilizzatore finale dei gusci di cozze triturati, con la decisiva opera di coordinamento del Flag Nord Sardegna. Il programma, che si basa sulla cooperazione transfrontaliera tra Sardegna, Corsica, Liguria e Toscana, con l’obiettivo di innovare la governance e la gestione integrata di rifiuti e scarti provenienti dalla blue economy, si svolgerà in due tempi: il primo coinvolgerà il Parco dell’Asinara per il recupero dei rifiuti liquidi dalle imbarcazioni da diporto; il secondo, appunto, il territorio olbiese e gli studenti. Il progetto è stato presentato ieri nell’aula magna dell’istituto Amsicora ad Olbia alla presenza del presidente del Flag Sardegna, Benedetto Sechi e il direttore tecnico, Mauro Monaco. Con loro il preside della scuola professionale, Gianluca Corda e il direttore della Coldiretti nord Sardegna, Ermanno Mazzetti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Collane e ph. Il procedimento consiste nel triturare i gusci delle cozze e degli altri molluschi direttamente nello stabulario di un’azienda di mitilicoltura olbiese. I gusci diventano rifiuti nel momento in cui arrivano a terra, in quanto scarti di lavorazione. Lavorati direttamente nello stabulario, invece, con il permesso dell’azienda sanitaria di Olbia, possono essere considerati sottoprodotti di origine animale. Questo è il primo e decisivo passaggio burocratico per procedere alla triturazione. I resti vengono così introdotti in contenitori e portati all’istituto Amsicora, dove attraverso l’uso di una stampante tridimensionale e un calco in silicone, i gusci triturati, mischiati a una speciale miscela di resina, diventano la base per creare piastrelle, collane, orecchini ed altra oggettistica. Un uso sperimentale che rappresenta solo una delle possibili varianti, visto che nella Penisola i gusci dei molluschi sono diventati la base, per esempio, per creare speciali barriere contro l’erosione delle spiagge. L’Ipia di Olbia procederà dunque alla creazione di questi manufatti senza paura che i residui organici rilascino sugli oggetti un odore poco gradevole. I gusci delle cozze, infatti, vengono trattati prima della lavorazione, spruzzando sopra un prodotto antibatterico che annulla eventuali residui di materia organica. Le polveri ottenute dalla stessa triturazione, poi, vengono usate nei terreni per ridurne il tasso di acidità, sia attraverso l’uso scolastico degli studenti dell’Ipaa di via Loiri ad Olbia, sia per le eccedenze attraverso un accordo con la Coldiretti Nord Sardegna.
Prismamed a Bruxelles. Il progetto, finanziato dall’Unione europea, sarà protagonista della Fiera dell’Economia circolare, che si svolgerà a Bruxelles dal 2 al 4 dicembre prossimi. Il Flag Nord Sardegna e tutti i partner presenteranno l’iniziativa di fronte a una platea estremamente qualificata. Un aspetto decisivo del progetto sta poi nel coinvolgimento diretto delle scuole. L’istituto professionale Amsicora di Olbia è, infatti, ideatore, partner ed utilizzatore finale dei gusci di cozze triturati, con la decisiva opera di coordinamento del Flag Nord Sardegna. Il programma, che si basa sulla cooperazione transfrontaliera tra Sardegna, Corsica, Liguria e Toscana, con l’obiettivo di innovare la governance e la gestione integrata di rifiuti e scarti provenienti dalla blue economy, si svolgerà in due tempi: il primo coinvolgerà il Parco dell’Asinara per il recupero dei rifiuti liquidi dalle imbarcazioni da diporto; il secondo, appunto, il territorio olbiese e gli studenti. Il progetto è stato presentato ieri nell’aula magna dell’istituto Amsicora ad Olbia alla presenza del presidente del Flag Sardegna, Benedetto Sechi e il direttore tecnico, Mauro Monaco. Con loro il preside della scuola professionale, Gianluca Corda e il direttore della Coldiretti nord Sardegna, Ermanno Mazzetti.
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