cagliari
Malattie animali, summit nell’isola
Previsto il confronto sull’importanza dei Big Data nella prevenzione
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CAGLIARI. Oggi e domani i più accreditati studiosi di malattie animali si riuniranno a Cagliari per fare il punto sulle evoluzioni e il diffondersi delle epidemie che negli ultimi anni, anche in seguito ai cambiamenti climatici e ambientali e all’aumento di scambi di merci fra paesi lontani, ha portato la sanità animale a scontrarsi con fenomeni nuovi e più aggressivi. La risposta innovativa del mondo scientifico, alla luce di numerosi studi e ricerche, punta sulla raccolta e la condivisione dei dati: i Big data che grazie alle nuove tecnologie informatiche possono essere incrociati confrontati per individuare le criticità prima che diventino ingovernabili. L’intreccio dei dati sanitari con quelli ambientali, metereologici e socioeconomici può assicurare, secondo gli organizzatori della due giorni di studi, il miglioramento delle produzioni animali e alti standard sul benessere degli animali. Il convegno è organizzato dall’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna in collaborazione con il ministero della Salute e con l’organizzazione intergovernativa responsabile del miglioramento della Sanità Animale nel mondo, l’Oie. Ad affollare le sale del T-Hotel di Cagliari saranno, oltre alla direttrice generale dell’Oie, Monique Eloit, e al direttore generale dei servizi veterinari del ministero della Salute, Silvio Borrello, circa 150 studiosi provenienti da 25 Paesi soprattutto dell’area mediterranea: dal nord Africa al Medio Oriente passando per l’Europa. La Sardegna, da parte sua, interverrà con il direttore generale dell’Izs, Alberto Laddomada, sulla Peste suina africana, e Sandro Rolesu, dell’Osservatorio epidemiologico veterinario regionale.
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