Orani, ecco il sogno di Nivola: il paese si tinge di bianco
di Paolo Merlini
Il Comune porta avanti il progetto “Pergola” pensato dal grande artista
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INVIATO A ORANI. Non è proprio il “Pergola Village”sognato da Costantino Nivola, che nel 1953 pubblicò il progetto sulla rivista americana di industrial design Interiors: un piccolo paesino mediterraneo con i muri esterni delle case affrescati con il bianco della calce, a eccezione dello zoccolo color blu oltremare, unite tra loro da un pergolato dove crescono rigogliose e rassicuranti innumerevoli piante di vite. Non è proprio quel progetto, forse irrealizzabile perché appunto un sogno del grande artista, ma è un primo, importante passo nel recupero del centro storico quello che l’amministrazione comunale di Orani sta realizzando in questi giorni. Lo fa in un luogo simbolico del centro storico, Su Postu per gli oranesi, piazza Mazzini per tutti gli altri, come a dire il luogo per eccellenza – pur nella marginalità che negli ultimi anni ha rivestito nel tessuto urbanistico del paese – visto che ogni anno a Pasqua è qui che si svolge il rito di S’Incontru, l’incontro tra le due processioni di fedeli con le statue della Madonna e del Cristo.
Il ruolo del museo. “The Pergola Village”diventa realtà grazie al progetto Geoartnet presentato qualche anno fa alla Regione, che lo ha finanziato con due milioni di euro, dall’amministrazione comunale guidata da Antonio Fadda, economista prestato alla politica e sindaco dal 2016. Un progetto dove cultura, innovazione e recupero del centro storico si intrecciano sotto la supervisione scientifica della Fondazione Nivola, che qui gestisce il museo dedicato al grande artista oranese scomparso a New York nel 1988. Per cominciare, il Comune ha destinato 200mila euro per affrescare di un bianco candido i muri esterni di trenta abitazioni del centro storico. Per metà di queste, le case affacciate nella piazzetta di Su Postu, le spese per rifare le facciate sono interamente a carico del Comune, che ha deciso di procedere d’imperio, quali che fossero le volontà dei proprietari (erano tutti d’accordo, per la cronaca). Per le altre 15, sparse nei vicoli a poca distanza, i proprietari hanno partecipato a un bando che prevede un contributo pubblico a fondo perduto sino al 60 per cento. Unica condizione: le facciate devono essere bianche, lo zoccolo dei muri blu oltremare. «Il gradimento degli oranesi è andato oltre le aspettative – dice il sindaco – al punto che ci adopereremo in ogni modo per estenderlo ad altre abitazioni e rifinanziarlo, anche con fondi nostri ».
Le speranze degli artigiani. Da notare come, in un paese gravato dalla crisi e dalla nuova emigrazione come tanti altri dell’interno, l’iniziativa stia avendo anche un ritorno economico per le imprese edili. Ma il progetto Geoartnet destinerà altri settecentomila euro a vari interventi urbanistici (dalla pavimentazione del centro storico al restauro del graffito realizzato proprio da Nivola nella facciata della chiesa di Sa Itria), così da coinvolgere i tanti artigiani locali, considerati tra i migliori della Barbagia, specialisti nella lavorazione della pietra, del ferro o del legno. Il restante milione e centomila euro servirà all’ampliamento dei servizi e del verde attorno del museo Nivola.
I nuovi emigrati. «Lo spopolamento si combatte anche così», dice il sindaco. Anche quando non è facile invertire la tendenza in un paese di 2800 abitanti, dove nascono in media venti bambini l’anno e i morti sono almeno il doppio. «La miniera di talco un tempo dava lavoro a trecento persone, oggi saranno meno di cinquanta», commenta Giuseppe Cadeddu, operaio in pensione dell’Enichem di Ottana che qui occupava almeno cento persone, uno dei beneficiari dei lavori di imbiancatura delle case di Su Postu a spese del Comune. Molti giovani lasciano il paese perlopiù per l’estero, altri scelgono di restare. Con la superstrada 389 Nuoro è molto più vicina di un tempo, ci si arriva in un quarto d’ora, e sono tanti gli oranesi che lavorano nel capoluogo e la sera fanno rientro in paese. Ma molti vorrebbero costruire il loro futuro qui, alle pendici del monte Gonare, magari proprio nel segno della cultura rappresentata da Nivola e dal suo sogno per Orani.
Il ruolo del museo. “The Pergola Village”diventa realtà grazie al progetto Geoartnet presentato qualche anno fa alla Regione, che lo ha finanziato con due milioni di euro, dall’amministrazione comunale guidata da Antonio Fadda, economista prestato alla politica e sindaco dal 2016. Un progetto dove cultura, innovazione e recupero del centro storico si intrecciano sotto la supervisione scientifica della Fondazione Nivola, che qui gestisce il museo dedicato al grande artista oranese scomparso a New York nel 1988. Per cominciare, il Comune ha destinato 200mila euro per affrescare di un bianco candido i muri esterni di trenta abitazioni del centro storico. Per metà di queste, le case affacciate nella piazzetta di Su Postu, le spese per rifare le facciate sono interamente a carico del Comune, che ha deciso di procedere d’imperio, quali che fossero le volontà dei proprietari (erano tutti d’accordo, per la cronaca). Per le altre 15, sparse nei vicoli a poca distanza, i proprietari hanno partecipato a un bando che prevede un contributo pubblico a fondo perduto sino al 60 per cento. Unica condizione: le facciate devono essere bianche, lo zoccolo dei muri blu oltremare. «Il gradimento degli oranesi è andato oltre le aspettative – dice il sindaco – al punto che ci adopereremo in ogni modo per estenderlo ad altre abitazioni e rifinanziarlo, anche con fondi nostri ».
Le speranze degli artigiani. Da notare come, in un paese gravato dalla crisi e dalla nuova emigrazione come tanti altri dell’interno, l’iniziativa stia avendo anche un ritorno economico per le imprese edili. Ma il progetto Geoartnet destinerà altri settecentomila euro a vari interventi urbanistici (dalla pavimentazione del centro storico al restauro del graffito realizzato proprio da Nivola nella facciata della chiesa di Sa Itria), così da coinvolgere i tanti artigiani locali, considerati tra i migliori della Barbagia, specialisti nella lavorazione della pietra, del ferro o del legno. Il restante milione e centomila euro servirà all’ampliamento dei servizi e del verde attorno del museo Nivola.
I nuovi emigrati. «Lo spopolamento si combatte anche così», dice il sindaco. Anche quando non è facile invertire la tendenza in un paese di 2800 abitanti, dove nascono in media venti bambini l’anno e i morti sono almeno il doppio. «La miniera di talco un tempo dava lavoro a trecento persone, oggi saranno meno di cinquanta», commenta Giuseppe Cadeddu, operaio in pensione dell’Enichem di Ottana che qui occupava almeno cento persone, uno dei beneficiari dei lavori di imbiancatura delle case di Su Postu a spese del Comune. Molti giovani lasciano il paese perlopiù per l’estero, altri scelgono di restare. Con la superstrada 389 Nuoro è molto più vicina di un tempo, ci si arriva in un quarto d’ora, e sono tanti gli oranesi che lavorano nel capoluogo e la sera fanno rientro in paese. Ma molti vorrebbero costruire il loro futuro qui, alle pendici del monte Gonare, magari proprio nel segno della cultura rappresentata da Nivola e dal suo sogno per Orani.
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