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Omicidio della prostituta, il pm chiede 26 anni

Omicidio della prostituta, il pm chiede 26 anni

Modena, l’accusato è un emigrato sardo recidivo: nel 1994 aveva ucciso una 75enne a Olbia 

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MODENA. Ventisei anni di reclusione, con il rito abbreviato. È questa la richiesta del pubblico ministero Katia Marino nei confronti di Pasquale Concas, 50enne originario di Tortolì ma emigrato in Emilia dopo aver vissuto a Osilo. L’uomo è accusato di essere l’assassino della 24enne ungherese Arietta Mata. La ragazza, che in Italia faceva la prostituta, era morta il 21 gennaio dello scorso anno, ed era stata ritrovata sulle rotaie a Gaggio, in provincia di Modena. Concas venne fermato dalla polizia di Modena quattro giorni dopo. L’emigrato viveva in Emilia dal 2015, dove lavorava come magazziniere. A incastrarlo furono le testimonianze di altre prostitute, che subito dopo il delitto raccontarono agli investigatori che la vittima era stata raggiunta da un cliente che frequentava spesso la zona. Le ragazze lo descrissero come un tipo chiuso e taciturno che arrivava a bordo di un’auto che non passava inosservata. Si trattava di una Renault Scenic che montava i cerchioni cromati e che venne ripresa dalle telecamere a circuito chiuso della zona. Pasquale Concas, aveva il vizio del gioco d’azzardo ed era un giocatore accanito di videpoker e slot, e per questo motivo era sempre alla ricerca di soldi. Al punto da rapinare la giovane ungherese, a cui aveva rubato 700 euro e un cellulare. Gli inquirenti ne sono convinti, così come il pubblico ministero. Secondo la difesa, rappresentata dagli avvocati modenesi Roberto Ricco e Marco Pellegrini, mancherebbe invece il movente e non vi sarebbero abbastanza prove a sostegno della tesi accusatoria. Concas, purtroppo, non è nuovo a episodi di questo tipo. Nel 1994 aveva ucciso una donna a Olbia, Loredana Gottardi di 75 anni, Per quel delitto era stato condannato a 28 anni e ne aveva scontato 21. A complicare ulteriormente la posizione dell’uomo c’è anche l’indagine aperta per un altro delitto, il terzo di cui è stato accusato. Secondo la Procura, infatti, sarebbe stato lui a uccidere l’avvocato civilista Elena Morandi, 56 anni, trovata morta dopo un incendio nella sua casa di via Boccabadati, a Modena, nel settembre del 2017. Il cinquantenne di Tortolì è stato ascoltato dagli inquirenti per quanto riguarda la morte dell'avvocatessa e pare che abbia confermato la sua presenza nella casa della donna, con la quale aveva una relazione, il giorno della morte, respingendo però le accuse. In un primo momento le cause della morte dell’avvocatessa erano state attribuite a un incendio, scoppiato dopo la caduta di un mozzicone di sigaretta, che poi si era propagato sino alle lenzuola - il corpo fu rinvenuto di notte. Per la squadra mobile della polizia di Modena si tratterebbe invece di un delitto: tra le ipotesi degli inquirenti quella di un innesco architettato dall'indagato per sprigionare un rogo divampato qualche ora dopo il delitto. Dunque un incendio che sarebbe servito a nascondere una morte violenta. (c.z.)

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