Il Wwf parte civile per l’aquila uccisa
di Sergio Secci
L’associazione critica: «Bonelli scomparsa per le tante uccisioni e i furti di pulli»
2 MINUTI DI LETTURA
BITTI. Il Wwf adirà le vie legali e si costituirà parte civile se si dovesse scoprire chi ha ucciso Tepilora. «Un crimine ai danni della biodiversità», così sintetizza la sua posizione l’associazione ambientalista in merito all’abbattimento di uno degli esemplari di Aquila del Bonelli trovato morto sabato scorso nelle campagne di Giba, nel Sulcis. Tepilora era una giovane femmina cui era stato attribuito il nome del parco nel quale è partito il progetto Aquila a-Life ideato per riportare in Sardegna entro il 2024 almeno 25 individui del rapace scomparso dagli anni 80, al fine di ricostituire uno stock di coppie capace di rigenerare, in maniera autonoma, una popolazione vitale nel lungo periodo.
L’associazione verde è capofila di un altro progetto in Sicilia (Life ConRaSi) e collabora con quello sardo e ha sentito il dovere di dire la sua su quello che definisce «un gravissimo atto di bracconaggio per una specie protetta interessata da un progetto di reintroduzione». Il Wwf sottolinea un aspetto: «L’Aquila di Bonelli – si legge in un comunicato – è un rapace estremamente raro e protetto, che si nutre prevalentemente di piccoli mammiferi ed uccelli, innocuo per gli allevatori perché incapace di sollevare da terra animali di grossa taglia». Ovvero, se a uccidere fosse stato un pastore, saremmo di fronte a un atto incivile quanto inutile. E punta il dito contro la scarsa coscienza ambientale di una regione che pure si vanta delle proprie risorse naturali: «Questa specie è scomparsa dalla Sardegna nel secolo scorso a causa di uccisioni e furti di pulcini dai nidi e, oggi come allora, gli stessi odiosi fenomeni rischiano di vanificare lo sforzo che il Wwf Italia sta compiendo per consentire a questo magnifico animale di tornare a solcare i cieli dell’isola. Nonostante la Sardegna presenti un elevato livello di idoneità ambientale per la specie – prosegue la nota – fenomeni deprecabili come il bracconaggio continuano a rappresentare una vera e propria piaga per animali rari e protetti, per la cui protezione vengono investite ogni anno importanti risorse pubbliche, sia a livello internazionale sia nazionale. Queste risorse vengono tradotte in progetti a cui partecipano, con enorme dedizione, decine e decine di specialisti, di enti pubblici e di organizzazioni private. Il Wwf sta predisponendo, attraverso il suo ufficio legale, ogni azione necessaria al fine di collaborare con la magistratura e con gli organi inquirenti per assicurare alla giustizia chi si è reso autore di un reato così grave».
L’associazione verde è capofila di un altro progetto in Sicilia (Life ConRaSi) e collabora con quello sardo e ha sentito il dovere di dire la sua su quello che definisce «un gravissimo atto di bracconaggio per una specie protetta interessata da un progetto di reintroduzione». Il Wwf sottolinea un aspetto: «L’Aquila di Bonelli – si legge in un comunicato – è un rapace estremamente raro e protetto, che si nutre prevalentemente di piccoli mammiferi ed uccelli, innocuo per gli allevatori perché incapace di sollevare da terra animali di grossa taglia». Ovvero, se a uccidere fosse stato un pastore, saremmo di fronte a un atto incivile quanto inutile. E punta il dito contro la scarsa coscienza ambientale di una regione che pure si vanta delle proprie risorse naturali: «Questa specie è scomparsa dalla Sardegna nel secolo scorso a causa di uccisioni e furti di pulcini dai nidi e, oggi come allora, gli stessi odiosi fenomeni rischiano di vanificare lo sforzo che il Wwf Italia sta compiendo per consentire a questo magnifico animale di tornare a solcare i cieli dell’isola. Nonostante la Sardegna presenti un elevato livello di idoneità ambientale per la specie – prosegue la nota – fenomeni deprecabili come il bracconaggio continuano a rappresentare una vera e propria piaga per animali rari e protetti, per la cui protezione vengono investite ogni anno importanti risorse pubbliche, sia a livello internazionale sia nazionale. Queste risorse vengono tradotte in progetti a cui partecipano, con enorme dedizione, decine e decine di specialisti, di enti pubblici e di organizzazioni private. Il Wwf sta predisponendo, attraverso il suo ufficio legale, ogni azione necessaria al fine di collaborare con la magistratura e con gli organi inquirenti per assicurare alla giustizia chi si è reso autore di un reato così grave».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
