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Controricorso del governo dopo la sentenza del Tar

Controricorso del governo dopo la sentenza del Tar

L’esecutivo guidato da Conte decide di rivolgersi al Consiglio di Stato Contestata la decisione che riconosceva 78 milioni di arretrati alla Regione

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CAGLIARI. Altro che accordo sugli accantonamenti, auspicato dal premier Conte mercoledì a Cagliari, il Governo non ha intenzioni di fare passi indietro sui debiti che deve pagare alla Regione. La riprova è questa: il ministero delle Finanze ha ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che, a settembre, aveva riconosciuto alla Sardegna un credito di 78 milioni. È questo l’importo, dopo la battaglia giudiziaria intrapresa a suo tempo dalla giunta di centrosinistra, che sarebbe dovuto finire nelle casse della Regione come quota erariale delle tasse pagate dai contribuenti sardi sui redditi da capitale. Cosa sono queste tasse? Sono quelle che pesano sui conti correnti delle banche che non hanno sede legale in Sardegna, ma fra i clienti delle loro filiali isolane hanno comunque dei sardi. In parole ancora più spicce: queste tasse, cosi come quelle su Bot e obbligazioni, fino al 2017 erano incassate dalle Regioni dove ha la sede legale l’istituto di credito. Poi c’è stato l’accordo con il ministero e due anni fa quelle pagate dai sardi hanno cominciato a essere accreditata alla Sardegna. Anche se per ottenere gli arretrati dal 2010 al 2017 la giunta Pigliaru aveva dovuto comunque ricorrere al Tar, per poi vincere almeno questa sfida col Governo. Governo che mai ha saldato il debito e oggi ricorre al Consiglio di Stato.

La reazione. È stata molto dura quella dell’assessore al bilancio, Giuseppe Fasolino, e della Giunta ora in mano al centrodestra. «Da Roma diranno ancora che il ricorso è stato un automatismo, un atto dovuto, ma la verità è che il Governo continua a far ostruzionismo sugli accordi e giocare al rilancio su una partita che già ha perso davanti ai giudici». Per poi affondare i colpi anche sotto l’aspetto politico visto che mercoledì il premier Conte era a Cagliari: «Sconcerta sottolineare – scrive l’assessore – che purtroppo questo ennesimo atto ostile si sia materializzato appena 24 ore dopo la visita in Sardegna del presidente del presidente del Consiglio dei ministri, le cui promesse di dialogare con la Sardegna sono state smentite in attimo dai fatti». Con infine il rilancio della sfida da parte della Regione: «Non arretreremo di un solo centimetro – conclude Fasolino – quei 78 milioni sono soldi dei sardi e devono restare in Sardegna, come tra l’altro hanno deciso i giudici della Corte costituzionale e del Tar».

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