Un chip a difesa dell’agnello Igp
CAGLIARI. Se l’orecchino non basta, meglio sperimentare il microchip. È questa la novità della proposta di legge presentata dalla Lega, in Consiglio regionale, per difendere l’agnello sardo Igp dalle...
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CAGLIARI. Se l’orecchino non basta, meglio sperimentare il microchip. È questa la novità della proposta di legge presentata dalla Lega, in Consiglio regionale, per difendere l’agnello sardo Igp dalle contraffazioni e dalle importazioni clandestini. Come hanno spiegato il capogruppo Dario Giagoni e i consiglieri regionali Michele Ennas e Annalisa Mele, «il marchio di qualità va difeso con sempre più decisione. Ogni anno, soprattutto dai paesi dell’Est europeo, arrivano un’infinità di agnelli che sono venduti come se fossero prodotti in Sardegna, ma non è così. È un mercato clandestino – hanno aggiunto – che da tempo ha contraccolpi preoccupanti sugli allevamenti isolani (sono 750mila i capi certificati) e quindi sull’economia». La proposta di legge prevede una primo esperimento, con un migliaio di microchip sotto cute, per consentire a tutta la filiera (dal Consorzio Igp alle aziende, ai trenta mattatoi e alla rete commerciale) di tracciare in tempo reale il percorso del prodotto e individuare le frodi. «Vogliamo – ha detto Giagoni – tutelare e valorizzare il più possibile lo storico legame che esiste fra questo marchio di qualità e i territori. Ma soprattutto garantire ai consumatori la tracciabilità del prodotto». Tra l’altro l’agnello sardo Igp è da tempo in testa alla classifica dei prodotti contraffatti. L’anno scorso l’Ufficio anti frodi del Consorzio ha scoperto l’importazione di oltre 13mila capi in arrivo dalla Romania, destinati a essere macellati e poi venduti come se fossero stati allevati in Sardegna. «I costi della sperimentazione – hanno detto i consiglieri della Lega – saranno davvero molto bassi: ogni microchip costerà dai 20 ai 50 centesimi mentre la spesa per i lettori del codice a barre e la rete che metterà in collegamento i vari passaggi della filiera sarà intorno ai 40mila euro».
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