Aias verso il fallimento: i dipendenti nel baratro
L’associazione presenta ricorso e ribatte: «La Regione ci deve 40 milioni»
SASSARI. Un fallimento senza paracadute per lavoratori e pazienti è il percorso da scongiurare: sarebbe un disastro perché al momento non c’è una alternativa al sistema di assistenza offerto negli oltre 40 centri Aias distribuiti in tutta l’isola, in particolare nel Sulcis e nel Cagliaritano. L’opzione Sas Domos, la società proposta dalla Ats e dalla ex giunta Pigliaru alla fine del mandato, non esiste più: cancellata dalla giunta Solinas, scelta che anche di recente l’assessore alla Sanità Mario Nieddu ha definito corretta.
La situazione si è complicata nelle ultime ore perché il pm del tribunale di Cagliari Daniele Caria ha presentato istanza di fallimento per l’Aias: secondo Caria l’associazione gestita dalla famiglia Randazzo non è in grado di risollevarsi dalla grave situazione debitoria in cui è precipitata. Il pm ha parlato di 10 milioni di euro, ricordando le 10 mensilità arretrate verso i dipendenti, che da anni combattono per avere gli stipendi. Non solo: di recente sono scattati anche i pignoramenti, con i creditori che battono cassa nei confronti dell’associazione. E in questa condizione è chiaro che i pagamenti da parte delle Assl per le prestazioni erogate non vengono girati in via prioritaria ai lavoratori.
L’Aias si oppone al fallimento, attraverso i suoi legali dice che l’associazione non ha alcun fine commerciale e nessuno scopo di lucro e per questa ragione «non è assoggettabile alla procedura di fallimento per debiti nei confronti dei dipendenti». I legali annunciano ricorso, nel frattempo sindacati e lavoratori aspettano, questi ultimi sempre più sulla graticola. E si preparano allo sciopero generale in programma domani. Mentre martedì è attesa la prossima riunione della Commissione d’inchiesta sull’Aias istituita in consiglio regionale e presieduta da Gianfranco Ganau, Pd. L’organismo ha raggiunto delle conclusioni sulla questione debiti-crediti che però non sono condivise dall’associazione.
«Abbiamo calcolato – spiega Ganau – che negli ultimi 5 anni l’Aias ha ricevuto dalla Regione e dunque dalle Assl 102 milioni di euro per le prestazioni erogate in convenzione. Resta da saldare ancora un debito di circa 1,6 milioni di euro, importo che sarà erogato prima possibile, più un ulteriore milione di euro che potrebbe essere oggetto di ulteriori transazioni».
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Le cifre sono ben diverse secondo l’Aias, che continua a sostenere di vantare crediti per circa 40 milioni di euro, attribuendo a questo “buco” tutte le difficoltà degli ultimi anni con i ritardi nell’erogazione degli stipendi ai dipendenti. «Questi 40 milioni a noi non risultano, potrebbe trattarsi di somme relative ad annualità precedenti sulle quali è complicato fare verifiche». La lente va sul periodo 1998-2013 sul quale è difficile fare chiarezza per la carenza di documentazione. Martedì il presidente Ganau illustrerà il lavoro della Commissione e il consiglio regionale potrà decidere come intervenire.
«Bisogna fare in fretta – dice Ganau – per garantire continuità assistenziale e lavorativa. Non si possono lasciare pazienti e dipendenti sulla strada». Ancora di più ora che dietro l’angolo c’è lo spettro del fallimento.
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