La Nuova Sardegna

MINISTRO, SI OCCUPI DEL SOSTEGNO

di MARCELLO FOIS

Diciamo, in media, un ministro ogni due anni scarsi. Un catalogo che avrebbe fatto invidia a Leporello. Una lista di professionisti che in meno di vent’anni hanno sviscerato due argomenti principali,...

2 MINUTI DI LETTURA





Diciamo, in media, un ministro ogni due anni scarsi. Un catalogo che avrebbe fatto invidia a Leporello.

Una lista di professionisti che in meno di vent’anni hanno sviscerato due argomenti principali, primo: è opportuno o no appendere il crocefisso nelle nostre aule?

Due: ma l’esame di maturità così com’è va bene o no? Intanto i ricercatori italiani scappano all’estero; gli stipendi dei professori sono i più bassi d’Europa; le infrastrutture scolastiche sono fatiscenti; gli insegnanti di sostegno sono ritenuti un lusso; l’ingerenza dei genitori, anche nelle specifiche questioni didattiche, è ritenuta democrazia, eccetera eccetera.

Fa eccezione in questo senso il neo Ministro Fioramonti? Pare di no. E non tanto perché sia entrato a gamba tesa nella questione del crocifisso, quanto perché ancora una volta fa il giochetto di chi dice di indicare la luna, ma chiede che si guardi il dito.

Liquidato questo importante argomento della laicità che diamo per antipasto ci attendiamo finalmente un menù che non riguardi generiche ruffianerie sui giovani in quanto giovani.

Fa eccezione in questo senso il neo Ministro Fioramonti? Pare di no.

Dopo il bonario “date meno compiti per Natale ai vostri bambini” del Ministro Bussetti, ecco che arriva il giovanista “giustificate le assenze per i nostri giovani tumberghiani”.

Insomma anche il filosofo Fioramonti si rappresenta come portatore sano di argomentazioni molto pruriginose sul piano della comunicazione pubblica, ma che, di fatto, lasciano l’istituzione scolastica esattamente nella stessa deriva in cui è stata abbandonata da troppo tempo.

Ricordiamo tutti le infelicissime esternazioni di Luigi Berlinguer, Ministro dell’Istruzione fino al 2000, sulla necessità di moderare studi come Storia o Storia dell’Arte nei licei italiani.

O le famose tre I (Inglese, Informatica, Impresa) della riforma Moratti.

O quel gioco di società che ha trasformato in una specie di compulsione il riformare una volta all’anno l’esame di maturità. Sono più di vent’anni che di scuola se ne parla per esternazioni, ma, nei fatti, si procede grazie alla buona volontà dei singoli. La mannaia sugli insegnanti di sostegno in una regione già abbondantemente penalizzata come la Sardegna è uno di quei dati che possono determinare svolte importanti sul piano dell’abbandono scolastico.

E può rendere, o meno, la scuola un luogo di accoglienza e tolleranza reali e non solo proclamate.

Una scuola cioè che vale la pena di frequentare.

Fa eccezione in questo senso il neo Ministro Fioramonti? Pare di no, ma poco male: i suoi figli frequentano le scuole inglesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative