Assassinio della prostituta Concas sconterà 24 anni
di Claudio Zoccheddu
Modena, l’emigrato sardo è stato condannato per omicidio volontario e rapina È accusato anche dell’uccisione di un’avvocatessa con cui aveva una storia
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MODENA. Pasquale Concas ha ucciso la prostituta ungherese di 24 anni Arietta Mata. Lo ha deciso il giudice di Modena Andrea Romito, che ha condannato l’uomo originario di Tortolì che ha raggiunto l’Emilia, dove aveva preso la residenza e dove lavorava come magazziniere, dopo aver vissuto a lungo a Osilo. Adesso sconterà 24 anni per omicidio volontario e rapina, come recita la condanna in primo grado con cui si è concluso il processo che vedeva imputato il 51enne sardo. Una pena che si avvicina alla richiesta del pubblico ministero Katia Marino, che aveva chiesto una condanna a 26 anni di reclusione.
L’omicidio. Il cadavere della giovane ungherese era stato ritrovato il 21 gennaio del 2018 sulle rotaie nei pressi della stazione di Gaggio, in provincia di Modena. La donna era stata rapinata, non era stata ritrovata la borsetta con conteneva circa 700 euro e il cellulare, e aggredita a morte forse perché si era opposta al tentativo di rapina. Poi il cadavere era stato adagiato sui binari con la speranza che l’omicio fosse scambiato per un suicidio. Ipotesi smentita dall’autopsia che aveva confermato che la donna fosse già morta quando era stata investita dal treno.Il fermo di Pasquale Concas è avvenuto quattro giorni dopo, quando l’uomo era stato incastrato dalle testimonianze delle altre prostitute che lavoravano nella stessa zona. Le ragazze, infatti, raccontarono agli investigatori che la vittima era stata raggiunta da un cliente conosciuto e che non passava inosservato per via dei cerchioni cromati che aveva montato sulla sua auto. Concas era un habituè e le prostitute lo conoscevano al punto di descriverlo come una persona per nulla espansiva e decisamente taciturna. Le indicazioni permisero alla polizia di verificare la presenza dell’auto nella zona del delitto grazie alle riprese di alcune telecamere di sorveglianza. Ad aumentare i sospetti c’era anche il vizio del gioco d’azzardo e la conseguente costante ricerca di denaro in cui era impegnato Pasquale Concas.
La difesa. «Ovviamente dobbiamo leggere le motivazioni – spiegano gli avvocati di Concas, Roberto Ricco e Marco Pellegrini – per capire il percorso fatto dal giudice per arrivare alla condanna». «Riteniamo che sia per quel che riguarda il movente – proseguono – sia per i nostri periti informatici e medico-legali, ci siano prove contraddittorie, anche rispetto alla stessa dinamica dei fatti. Faremo sicuramente appello»
I precedenti. Concas aveva già scontato 21 anni di reclusione dopo l’omicidio della 75enne Loredana Gottardi, di Olbia, avvenuto nel 1994. A complicare ulteriormente la posizione dell’uomo c’è anche l’indagine aperta per un altro delitto, il terzo di cui è stato accusato. Secondo la Procura, infatti, sarebbe stato lui a uccidere l’avvocato civilista Elena Morandi, 56 anni, trovata morta dopo un incendio nella sua casa di via Boccabadati, a Modena, nel settembre del 2017. Il cinquantenne di Tortolì è stato ascoltato dagli inquirenti per quanto riguarda la morte dell'avvocatessa e pare che abbia confermato la sua presenza nella casa della donna, con la quale aveva una relazione, il giorno della morte, respingendo però le accuse.
L’omicidio. Il cadavere della giovane ungherese era stato ritrovato il 21 gennaio del 2018 sulle rotaie nei pressi della stazione di Gaggio, in provincia di Modena. La donna era stata rapinata, non era stata ritrovata la borsetta con conteneva circa 700 euro e il cellulare, e aggredita a morte forse perché si era opposta al tentativo di rapina. Poi il cadavere era stato adagiato sui binari con la speranza che l’omicio fosse scambiato per un suicidio. Ipotesi smentita dall’autopsia che aveva confermato che la donna fosse già morta quando era stata investita dal treno.Il fermo di Pasquale Concas è avvenuto quattro giorni dopo, quando l’uomo era stato incastrato dalle testimonianze delle altre prostitute che lavoravano nella stessa zona. Le ragazze, infatti, raccontarono agli investigatori che la vittima era stata raggiunta da un cliente conosciuto e che non passava inosservato per via dei cerchioni cromati che aveva montato sulla sua auto. Concas era un habituè e le prostitute lo conoscevano al punto di descriverlo come una persona per nulla espansiva e decisamente taciturna. Le indicazioni permisero alla polizia di verificare la presenza dell’auto nella zona del delitto grazie alle riprese di alcune telecamere di sorveglianza. Ad aumentare i sospetti c’era anche il vizio del gioco d’azzardo e la conseguente costante ricerca di denaro in cui era impegnato Pasquale Concas.
La difesa. «Ovviamente dobbiamo leggere le motivazioni – spiegano gli avvocati di Concas, Roberto Ricco e Marco Pellegrini – per capire il percorso fatto dal giudice per arrivare alla condanna». «Riteniamo che sia per quel che riguarda il movente – proseguono – sia per i nostri periti informatici e medico-legali, ci siano prove contraddittorie, anche rispetto alla stessa dinamica dei fatti. Faremo sicuramente appello»
I precedenti. Concas aveva già scontato 21 anni di reclusione dopo l’omicidio della 75enne Loredana Gottardi, di Olbia, avvenuto nel 1994. A complicare ulteriormente la posizione dell’uomo c’è anche l’indagine aperta per un altro delitto, il terzo di cui è stato accusato. Secondo la Procura, infatti, sarebbe stato lui a uccidere l’avvocato civilista Elena Morandi, 56 anni, trovata morta dopo un incendio nella sua casa di via Boccabadati, a Modena, nel settembre del 2017. Il cinquantenne di Tortolì è stato ascoltato dagli inquirenti per quanto riguarda la morte dell'avvocatessa e pare che abbia confermato la sua presenza nella casa della donna, con la quale aveva una relazione, il giorno della morte, respingendo però le accuse.
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