Il pecorino non è nella black list dei dazi Usa
La notizia arriva da Coldiretti: l’elenco dei prodotti tassati è stato pubblicato nella Federal Register
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SASSARI. Si può brindare allo scampato pericolo, per ora. Il pecorino grattugiato è fuori dalla black list dei prodotti che gli Stati Uniti vogliono super tassare. La notizia la dà Coldiretti che non nasconde la sua soddisfazione. «Adesso è ufficiale. Il pecorino romano da grattugia è stato escluso dalla black list definitiva dei prodotti europei che dalla mezzanotte del 18 ottobre saranno colpito dai dazi degli Usa – spiega il direttore regionale di Coldiretti Luca Saba –. Il dazio sarà applicato invece sul pecorino da tavola che comunque rappresenta una piccola percentuale del romano esportato negli Usa».
La lista dei prodotti soggetti al superdazio del 25 per cento è stata pubblicata nella Federal Register, la Gazzetta ufficiale del governo americano. Quella che fino a ora sembrava più che altro una speranza è diventato realtà. Si deve ancora capire se realmente ci sarà una rotazione dei dazi, così come fatto intendere dal presidente americano Donald Trump. Dopo un anno i dazi potrebbero essere applicati a rotazione su altri generi alimentari. Per ora gli americani hanno colpito in modo duro i vini francesi e l’olio spagnolo. Anche il pecorino viene toccato dai balzelli, ma solo quello da tavola, che costituisce una parte marginale di quello che viene esportato dall’isola negli Usa.
«Adesso abbiamo anche l'ufficialità – continua Saba –. Per questo è importante chiudere con gli allarmismi e lavorare insieme per il rilancio del settore, visto che sono cresciute le esportazioni e sono diminuite quest'anno le produzioni di Romano».
Resta la grande incognita del prezzo del pecorino, che a cascata determina quello del latte. «Ci sono tutte le condizioni perché il prezzo finalmente salga – commenta il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – e si riconosca il giusto prezzo ai pastori. Allo stesso tempo bisogna finalmente riformare il comparto e programmare in modo collegiale e trasparente».
La lista dei prodotti soggetti al superdazio del 25 per cento è stata pubblicata nella Federal Register, la Gazzetta ufficiale del governo americano. Quella che fino a ora sembrava più che altro una speranza è diventato realtà. Si deve ancora capire se realmente ci sarà una rotazione dei dazi, così come fatto intendere dal presidente americano Donald Trump. Dopo un anno i dazi potrebbero essere applicati a rotazione su altri generi alimentari. Per ora gli americani hanno colpito in modo duro i vini francesi e l’olio spagnolo. Anche il pecorino viene toccato dai balzelli, ma solo quello da tavola, che costituisce una parte marginale di quello che viene esportato dall’isola negli Usa.
«Adesso abbiamo anche l'ufficialità – continua Saba –. Per questo è importante chiudere con gli allarmismi e lavorare insieme per il rilancio del settore, visto che sono cresciute le esportazioni e sono diminuite quest'anno le produzioni di Romano».
Resta la grande incognita del prezzo del pecorino, che a cascata determina quello del latte. «Ci sono tutte le condizioni perché il prezzo finalmente salga – commenta il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu – e si riconosca il giusto prezzo ai pastori. Allo stesso tempo bisogna finalmente riformare il comparto e programmare in modo collegiale e trasparente».
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