«Danneggiato il prestigio della scuola»
di Sergio Secci
Budoni, inchiesta per maltrattamenti. Il consiglio d’istituto scrive a Biancareddu
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BUDONI. Una lettera all’assessore alla pubblica istruzione Biancareddu e al dirigente scolastico regionale Feliziani con l’obiettivo di fare chiarezza sulla vicenda. A scriverla è il consiglio d’istituto della scuola dell’infanzia di Budoni al centro di una inchiesta per presunti maltrattamenti nei confronti di alcuni scolari da parte di due maestre indagate. È di qualche giorno fa la decisione dello stesso Feliziani di cancellare la sezione C dove sono stati iscritti solo 2 bambini rispetto ai 18 dell’anno scorso. Il reintegro delle due docenti disposto dal giudice non è stato infatti accolto positivamente dalla maggior parte dei genitori che hanno preferito iscrivere i figli in altri istituti. «Da quando abbiamo avuto notizia delle indagini a carico di due insegnanti – scrive il consiglio di istituto presieduto dal dirigente Ignazio Podda – abbiamo atteso che gli inquirenti svolgessero il loro lavoro rispettando un doveroso silenzio. Il 10 settembre ci si è confrontati con le famiglie per condividere le proposte che potessero rispondere alle richieste dei genitori ma la maggioranza dei genitori chiedeva l’allontanamento delle insegnanti indagate. Richiesta non ricevibile, perché fuori delle competenze del Consiglio e perché in due giudizi distinti e 4 giudici differenti, la magistratura ha disposto il reintegro. Non è bastato affermare che le insegnanti indagate non avrebbero operato con i loro bambini e che le sezioni avrebbero lavorato in parallelo. Abbiamo trovato un muro insormontabile, con controproposte illegittime. Nel frattempo il clima continua a non essere sereno e sui social continuano le accuse e le ingiurie. Se l’assessore Biancareddu avesse contattato la scuola, avrebbe saputo dei nostri tentativi di conciliazione e avrebbe potuto fornirci il suo prezioso contributo e il sostegno per far fronte alla situazione. Riteniamo che bene avrebbe fatto l’assessore ad intervenire per sensibilizzare e invitare tutti i singoli componenti della scuola al dialogo, alla condivisione, alla collaborazione. Comprendiamo la posizione dei genitori che hanno attivato per sé e per i bambini una tutela legale attraverso la nomina di un avvocato. Per questo motivo – conclude la lettera – anche il nostro istituto chiede tutte le tutele e difese legali volte a salvaguardare la scuola, il suo buon nome, il prestigio, l’azione educativa e la dignità degli insegnanti e di tutte le componenti che vi appartengono a vario titolo».
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